Vagina

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Rappresentazione dell'apparato genitale femminile

La vagina (dal latino vagina, letteralmente "fodero" o "guaina"), è un condotto di forma cilindrica di materiale fibromuscolare, che accoglie il pene durante il coito e consente il passaggio del feto durante il parto.

Conduce dall'utero all'esterno dell'organismo nei mammiferi femmina (tranne nei mammiferi monotremi), o alla cloaca negli uccelli, nei monotremi ed in alcuni rettili.

Anche gli insetti femmina ed altri invertebrati hanno una vagina, che è la parte terminale dell'ovidotto.

Nel linguaggio comune, il termine è usato spesso per riferirsi generalmente ai genitali femminili o alla vulva.

Anatomia umana

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Posizione anatomica.

La vagina è un canale che si estende dalla cervice uterina (porzione anatomica più profonda) alla vulva (porzione anatomica superficiale), la quale ha una lunghezza da 6 a 8 cm nella parte anteriore e di 8–9 cm nella parte posteriore, dilatandosi/espandendosi in lunghezza e larghezza durante l'eccitazione sessuale.

Anatomia della vulva, dall'"alto" (pube) al "basso" (ano):

Pube - Monte di Venere

Prepuzio clitorideo

Glande clitorideo

Grandi labbra

Piccole labbra

Orifizio uretrale

Imene

Orifizio vaginale

Perineo

Ano

Quando la donna mantiene la stazione eretta, il condotto vaginale traccia (rispetto alla regione pelvica) una curva geometrica di orientamento superiore-posteriore che forma un angolo leggermente minore di 45 gradi con l'utero. L'apertura vaginale si trova verso l'estremità caudale della vulva, dietro l'apertura dell'uretra. Il quarto superiore della vagina è separato dal retto per mezzo del cavo rettouterino. Sopra la vagina sta il monte di Venere.

La vagina, come l'interno della vulva, è di colore rosa vivo tendente al rosso, particolare comune alle membrane mucose interne (in condizione fisiologica) della maggior parte dei mammiferi. I solchi prodotti dalla ripiegatura della parete nel terzo esterno della vagina sono detti pieghe vaginali. Si tratta di rughe costituite da tessuto epiteliale che hanno lo scopo di offrire alla vagina un'estesa area superficiale che ne favorisce l'estensione e l'allungamento.

La dilatazione è agevolata, oltre che da dette pieghe che ne aumentano l'espandibilità, pure dalla particolare lubrificazione, che avviene tramite le ghiandole di Bartolino. La membrana della parete vaginale mantiene una determinata umidità, anche se non contiene alcuna ghiandola. Prima e durante l'ovulazione, vengono prodotte diverse varianti di muco della cervice, che fornisce un ambiente favorevole alcalino nel canale vaginale per massimizzare le possibilità di sopravvivenza per gli spermatozoi.

La vagina, nella donna vergine, è (di norma, ma non immancabilmente) coperta in parte dall'imene: una membrana di tessuto connettivo che può essere infranta oltre che da un rapporto sessuale, anche da alcuni tipi di esercizi, come le passeggiate a cavallo o la ginnastica, ed altresì da un esame pelvico incauto. Per converso, non necessariamente il coito determina una lacerazione dell'imene: ne consegue che la deflorazione non è un criterio affidabile per la determinazione del primo rapporto completo (specie nell'ipotesi di cosiddetto imene compiacente).

Fisiologia

La vagina è chiamata ad assolvere svariate funzioni fisiologiche.

Secrezioni uterine

La vagina costituisce una via attraverso la quale il sangue mestruale e parti di tessuto organico lasciano il corpo. Queste escrezioni possono essere assorbite o trattenute per mezzo di tamponi, coppe mestruali, assorbenti igienici.

Sostanze odorifere presenti nel fluido vaginale

Nei mammiferi la secrezione di molecole odorifere (urea, acido lattico, acido acetico, composti alifatici a catena corta) nell'area genitale è importante per comunicare la ricettività sessuale della femmina.

Nella donna, la produzione di acido lattico e acido acetico è sempre presente; la produzione di composti alifatici è invece variabile da soggetto a soggetto e l'odore che ne deriva (generalmente attribuibile all'acido butanoico), a seconda della loro concentrazione nei fluidi vaginali, dà luogo a giudizi di varia gradevolezza e può costituire ugualmente un richiamo sessuale.

Bacillo di Döderlein

Il bacillo di Döderlein è ospite in condizioni di normalità della vagina sana e contribuisce a mantenere il pH dell'ambiente vaginale nella donna sana intorno a 3,5-4,5 attraverso la scissione del glicogeno in acido lattico e biossido di carbonio. Il mantenimento di tale pH acido è di fondamentale importanza per la difesa della vagina dai germi provenienti dall'esterno (autodepurazione della vagina).

Attività sessuale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Penetrazione sessuale.

La concentrazione di terminazioni nervose che giacciono intorno all'entrata della vagina può causare sensazioni piacevoli durante l'attività sessuale, qualora avvenga un tipo di stimolazione gradito alla specifica donna.

Durante l'eccitazione sessuale, specie se vi è stimolazione del clitoride, le pareti della vagina si auto-lubrificano. Ciò riduce l'attrito che può manifestarsi in conseguenza di varie attività sessuali; tuttavia esistono pratiche - dette di "Sesso asciutto" - per limitare o evitare la lubrificazione in corso di coito. In passato si riteneva che le ghiandole di Bartolino fossero responsabili della lubrificazione vaginale. I lavori di Masters & Johnson rilevarono invece che è la stessa parete vaginale ad emettere goccioline di liquido che, dapprima isolate, successivamente formano un velo continuo e lucente su tutta la parete. La risposta vaginale è la stessa qualunque sia il tipo di stimolazione sessuale (clitoridea, mammaria, orale, ecc) ma la quantità di liquido può essere maggiore o minore a seconda dell'intensità e della durata dello stimolo. La lubrificazione si verifica anche in post-menopausa, ma la quantità di liquido secreto è fortemente inadeguata.

Alcuni studi hanno rilevato che porzioni del clitoride si estendono nella vulva e nella vagina.

Con l'eccitazione, la vagina si allunga velocemente di un valore medio di 8,5 cm, ma può continuare ad allungarsi per reazione ad una pressione. Quando la donna raggiunge la massima eccitazione, la vagina si gonfia come una tenda (gli ultimi ²⁄₃ si espandono in lunghezza e larghezza) mentre la cervice si ritrae. Le pareti della vagina sono composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per adeguarsi alla misura del pene.

Punto G

Apparato genitale femminile, vista sagittale. Il punto G è cerchiato in nero, ed abbinato a didascalia in grassetto.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Punto G.

Una zona erogena, comunemente chiamata punto G, è ubicata nella parete anteriore della vagina, a circa cinque cm più addentro del suo ingresso. Alcune donne provano intenso piacere se il loro punto G è stimolato convenientemente durante l'amplesso. Un orgasmo scaturente dal punto G potrebbe essere la causa dell'eiaculazione femminile, il che porta alcuni medici e ricercatori a ritenere che il piacere connesso al punto G provenga dalle ghiandole di Skene (v. ghiandole esocrine), un omologo femminile della prostata, piuttosto che da un qualche particolare punto sulla parete vaginale. Alcuni ricercatori, peraltro, negano radicalmente l'esistenza del punto G.

Localizzazione delle ghiandole di Skene.

Parto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parto.

Durante il parto, la vagina fornisce il canale attraverso cui il feto abbandona l'utero per affacciarsi alla vita indipendente al di fuori del grembo materno. In questa fase, la vagina è chiamata anche canale del parto. La vagina è notevolmente elastica e si ingrandisce di diverse volte rispetto al suo diametro normale durante il parto vaginale.

Dopo il primo di tale atto scompare il frenulo inferiore delle piccole labbra.

Benessere sessuale ed igiene

La vagina è auto-detergente e pertanto di norma non ha bisogno di speciali trattamenti di sorta. I medici generalmente sconsigliano la pratica dell'irrigazione vaginale (v. enteroclisma). Dato che una vagina sana è colonizzata da una flora di microrganismi reciprocamente simbiotici che proteggono il corpo-ospitante da microbi che potrebbero provocare malattie, qualunque tentativo di alterare questo equilibrio può causare svariati esiti indesiderabili, come — a solo titolo di esempio — perdite anormali e candidosi. L'acidità di una vagina in salute, a causa dell'acido lattico secreto dai microrganismi simbiotici, ritarda la crescita di molte specie di microbi pericolosi.

La vagina è esaminata durante le visite ginecologiche, spesso con l'ausilio di uno speculum, che mantiene la vagina divaricata per l'ispezione visiva della cervice, o per prelevare campioni di tessuto.

Sintomi di affezioni vaginali

Le malattie della vagina si presentano con gonfiori, perdite, ulcerazioni.

Gonfiori

La presenza di gonfiori insoliti sulla parete o sulla base della vagina è sempre anormale. Il fenomeno più comune è la cisti di Bartolino. La cisti, alla palpazione assimilabile ad un pisello, si forma in conseguenza di un'occlusione delle ghiandole che normalmente apportano i loro umori all'orifizio vaginale. Questa condizione viene trattata facilmente, con un atto di chirurgia minore, o farmacologicamente con nitrato d'argento.

L'herpes può essere una causa meno comune di piccoli gonfiori o vesciche. In questo caso la sintomatologia è caratterizzata dalla diffusione in più punti e dalla presenza di vivo dolore, con un fluido chiaro che tende a risolversi in piccole croste. Possono essere associate a protuberanza generalizzata, e sono molto tenere.

I gonfiori associati a tumori della parete vaginale sono assai rari e l'età media di esordio è settant'anni. La forma tumorale più comune è il carcinoma dell'epitelio pavimentoso, poi il cancro delle ghiandole (adenocarcinoma) ed infine (estremamente raro) il melanoma.

Perdite

Le perdite vaginali sono in massima parte fisiologiche, e comprendono sangue mestruale (dall'utero), il caso più frequente, ed un fluido chiaro che può essere correlato ad eccitazione sessuale o può derivare da altre secrezioni della cervice uterina. Fra le cause non infettive si annoverano le dermatiti e le perdite da corpo estraneo, come nel caso di tamponi "igienici" ritenuti, o — nelle bambine — a seguito dell'inserimento in vagina degli oggetti più disparati, sostanzialmente per curiosità.

Perdite non connesse a pratiche sessuali si verificano per vaginiti batteriche o per candidosi genitale.

Il gruppo finale di perdite è correlato a malattie sessualmente trasmissibili: gonorrea, clamidia e trichomonas vaginalis. Le perdite da candida sono leggermente maleodoranti e bianche; quelle da trichomonas hanno un odore più intenso e sono verdastre; quelle da corpo estraneo assomigliano a quelle da gonorrea — grigiastre o gialle, e purulente (simili a pus).

Ulcerazioni

Tutte le ulcerazioni comportano un cedimento della sottile membrana in cui consiste la parete vaginale. I fenomeni più comuni sono piccole abrasioni/ulcerazioni provocate da trauma. Ancorché dette lesioni possano essere effetto di violenza sessuale, in realtà (e per fortuna) il più delle volte dipendono da eccessivo strofinamento contro indumenti, o da maldestro inserimento di tamponi sanitari.

La tipica ulcerazione da sifilide non provoca dolore e presenta margini in rilievo. Spesso non sono neppure rilevate, poiché per lo più si verificano all'interno della vagina.

Le ulcerazioni da herpes sono molto morbide, e possono determinare rigonfiamenti che ostacolano il deflusso dell'urina.

Nei Paesi in via di sviluppo, un gruppo di malattie parassitarie come la leishmaniosi umana può essere un'altra causa di ulcerazioni sessuali; si tratta invece di evento inconsueto in Occidente.

Tutti questi disturbi vulvo-vaginali sono trattati agevolmente, e possono essere guariti senza difficoltà particolari dalla medicina. Spesso solo una qualche forma di vergogna o (ingiustificato) pudore impedisce alle pazienti di giovarsi dei rimedi disponibili.

La vagina nell'arte

Per il suo naturale fascino, oltre che per l'ancestrale potere evocativo quale porta della vita, la vagina ha assunto un ruolo di protagonista anche in diverse opere d'arte di età contemporanea, tra cui:

Note

Bibliografia

  • Trattato di anatomia patologica clinica, Di Mario Raso, Pubblicato da PICCIN, 1981, ISBN 88-212-0927-X, 9788821209277
  • Chirurgia vaginale. Anatomia chirurgica e tecniche operatorie, Di Gunther Reiffenstuhl, Werner Platzer, Paul G. Knapstein, Collaboratore E. Baraggino, Pubblicato da UTET, 1996, ISBN 88-02-05068-6, 9788802050683
  • Archivio italiano di anatomia e di embriologia, Di Società italiana di anatomia, Consiglio nazionale delle ricerche (Italy), Pubblicato da Sansoni Editore, 1902
  • La donna e la bambina. Psicoanalisi della femminilità, Di Antonio Imbasciati, Pubblicato da FrancoAngeli, 1996, ISBN 88-204-9627-5, 9788820496272
  • Atlante di anatomia, Di Adriana Rigutti, A A Ghermana, O A Cetverikova, Pubblicato da Giunti, 2000, ISBN 88-09-01793-5, 9788809017931
  • Filippo De Filippi, Regno animale, P. & G. Vallardi, 1852.
  • Zaccaria Fumagalli, Carlo Cavallotti, Anatomia umana normale, Piccin, 1983. ISBN 88-299-0131-8.

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