Torino Football Club

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Torino FC
Calcio Football pictogram.svg
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Campione d'Europa in carica
Detentore dell'Europa League Detentore dell'Europa League
Detentore della Supercoppa UEFA
Attuale campione d'Africa Campione d'Africa in carica
Attuale campione del Nordamerica Campione del Nord America in carica
Campione d'Asia in carica
Campione d'Oceania in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Detentore della Copa Sudamericana Detentore della Copa Sudamericana
Detentore della Recopa Sudamericana Detentore della Recopa Sudamericana
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d'Italia Campione d'Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
Detentore della Coppa Ali della Vittoria
Campione d'Inghilterra in carica
FA Cup Detentore della FA Cup
Detentore della Football League Cup Detentore della Football League Cup
Detentore del Community Shield Detentore del Community Shield
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Detentore della Coppa di Germania Detentore della Coppa di Germania
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Detentore della Coppa del Re Detentore della Coppa del Re
Detentore della Supercoppa di Spagna Detentore della Supercoppa di Spagna
Campione di Portogallo in carica
Campione d'Olanda in carica
Campione di Grecia in carica Campione di Grecia in carica
Campione d'Uruguay in carica
Campione di Serbia in carica
Campione di Francia in carica Campione di Francia in carica
Campione di Turchia in carica
Campione di Russia in carica
Campione di Scozia in carica Campione di Scozia in carica
Campione d'Irlanda in carica
Campione d'Israele in carica
Campione della Coppa delle Fiere Campione della Coppa delle Fiere
Torinostemma.png
Il Toro; I Granata
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali: Granata.jpgGranata.jpg granata
Simboli: Toro
Inno: Cuore Toro

Statuto
Dati societari
Città: Torino-Stemma.png Torino
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: Flag of Italy.svg FIGC
Campionato: Serie B
Fondazione: 1906
Presidente: Bandiera dell'Italia Urbano Cairo
Allenatore: Bandiera dell'Italia Franco Lerda
Stadio: Stadio Olimpico

(27.994 posti)
Sito web: torinofc.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svg
Scudetti: 7
Trofei nazionali: 5 Coppe Italia

Trofei internazionali: 1 Coppa Mitropa
Si invita a seguire lo schema del
« La parabola del Torino ha ospitato ferite crudeli e successi epici. Il destino lo ha accarezzato come un fiore e trafitto con una lama saracena. »

Il Torino Football Club - comunemente noto come Torino o, informalmente, come Toro - è una società italiana di calcio con sede nell'omonima città. Milita nel campionato di Serie B e, insieme alla concittadina Juventus, è una delle due formazioni professionistiche del capoluogo piemontese.

Fondata come Foot-Ball Club Torino il 3 dicembre 1906, poi rinominata AC Torino (e, in seguito, Torino Calcio), è fallita il 17 novembre 2005 a seguito di un dissesto finanziario. Il 17 luglio 2005 era stata denominata provvisoriamente Società Civile Campo Torino, divenendo Torino FC poche settimane dopo, con l'acquisizione dei diritti sportivi da parte del cosiddetto Lodo Petrucci. La nuova compagine, anche grazie all'acquisizione dei vecchi marchi societari dall'asta fallimentare, prosegue a tutti gli effetti la storia sportiva e societaria della squadra originaria. Si può considerare quindi l'erede di quella Internazionale Torino che attraverso varie fusioni e rifondazioni è da alcuni considerata la prima squadra di calcio italiana e il più antico sodalizio calcistico d'Italia.

Indice

Storia

La fondazione

Nella città il gioco del calcio arriva sul finire dell'Ottocento, portato dall'iniziativa di industriali svizzeri e inglesi. Già nel 1887 nel capoluogo piemontese la compagine calcistica rosso-nera dell'Internazionale Torino, presieduta dal Duca degli Abruzzi, svolge la sua attività sportiva, insieme alla squadra dei Nobili Torino in divisa giallo-nera; nel 1894 in città le squadre diventano tre, con la fondazione del Football Club Torinese.

Il nuovo gioco spopola, soppiantando presto quello del pallone elastico, che al tempo era lo sport con la palla più seguito: nel 1897 vengono fondate la sezione calcistica della polisportiva Ginnastica Torino e la Juventus. Le prime tre, assieme al Genoa, l'8 maggio 1898 nell'ambito dei festeggiamenti in occasione dell'Esposizione Internazionale per i cinquant'anni dello Statuto Albertino, sul campo del Velodromo Umberto I di Torino (nei pressi dell'attuale ospedale Mauriziano) danno vita al primo Campionato Italiano di Calcio, vinto dai rossoblù genovesi.

Nel 1900, il Football Club Torinese assorbe l'Internazionale Torino, ma la vera svolta per la squadra, che in quegli anni continua a vestire la maglia giallonera a strisce verticali, arriva il 3 dicembre 1906, una gelida sera d'inverno: nella birreria Voigt (oggi bar Norman) di via Pietro Micca, viene sancita un'alleanza con un gruppo di dissidenti della Juventus, guidati dallo svizzero Alfredo Dick, che non condividono la svolta verso il professionismo della società bianconera. Dalla fusione tra l'FC Torinese e il citato gruppo di dissidenti nasce il Foot Ball Club Torino, che nel 1936 per decisione del regime fascista muterà poi nome in Associazione Calcio Torino. A causa di queste ascendenze, viene talvolta indicata come la più antica società calcistica d'Italia. Altri considerano tale la Pro Vercelli, effettivamente fondata nel 1892, ma la cui sezione calcistica è stata creata soltanto nel 1903. In realtà il simbolico titolo di più antica società calcistica italiana tuttora in attività è quasi universalmente attribuito al Genoa 1893.

Dai primi passi alla Grande Guerra

La nuova società cambia i colori sociali in granata; sui motivi della scelta si narrano varie versioni. Spesso riportata è quella secondo la quale lo svizzero Alfredo Dick sarebbe stato tifoso del Servette, squadra di Ginevra dai colori granata; pare però attendibile anche la versione che vorrebbe il granata in onore del Duca presidente onorario, in luogo dei colori arancio-nero a strisce verticali delle divise dell'Internazionale Torino - che con il tempo s'erano sbiadite in giallo-nero, incidentalmente i colori degli Asburgo nemici storici della Casa regnante: fu scelto quindi il colore della Brigata Savoia, che esattamente duecento anni prima, dopo la vittoriosa liberazione di Torino dall'assedio francese, aveva adottato un fazzoletto color del sangue in onore del messaggero caduto per portare la notizia della vittoria. Tuttavia non è da ritenersi del tutto infondata la leggenda che collega la particolare tonalità di rosso delle magliette quale risultato dei ripetuti lavaggi delle tenute di gioco rosse con i calzettoni e i calzoncini neri. In seguito, essendo ritenuta di buon auspicio questa tonalità di rosso, sarebbe stata adottata quale tenuta ufficiale.

Il primo incontro ufficiale viene giocato già il 16 dicembre 1906, a Vercelli contro la Pro, terminato 3-1 per i granata, di nome ma non di fatto, poiché non disponendo ancora delle nuove casacche vestivano quelle giallonere ereditate dal FC Torinese. La foto storica di quel primo incontro ritrae un ragazzino destinato a rivestire un ruolo importantissimo nella storia del calcio italiano: Vittorio Pozzo.

La formazione del 1906

Il primo derby viene invece con l'anno nuovo, è datato 13 gennaio 1907, e per Dick sono subito soddisfazioni: nel velodromo Umberto I il "Toro" vince di misura per 2-1, successo poi replicato con un più largo 4-1 un mese più tardi, conquistandosi il diritto di accesso al Girone Finale: dignitoso il piazzamento al secondo posto, dietro al Milan. Campo di gioco sarà, fino al 1910, il già citato Velodromo Umberto I.

Il Campionato 1908 non vede la partecipazione del Torino in quanto una nuova norma approvata quell'anno richiedeva di limitare il ricorso ai giocatori di nazionalità straniera, e tra i suoi tesserati gli stranieri sono troppi: il Toro ripiega così su due Tornei "minori", ma all'epoca molto seguiti: innanzitutto strappa alla Pro Vercelli l'ambita "Palla Dapples" (un trofeo d'argento dalla forma e dimensioni di un pallone regolamentare), e partecipa ad un trofeo internazionale, organizzato da La Stampa e disputatosi a Torino quell'anno, venendo piegato in finale dagli svizzeri del Servette.

Nel 1912 entra a far parte dello staff tecnico Vittorio Pozzo: con lui nel 1914, in piena epoca di calcio eroico, partecipa addirittura ad una tournée transoceanica, in Sud America, conclusasi con sei vittorie in altrettante partite, contro squadre del calibro della Nazionale Argentina e dei brasiliani del Corinthians.

Con l'inizio della Grande Guerra viene sospeso anche il campionato di calcio, e questa decisione causerà la prima di una lunga serie di beffe del destino: il campionato 1914/15 viene infatti sospeso ad una giornata dal termine, e il Genoa, che era in testa, dichiarato campione. Nulla da eccepire, viste le cause di forza maggiore: un peccato solo per i granata che, secondi a due lunghezze dalla capolista, nell'ultima partita avrebbero avuto l'occasione di incontrare proprio i genovesi, battuti nella gara d'andata per 6-1.

In quel periodo, seppur in anni diversi, vestirono la maglia del Torino ben quattro fratelli, i Mosso: quella che oggi può apparire come una curiosità era invece, all'epoca, un costume abbastanza diffuso.

La partita più lunga

Nella stagione 1920/21 non esisteva ancora il Girone Unico. Nell'alta Italia le vincenti di gironi regionali venivano raggruppate in quattro gironi di semifinale; le prime classificate davano quindi vita a scontri diretti per determinare la finalista che avrebbe affrontato la vincente degli analoghi confronti del gruppo centro-sud. Il Torino aveva concluso il suo girone di semifinale a pari merito con il Legnano, e fu necessaria una gara di spareggio.

La gara era terminata 1-1 nei tempi regolamentari, e il regolamento dell'epoca prevedeva tempi supplementari "ad oltranza". Per sciogliere l'equilibrio si diede seguito a due tempi supplementari, da 30 minuti ciascuno, al termine dei quali il risultato era ancora in parità. L'arbitro fece iniziare un terzo tempo supplementare, ma dopo ulteriori 8 minuti di gioco le squadre, di comune accordo, si arresero, si strinsero cavallerescamente la mano e rinunciarono a proseguire, rinunciando anche a disputare la ripetizione. Lo scudetto quell'anno fu appannaggio della Pro Vercelli, che batté poi il Bologna nella finalissima. Gli anni Venti videro inoltre iniziare, dopo la "serie dei Mosso", quella dei fratelli Martin, anche loro quattro. Il più forte sarà Martin II, che con il Torino disputerà 355 gare di campionato.

La squadra conosce il primo periodo felice della sua storia sotto la presidenza del conte Enrico Marone Cinzano, che fa anche costruire attorno al "Campo Torino" le prime tribune di quello che poi diventerà lo Stadio Filadelfia il 17 ottobre 1926, e che ospiterà tutti gli incontri interni dei granata fino al 1958; acquista giocatori di prim'ordine per fare subito una squadra molto competitiva, che in attacco poteva vantare sul "trio delle meraviglie" composta da Julio Libonatti, Adolfo Baloncieri e Gino Rossetti. Sotto la sua guida i granata vincono il Campionato del 1928, bissando lo Scudetto dell'anno prima, revocato però per la corruzione da parte di un dirigente del Torino del terzino della Juventus Allemandi.

Lo scudetto revocato e la prima Coppa Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Caso Allemandi.

In base a quanto accertato dall'inchiesta Allemandi venne avvicinato al suo domicilio in una pensione torinese da un dirigente granata, il dottor Nani, che corruppe il giocatore anticipandogli metà della somma pattuita (50 mila lire), affinché questi "addomesticasse" la partita nello scontro diretto. In quella stessa pensione vi era anche il giornalista Renato Farminelli, corrispondente da Torino della testata "Il Tifone". Il derby si chiuse con la vittoria per 2 a 1 del Torino, ma Allemandi secondo l'opinione del corruttore, contrariamente ai patti si segnalò tra i migliori in campo. Per questo, Nani si rifiutò di pagare le restanti 25 mila lire al calciatore: la discussione che si accese tra i due avviene nella pensione di via Lagrange alla presenza di un testimone, Gaudioso, venne udita da Farminelli che origliava da un'altra camera. Da questo episodio, a fine campionato, ne ricaverà un pepato articolo dal titolo: "C'è del marcio in Danimarca", riferendo di una lettera scritta dal difensore bianconero a reclamare il saldo del pattuito.

Questo reportage provocherà le indagini della Federcalcio, il cui presidente era allora Leandro Arpinati, gerarca fascista, nonché podestà della città di Bologna. Lo scudetto restò "non assegnato", e non quindi dato al Bologna come i dirigenti della società felsinea reclamavano. La "prova schiacciante", in realtà molto fragile, erano alcuni pezzi di carta rinvenuti durante un sopralluogo nella famosa pensione il vice di Arpinati, Giuseppe Zanetti, che uniti risultavano essere una lettera nella quale Allemandi reclamava il pagamento a saldo delle 25 mila lire. Il direttorio Federale, riunito nella Casa del Fascio, revocò lo scudetto al Torino e squalificò a vita Allemandi (che nell'estate era passato dalla Juventus all'Ambrosiana). In seguito alla vittoria della Nazionale Italiana della medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1928 il giocatore godrà poi di un'amnistia, mentre dello scudetto revocato non se ne fece più nulla, neanche quando - durante i funerali del Grande Torino - ne venne promessa la riassegnazione.

Complice l'abbandono del conte Cinzano prima, e l'emergere della Juventus dei cinque scudetti consecutivi, per il Torino iniziò un lento declino che nei primi anni Trenta lo portò ad accontentarsi di piazzamenti a centro classifica. Tuttavia, a partire dalla stagione 1935-36 iniziò una rinascita, che getterà le basi per il periodo d'oro che sarebbe stato poi rappresentato dal "Grande Torino": quell'anno il Torino conclude al terzo posto, dietro al Bologna (all'epoca una delle migliori formazioni d'Europa) e della Roma, ma soprattutto proprio nell'anno di esordio della manifestazione arriva la prima Coppa Italia. Il successo finale arriva contro i grigi dell'Alessandria, battuti a Genova per 5-1. Nella stagione 1936/37, cambiato il nome in "Associazione Calcio" per imposizione del regime fascista (che non tollerava la presenza di parole straniere), il Torino termina il campionato al terzo posto, nel 1938/39 al secondo.

Il Grande Torino

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Grande Torino.
Il Grande Torino vincitore di 5 titoli consecutivi

Il momento più fulgido è però quello rappresentato dal Grande Torino, una squadra imbattibile, capace di vincere 5 titoli consecutivi (non considerando l'interruzione della serie nel Campionato Alta Italia del 1943-44, a cui la FIGC nel 2002 ha riconosciuto soltanto valore onorifico e non ufficiale, vinto dai VV.F. Spezia) tra il 1942 e il 1949, e una Coppa Italia nel 1943 (e, grazie a questo successo, il Torino fu la prima squadra a centrare l'ambitissima accoppiata Scudetto-Coppa Italia nella stessa stagione). Asse portante della Nazionale di quegli anni, il Grande Torino riuscì a portare anche 10 giocatori contemporaneamente in campo in azzurro.

Capitano e leader indiscusso di quella formazione era Valentino Mazzola, padre di Ferruccio e Sandro che poi percorreranno le orme paterne diventando anch'essi calciatori. La formazione tipo era: Bacigalupo; Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Il ciclo di vittorie viene bruscamente interrotto il 4 maggio del 1949, quando l'aereo che trasportava l'intera squadra, di ritorno da una amichevole giocata a Lisbona, a causa di una fitta nebbia e di un guasto all'altimetro, andò ad infrangersi contro il muraglione posteriore della Basilica di Superga. In quell'incidente aereo, la Tragedia di Superga, oltre all'intera squadra, titolari e riserve, perirono due dirigenti (Agnisetta e Civalleri), i tecnici Egri Erbstein e Leslie Lievesley, il massaggiatore Cortina e tre giornalisti al seguito, Luigi Cavallero, Renato Tosatti e Renato Casalbore.

Gli anni settanta

A questa grave tragedia seguiranno anni difficili per il sodalizio torinese. Il lento declino porterà nel 1959 alla prima retrocessione in Serie B, avvenuta con la denominazione Talmone Torino. La permanenza nella serie cadetta durerà una sola stagione: già nel campionato 1960/61 il Torino rientra nella massima serie nazionale. Nel 1963 assume la presidenza Pianelli. Per ritrovare la squadra protagonista occorrerà aspettare l'avvento di uno dei giocatori che diverranno icona per i tifosi del Toro: Gigi Meroni, soprannominato "la farfalla granata". Già nel campionato 1964/65 la squadra, guidata da Nereo Rocco, giungerà al 3° posto. La parabola del Torino di Meroni si conclude tragicamente il 15 ottobre del 1967. Il giocatore granata, al termine del match di campionato giocato contro la Sampdoria, mentre attraversava la strada in Corso Re Umberto I verrà travolto ed ucciso da una autovettura. Il Torino, questa volta, rimane tra le protagoniste della Serie A concludendo quel campionato al 7° posto. Quella stessa stagione giungerà anche il trionfo nella Coppa Italia. La ricostruzione di un squadra vincente, avviata dalla presidenza Pianelli, prosegue e nel 1971 si aggiungerà alla bacheca dei trofei granata una nuova Coppa Italia.

Nel campionato 1971/72 il Torino giungerà al 2° posto, distanziato di 1 solo punto dai "cugini" della Juventus. Nelle successive tre stagioni seguiranno piazzamenti tra le prime che saranno il preludio per la conquista di quello che sarà il 7° scudetto della storia. Lo scudetto viene conquistato nella stagione 1975/76, al termine di una rimonta entusiasmante ai danni della Juventus di "Carletto" Parola, la quale in primavera era giunta ad avere cinque punti di vantaggio sui granata. Ma tre sconfitte consecutive dei bianconeri, la seconda delle quali proprio nel derby di ritorno, consentono al Torino il clamoroso sorpasso. All'ultima giornata si arriva col Torino in vantaggio di un punto e, fino ad allora, sempre vittorioso in casa. Ospite al Comunale il Cesena di Pippo Marchioro: i granata non vanno oltre il pareggio, ma la Juve cade a Perugia. Il titolo tricolore viene vinto con due punti di vantaggio sui cugini: 27 anni dopo Superga.

La sfida si ripete l'anno seguente in un campionato appassionante e combattuto che vede il Torino terminare secondo a 50 punti contro i 51 della Juventus (record per il campionato a sedici squadre). Nel 1978 il Torino arriva di nuovo secondo (a pari merito col sorprendente Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi), ancora dietro alla Juventus ma più staccato; negli anni successivi, pur rimanendo tra le prime, la squadra avvia un lento declino e non riuscirà più a ripetere questi risultati, con l'eccezione del secondo posto del campionato 1984-85, dietro al Verona di Bagnoli.

Caduta e rinascita

Al termine del campionato 1988-89 il Torino torna in serie B per la seconda volta nella sua storia. La serie cadetta sembra rigenerare la squadra, che dopo una pronta risalita campionato 1989-90, vive un'entusiasmante stagione al suo ritorno in Serie A. Sotto la guida dell'allenatore Emiliano Mondonico si qualifica per la Coppa UEFA, giungendo proprio davanti ai cugini della Juventus che, a sorpresa, restano fuori dalle Coppe europee per la prima volta dopo ventotto anni (1963-1991). La cavalcata europea della stagione campionato 1991-92 è quasi inarrestabile: i granata arrivano alla finale eliminando, tra le altre, il mitico Real Madrid. La finale con l'Ajax, un altro mito del calcio mondiale, appare quasi stregato: dopo il 2-2 nella gara di andata a Torino, ad Amsterdam finisce 0-0, con tre legni colpiti dal Torino e un presunto rigore reclamato dai granata che farà infuriare l'allenatore Mondonico che si sfoga alzando la sedia al cielo d'Olanda, immagine che rimarrà impressa nella storia del Torino. Questa splendida stagione, forse la migliore dopo quella dell'ultimo scudetto, si concluderà con un prestigioso 3° posto in campionato.

L'appuntamento con la vittoria è solo differito di un anno. La quinta coppa Italia si aggiungerà al palmarès nella stagione campionato 1992-93 ai danni della Roma. Sarà anche questa un'altra finale incandescente, dopo il 3-0 in casa granata che sembrava chiudere la contesa, nel ritorno in casa giallorossa si assisterà ad una palpitante partita che vedrà prevalere 5-2 la Roma, grazie anche a ben 3 calci di rigore (due dei quali peraltro molto discutibili) concessi dall'arbitro. In virtù della regola che vuole che, in caso di parità, le reti in trasferta valgano "doppio", il Torino vincerà il trofeo, beffando i capitolini nello stesso modo in cui l'Ajax li beffò l'anno precedente.

La crisi

Ma la conquista della coppa Italia aveva basi fragili: vengono a galla numerosi falsi in bilancio commessi dalla società (tra cui la parziale vendita "in nero" del giocatore Lentini al Milan) che portano il Torino ad un passo dalla bancarotta. Negli anni si succedono impianti societari disastrosi che, in poco tempo, riescono a disfare il da sempre prolifico settore giovanile, ed a chiudere e poi demolire lo storico Stadio Filadelfia, vero e proprio tempio granata, di cui oggi si conservano solo resti e ambiziosi progetti di ricostruzione.

La società, evitato per un soffio il fallimento, cambia presidente e allenatore ma i risultati continuano a peggiorare: nel 1995 un derby perso 5-0 costa il posto all'allenatore Sonetti e al termine della stagione la squadra retrocede in serie B per la terza volta. Il ritorno in serie A dopo uno spareggio perso ai rigori contro il Perugia nel 1997/98 (3-5 dcr a Reggio Emilia, con gli umbri promossi in serie A) avviene nel 1998/99, con un secondo posto impreziosito dalla vittoria dell'attaccante Marco Ferrante nella speciale classifica dei migliori marcatori. Anche questa illusione di gloria si rivelerà effimera. Già al termine della stagione 1999/2000 il Torino retrocederà nuovamente nella serie cadetta.

Nella stagione 2001-2002 il Torino ottiene una tranquilla "salvezza" e ottiene anche la qualificazione in Coppa Intertoto, torneo di qualificazione internazionale alla più prestigiosa Coppa UEFA, dalla quale uscirà però al terzo turno. È quello un periodo di "sali-scendi" tra le due serie che in pochi anni porterà altre due retrocessioni, l'ultima al termine del campionato 2002-2003. L'identità del Torino Calcio viene mantenuta in vita dai suoi tifosi: unica nella storia del tifo è la marcia popolare (50.000 persone secondo gli organizzatori) che il 4 maggio del 2003, all'indomani di un'ennesima retrocessione in serie B, affollerà le strade del capoluogo subalpino, partendo dai resti dello stadio Filadelfia, passano davanti alla lapide commemorativa di Gigi Meroni, piazza San Carlo, giungendo poi alla lapide dei grandi di Superga.

Il 26 giugno 2005 il Torino festeggia il ritorno in Serie A, in una sorta di nemesi dello spareggio del 1998, contro il Perugia al termine dei playoff. Ma la gioia dura poco: i pesanti debiti che la società ha accumulato nel corso delle passate gestioni (ultima quella di Cimminelli, juventino) fanno sì che venga negata al club l'iscrizione al Campionato di Serie A, costringendo i granata ad attendere gli esiti dei ricorsi presso la giustizia sportiva e amministrativa. Tali ricorsi risulteranno negativi, dopo ben 5 gradi di giudizio e altrettante bocciature nell'arco di 40 lunghissimi ed estenuanti giorni, a fronte di una mancata presentazione - da parte dell'azionista di maggioranza - della fidejussione necessaria a garantire la copertura delle precedenti ed accumulate insolvenze per debiti pendenti con l'erario, il 9 agosto 2005 il Torino Calcio viene dichiarato in via definitiva non idoneo all'iscrizione del Campionato suddetto, cosicché dopo ben 99 anni di storia memorabile viene sancito l'inevitabile fallimento della società granata, con la susseguente cancellazione dal panorama calcistico.

Il Torino Football Club

La nascita della nuova società

In seguito a questa situazione deficitaria, mai così drasticamente provata in passato dal Torino Calcio, una nuova cordata d'imprenditori facenti capo all'avv. Pierluigi Marengo (tra i più conosciuti Sergio Rodda, Manlio Collino, Marco Cena, Gianni Bellino, Alex Carrera), ma con limitate risorse finanziarie, si fa carico di far rinascere una nuova entità professionistica e, attraverso la creazione della Società Civile Campo Torino (la denominazione è presa dall'antico nome dello Stadio Filadelfia), il 19 luglio presenta la domanda per l'ammissione al Lodo Petrucci, che garantisce il trasferimento alla nuova società del titolo e dei meriti sportivi, in modo da evitare di dover ripartire dalla serie C, ed avvia le pratiche per l'iscrizione al Campionato di Serie B. Una prima proposta economica viene però ritenuta insufficiente dalla FIGC: alla cordata si aggiunge quindi anche la sponsorizzazione della municipalizzata SMAT (società che gestisce l'acquedotto torinese), completando così l'iter burocratico.

Il 16 agosto 2005 finalmente, la FIGC affida ufficialmente alla nuova società il titolo sportivo del Torino Calcio: la nuova dirigenza, ripartendo completamente da zero, acquisisce quindi l'onere e l'onore di rifondare tutto l'organigramma societario, nonché l'organico dei giocatori e dei relativi dipendenti del Club. Il 19 agosto, nel bar Norman (noto un tempo come birreria Voigt, lo stesso luogo delle origini), durante la conferenza stampa che avrebbe dovuto vedere la presentazione del nuovo organigramma societario, viene invece annunciato che la proprietà verrà ceduta all'editore-pubblicitario alessandrino Urbano Cairo, che il giorno prima aveva lanciato una proposta di acquisto.

Quando tutto sembra concluso per il passaggio ad un imprenditore facoltoso, il 22 agosto, Luca Giovannone, un imprenditore laziale di Ceccano (FR) che con 180.000 Euro aveva contribuito a finanziare il Lodo, facendosi forte di una scrittura privata (avuta dal presidente dei cosiddetti Lodisti) che gli garantiva il 51% delle azioni del nuovo Torino, si rifiuta di vendere. In un continuo tira-molla interviene anche il sindaco Sergio Chiamparino: il 24 agosto Giovannone si dichiara disposto a passare la mano, poi cambia di nuovo idea (facendo infuriare i tifosi, che già avevano acclamato Urbano Cairo nuovo presidente), fugge dalla città e diviene irreperibile. Rintracciato in un albergo a Moncalieri, poi assediato dai tifosi, rifiuta il tentativo di mediazione offerto dal Sindaco e dal Prefetto e, scortato dalla polizia, lascia la città. Il 26 agosto l'assemblea dei soci della SCC Torino delibera l'aumento di capitale a 10 milioni di Euro, e crea ufficialmente il Torino Football Club Srl con capitale da versare interamente entro il 31 agosto, giorno in cui, quasi alla mezzanotte, e dopo una lunga e estenuante trattativa, Giovannone cede: il 2 settembre viene così firmato l'atto notarile e Cairo diventa il secondo presidente della storia del nuovo Torino (dopo l'avvocato Marengo). Cairo chiama subito alla guida della squadra il tecnico Gianni De Biasi e forma un primo embrione di società: direttore sportivo è Fabrizio Salvatori (ex Perugia), segretario generale Massimo Ienca (ex Genoa), responsabile comunicazione il giovane Alberto Barile. Il luogo identificato per la sede è in via dell'Arcivescovado 1, nel cuore di Torino. Cairo trasforma anche la società da Srl a Spa, versando 10 milioni di euro per il capitale sociale.

La riunificazione della storia granata sarà poi completata il 12 luglio 2006 quando Urbano Cairo acquista all'asta fallimentare per 1 milione e 411 mila euro il marchio del "vecchio" Torino, con le coppe e i cimeli del Grande Torino, accogliendo così le richieste che tifosi, intellettuali ed esponenti della società civile cittadina avevano lanciato, consentendo così di programmare pienamente i festeggiamenti per il Centenario, non solo nella continuità sportiva, ma anche in quella societaria.

Il ritorno in massima serie

La squadra fa il suo esordio appena sette giorni dopo la firma di Cairo, rinforzata con gli ultimi innesti (alcuni dei quali acquistati la sera prima) sull'impianto ereditato dalla gestione dei lodisti e con il nuovo allenatore Gianni De Biasi, esordendo vittoriosamente contro l'Albinoleffe, superato per 1-0 con gol di Enrico Fantini, giocatore che si rivelerà importantissimo nella prima parte della stagione, realizzando numerose reti decisive. Si mette in luce anche un giovane prelevato dal Parma, Alessandro Rosina. Il Torino in breve conquista posizioni di vertice, salvo poi precipitare in coincidenza del calciomercato invernale finendo virtualmente fuori dalla zona "play-off"; con il tornare delle vittorie i giocatori granata terminano la stagione 2005-2006 al terzo posto (sfiorando la promozione diretta), conquistando i play-off: qui le vittorie contro Cesena (1-1 e 1-0) e in finale con il Mantova (2-4 e 3-1 dopo i spplementari), riportano il Torino in Serie A.

Tifosi granata in curva

Il ritorno in massima serie per la stagione 2006-2007 è caratterizzato da un mercato in cui arrivano calciatori come Abbiati, Fiore e Barone. Gianni De Biasi viene esonerato prima ancora che il campionato inizi e al suo posto arriva Alberto Zaccheroni; la squadra procede a fasi alterne assestandosi a metà classifica al termine del girone d'andata. Nel ritorno però sei sconfitte consecutive costano la panchina anche a Zaccheroni: al suo posto torna De Biasi, che riesce a portare il Torino alla salvezza con una giornata d'anticipo. Il giovane Alessandro Rosina è il miglior realizzatore con le sue 9 reti.

Dopo un brillante avvio di campionato, nella seconda parte del girone di andata si assiste ad una crisi di risultati e prestazioni che porta all'esonero del nuovo tecnico Colantuono e alla sua sostituzione con Mario Beretta. Tuttavia la situazione non migliora e, dopo la sconfitta col Cittadella, mister Beretta viene esonerato: al suo posto è richiamato Stefano Colantuono.. Intanto Cairo decide di affiancare a Foschi nel ruolo di Direttore Sportivo un DS più giovane e reso famoso dal lavoro svolto al Pisa: Petrachi. Questi diventerà unico DS in quanto dopo pochi giorni di lavoro insieme Foschi rassegna le dimissioni. Petrachi si ritrova davanti una squadra da rifondare quasi completamente in 2 settimane circa. In questo brevissimo periodo riesce a fare 10 operazioni in uscita e 12 in entrata, portando al Torino giocatori o giovani o in cerca di riscatto ma quasi sempre semisconosciuti, che però si riveleranno grandi lavoratori, infatti si crea subito un forte gruppo e il Toro riesce a fare 42 punti nel Ritorno di campionato. Intanto la settimana successiva il ritorno di Colantuono vi sarà la vittoria contro il Grosseto per 4 a 1. Il 26 febbraio 2010 il Presidente Urbano Cairo comunica ufficialmente di aver messo in vendita la Società granata. Il 2 maggio 2010 tramite una lettera ai tifosi il presidente comunica di non salire a Superga il 4 maggio per partecipare alla Santa Messa in suffragio dei caduti granata, cosa che ha sempre fatto dall'inizio del suo mandato. Questa decisione viene presa per evitare che ci potessero essere polemiche e divisioni con alcuni tifosi che hanno invitato il presidente a non salire al Colle attraverso uno striscione allo stadio ed una campagna stampa ben orchestrata da un quotidiano sportivo torinese. Il campionato è chiuso al quinto posto, che qualifica la squadra per i playoff. Qui il Toro elimina il Sassuolo in semifinale (02 Giugno 1-1 "30' Martinetti, 73' Bianchi" in casa e 06 Giugno 2-1 "3' Scaglia, 24' Martinetti, 51' Bianchi" in trasferta) ma perde in finale con il Brescia (0-0 in casa, con goal granata regolare annullato al 94° e 2-1 "33' Possanzini, 65' Caracciolo Rig., 86' Arma" in trasferta).

Cronistoria

Cronistoria del Torino Football Club
  • 1887 A Torino nascono le squadre del Football & Cricket Club Torino e dei Nobili Torino, quest'ultima guidata dal Duca degli Abruzzi.
  • 1891 Le due squadre si fondono e danno vita all'Internazionale Torino.
  • 1894 Fondazione del Football Club Torinese.
  • 1898 L'Internazionale perde contro il Genoa la finale del primo campionato italiano.
  • 1899 L'Internazionale perde nuovamente la finale contro il Genoa.
  • 1900 L'FC Torinese assorbe l'Internazionale e, in finale, perde contro il Genoa.
  • 1902 FC Torinese battuto in semifinale.
  • 1903 FC Torinese eliminato.
  • 1904 FC Torinese eliminato.
  • 1905 FC Torinese eliminato per rinuncia.

  • 1906 Fondazione della società: il 3 dicembre, dalla fusione dell'FC Torinese con alcuni soci dissidenti della Juventus, nasce il Foot Ball Club Torino.
  • 1906-07 2° nel Girone Finale del Campionato.
  • 1907-08 A causa dell'elevato numero di giocatori stranieri in squadra, non partecipa al Campionato. Vince la Palla Dapples contro la Pro Vercelli (e, da detentore, ne difenderà vittoriosamente per quattro volte il titolo). Perde contro il Servette la finale del Torneo Internazionale Stampa Sportiva.
  • 1908-09 2° nel Girone Eliminatorio Piemontese. Perde la Palla Dapples in favore del Genoa.
  • 1909-10 4° nel Campionato a Girone Unico.
  • 1910-11 3° nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese.
  • 1911-12 5° nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese.
  • 1912-13 3° nel Girone Eliminatorio Piemontese.
  • 1913-14 4° nel Girone Eliminatorio Piemontese-Ligure.
  • 1914-15 2° nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia, sospeso ad una giornata dal termine prima della sfida con il Genoa capolista.
  • Campionato sospeso dal 1915 al 1919 a causa della Prima Guerra Mondiale.
  • 1919-20 4° nel Gruppo C del Girone Semifinale Nazionale.
  • 1920-21 1° a pari merito nel Gruppo C del Girone Semifinale Nazionale, rinuncia alle Finali.
  • 1921-22 9° nel Girone B di Prima Divisione CCI.
  • 1922-23 2° nel Girone A di Prima Divisione.
  • 1923-24 2° nel Girone B di Prima Divisione.
  • 1924-25 6° nel Girone A di Prima Divisione.
  • 1925-26 2° nel Girone A di Prima Divisione.
  • 1926-27 1° in Divisione Nazionale, ma il titolo viene revocato per condanna di un tentativo di illecito nel caso Allemandi. Quarto turno di Coppa Italia.
  • 1927-28 Scudetto.svg Campione d'Italia.
  • 1928-29 2° in Divisione Nazionale dopo aver perso lo spareggio con il Bologna.
  • 1929-30 4° in Serie A.
  • 1930-31 7° in Serie A.
  • 1931-32 8° in Serie A.
  • 1932-33 7° in Serie A.
  • 1933-34 12° in Serie A.
  • 1934-35 13° in Serie A.
  • 1935-36 3° in Serie A. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia. Eliminato agli ottavi di finale della Coppa dell'Europa Centrale.
  • 1936-37 3° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia. Per imposizione del regime fascista la società cambia il nome in Associazione Calcio Torino.
  • 1937-38 9° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro la Juventus.
  • 1938-39 2° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1939-40 6° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1940-41 7° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia.
  • 1941-42 2° in Serie A. Eliminato ai sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1942-43 Scudetto.svg Campione d'Italia. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (prima squadra vincente entrambi i tornei nazionali nella stessa stagione).
  • Campionato sospeso dal 1943 al 1945 a causa della Seconda Guerra Mondiale: nel 1944 il Torino Fiat termina al 2° posto il Campionato di Guerra "Alta Italia" (torneo senza scudetto in palio).
  • 1945-46 Scudetto.svg Campione d'Italia.
  • 1946-47 Scudetto.svg Campione d'Italia.
  • 1947-48 Scudetto.svg Campione d'Italia.
  • 1948-49 Scudetto.svg Campione d'Italia (eguagliato il record delle cinque vittorie consecutive dello Scudetto). Il 4 maggio 1949 è il giorno della Tragedia: l'aereo che riportava a casa la squadra dall'amichevole di Lisbona si schianta nei pressi della Basilica di Superga (nessun sopravvissuto).
  • 1949-50 6° in Serie A. Eliminato in semifinale di Coppa Latina (vince la finale per il terzo posto).
  • 1950-51 17° in Serie A.
  • 1951-52 15° in Serie A.
  • 1952-53 10° in Serie A.
  • 1953-54 9° in Serie A.
  • 1954-55 10° in Serie A.
  • 1955-56 11° in Serie A.
  • 1956-57 7° in Serie A.
  • 1957-58 8° in Serie A. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1958-59 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1959-60 1° in Serie B. Promosso in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia (perde la finale per il terzo posto). Partecipa alla selezione vincitrice della Coppa dell'Amicizia italo-francese.
  • 1960-61 12° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia (perde la finale per il terzo posto). Non supera la fase a gironi della Mitropa Cup.
  • 1961-62 7° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia. Perde la finale della Coppa dell'Amicizia italo-franco-svizzera contro il Lens.
  • 1962-63 10° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro l'Atalanta. Arriva fino alle semifinali della Mitropa Cup.
  • 1963-64 7° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro la Roma.
  • 1964-65 3° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia. Arriva fino alle semifinali di Coppa delle Coppe.
 
  • 1965-66 10° in Serie A. Arriva fino al quarto turno di Coppa Italia. Eliminato al primo turno di Coppa delle Fiere.
  • 1966-67 7° in Serie A. Eliminato al terzo turno di Coppa Italia.
  • 1967-68 7° in Serie A. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia. Altro lutto in casa granata: il 15 ottobre il giocatore Gigi Meroni, mentre attraversa a piedi Corso Re Umberto, viene travolto e ucciso da due auto.
  • 1968-69 6° in Serie A. Arriva fino al girone finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa delle Coppe.
  • 1969-70 7° in Serie A. Arriva fino al girone finale di Coppa Italia.
  • 1970-71 8° in Serie A. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia. Non supera la fase a gironi della Mitropa Cup.
  • 1971-72 2° in Serie A. Arriva fino ai gironi semifinali di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa delle Coppe.
  • 1972-73 6° in Serie A. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia. Eliminato ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1973-74 5° in Serie A. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia. Eliminato ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1974-75 6° in Serie A. Arriva fino ai gironi semifinali di Coppa Italia. Eliminato ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1975-76 Scudetto.svg Campione d'Italia. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia.
  • 1976-77 2° in Serie A. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia. Arriva fino agli ottavi di finale di Coppa dei Campioni.
  • 1977-78 2° in Serie A. Arriva fino ai gironi semifinali di Coppa Italia. Arriva fino agli ottavi di finale di Coppa UEFA. La società prende il nome di Torino Calcio.
  • 1978-79 5° in Serie A. Non supera le qualificazioni di Coppa Italia. Eliminato ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1979-80 3° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro la Roma. Eliminato ai trentaduesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1980-81 9° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro la Roma. Non supera la fase a gironi del Torneo di Capodanno della Lega Calcio. Arriva fino agli ottavi di finale di Coppa UEFA.
  • 1981-82 9° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro l'Inter.
  • 1982-83 8° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia.
  • 1983-84 5° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia.
  • 1984-85 2° in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia.
  • 1985-86 4° in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Arriva fino alla seconda fase del Torneo Estivo della Lega Calcio. Eliminato ai sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1986-87 9° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa UEFA.
  • 1987-88 7° in Serie A. Perde la finale di Coppa Italia contro la Sampdoria. Perde (4-2 ai rigori) lo spareggio UEFA contro la Juventus.
  • 1988-89 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Non supera il secondo turno di qualificazione di Coppa Italia.
  • 1989-90 1° in Serie B. Promosso in Serie A. Eliminato al primo turno di Coppa Italia.
  • 1990-91 5° in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Vince la Mitropa Cup.
  • 1991-92 3° in Serie A. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa Italia. Finalista in Coppa UEFA: pareggiando le finali di andata e ritorno con l'Ajax (2-2, 0-0) perde il trofeo per via dei gol subiti nell'incontro casalingo.
  • 1992-93 9° in Serie A. Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia. Eliminato ai sedicesimi di finale di Coppa UEFA.
  • 1993-94 8° in Serie A. Arriva fino alle semifinali di Coppa Italia. Perde la finale di Supercoppa italiana. Arriva fino ai quarti di finale di Coppa delle Coppe.
  • 1994-95 11° in Serie A. Eliminato al terzo turno di Coppa Italia.
  • 1995-96 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 1996-97 9° in Serie B. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 1997-98 5° in Serie B dopo la sconfitta ai rigori nello spareggio per la promozione contro il Perugia. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 1998-99 2° in Serie B. Promosso in Serie A. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 1999-00 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 2000-01 1° in Serie B. Promosso in Serie A. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 2001-02 11° in Serie A. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia.
  • 2002-03 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia. Eliminato al terzo turno di Coppa Intertoto.
  • 2003-04 12° in Serie B. Si ritira dalla fase a gironi della Coppa Italia per protesta contro l'allargamento della Serie B a 24 squadre.
  • 2004-05 3° in Serie B, vince la finale dei play-off contro il Perugia ma, a causa del dissesto economico-finanziario, viene escluso dai campionati il 15 luglio. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • Agosto 2005: Una nuova società denominata Torino Football Club aderisce al Lodo Petrucci, è ammessa a disputare la Serie B e successivamente, dopo il fallimento della vecchia società, ne acquisirà l'eredità legale.
  • 2005-06 3° in Serie B, vince i playoff superando in finale il Mantova (2-4; 3-1). Promosso in Serie A. Non disputa la Coppa Italia.
  • 2006-07 16° in Serie A. Eliminato al secondo turno di Coppa Italia. I° Centenario della società (il Centoro).
  • 2007-08 15° in Serie A. Eliminato agli ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2008-09 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Eliminato ai quarti di finale di Coppa Italia.
  • 2009-10 5° in Serie B, perde i playoff di promozione contro il Brescia. Eliminato al terzo turno di Coppa Italia.

Stadio

Dalla prima partita ufficiale successiva alla fondazione (Derby con la Juventus), 13 gennaio 1907 al 9 gennaio 1910, disputa le sue gare nel Velodromo Umberto I, successivamente si trasferisce in Campo di Piazza d'Armi, dove in quegli anni esistevano numerosi campi: dal 23 gennaio utilizza quello detto "Lato Ferrovia", dal 26 febbraio 1911 quello detto "Lato Crocetta", per poi trasferirsi sul finire del 1913 in uno stadio vero e proprio, detto "Stradale Stupinigi", sito in zona di Torino che oggi non sarebbe lontana da dove sorge il "Filadelfia"; con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, lo stadio verrà requisito a fini bellici.

Dall' 11 ottobre 1925 e per tutto il Campionato 1925-1926 disputa le gare interne al Motovelodromo di Corso Casale (oggi, restaurato è dedicato a Fausto Coppi, e vi si disputano anche incontri di Football Americano), in attesa di trasferirsi allo Stadio Filadelfia.

Il "Fila" è lo stadio legato indissolubilmente alle gesta del Grande Torino: inaugurato il 17 ottobre 1926 contro la Fortitudo Roma, ha ospitato le partite del Torino ininterrottamente fino all'11 maggio 1958 (partita Torino-Genoa 4-2); quindi nella stagione 1958/59 una breve parentesi nello Stadio "Vittorio Pozzo", meglio noto come "Comunale": il trasloco sarà di breve durata in quanto il Torino (targato Talmone) quell'anno precipita in Serie B, e scaramanticamente l'anno successivo torna a "casa", al Filadelfia.

Il Torino nel suo vecchio stadio disputa per intero ancora la stagione di Serie B 1959-60 e quella successiva, di nuovo in Serie A, per poi utilizzare nelle stagioni 1961-62 e 1962-63 anche il Comunale per le sole partite di "cartello". Il trasloco definitivo al "Comunale", un impianto capace di 65.000 persone in piedi, avviene dalla stagione 1963-64, e durerà fino al 27 maggio 1990, campionato di Serie B 1989/90 (Torino-Messina 3-0), quando l'impianto - nel quale i granata hanno vinto il loro ultimo scudetto (nel 1976) è stato abbandonato in favore dello stadio "Delle Alpi".

Nello Stadio Delle Alpi, costruito per il Campionato Mondiale di Calcio di "Italia '90", il Torino gioca dal 1990 al 2006. Questo stadio non è stato mai amato perché giudicato troppo "freddo" e dalla pessima visibilità; eppure, paradossalmente, nelle rare occasioni in cui fu riempito in ogni ordine di posti si disputavano partite del Torino: l'ultimo "tutto esaurito" fu per Torino-Mantova (3-1), spareggio-promozione in Serie A .

A partire dal 2006, in seguito alla ristrutturazione operata per renderlo adatto ad ospitare le cerimonie di apertura e di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, che in quell'anno si sono svolte in città e nelle valli vicine, è tornato a giocare nell'ex Stadio Comunale, ribattezzato Stadio Olimpico: la capienza è ora di 27.994 posti tutti al coperto e a sedere, ridotta di circa 38.000 posti rispetto a quella originaria, in rispetto delle più moderne ed esigenti norme di sicurezza.

Le sedi societarie

Dalla fondazione il 3 dicembre 1906 presso la Birreria Voigt, -oggi Bar Norman- in Piazza Solferino, ad oggi, il Torino nel corso degli anni ha avuto altre diverse sedi:

Colori e simbolo

Colori sociali

Maglia granata, calzoncini bianchi (talvolta granata), calzettoni neri con risvolto granata; in trasferta maglia bianca con bordi granata, calzoncini granata, calzettoni bianchi.

Torino e River Plate

La maglia da trasferta con la banda trasversale rossa usata nella stagione 2008/09 era un esplicito omaggio al River Plate, la celebre squadra argentina che ha storicamente strettissimi rapporti di gemellaggio col Torino, fin dall'epoca della tragedia di Superga. All'epoca il club argentino fu particolarmente vicino al club torinese, organizzando amichevoli e raccolte di fondi per aiutare la società devastata dalla tragedia. Non deve stupire questo atteggiamento: bisogna ricordare come in Argentina, all'epoca, una percentuale notevole della popolazione fosse di origine italiana e, fra questi, numerosissimi fossero i piemontesi. In omaggio alla squadra del Grande Torino, per anni la seconda maglia del River Plate è stata di colore granata (seppure non con continuità: l'ultima volta nella stagione 2006/2007). Inoltre in prossimità del 4 maggio è tradizione che il River giochi la partita di campionato con una divisa ispirata alla casacca del Torino.

Torino e Corinthians

La storia tra il Corinthians e il Torino ebbe inizio nel 1914. In quell'anno, il Torino diventò il primo club italiano ad approdare in Sud America per effettuare una tournèe. Le destinazioni furono Brasile e Argentina. Una volta sbarcati nel porto di Santos e dopo aver viaggiato in treno fino a San Paolo, i Granata disputarono sei match amichevoli, tutti giocati allo Stadio Parque Antarctica della città paulista. La squadra granata vinse tutte le partite, due delle quali, giocate proprio contro il Corinthians. La prima partita tra le due squadre fu anche il primo incontro internazionale della storia del Corinthians, il 15 agosto 1914, ed il Toro dominò per 3 a 0, con reti di Debernardi II ed Arioni II (2).

La seconda amichevole si giocò il 22 agosto 1914 e a detta del tecnico Vittorio Pozzo ai giornali di San Paolo, si rivelò la partita più difficile dell'intera tournèe. Il match rimase inchiodato sull' 1 a 1, reti di Mosso III e Americo, fino a quando nei minuti finali Debernardi II riprese una palla respinta nella area dei bianconeri segnando così la rete della vittoria. Questa partita ebbe tra l'altro come arbitro il Sig. Charles Miller, semplicemente l'uomo che introdusse il calcio nella città di San Paolo nel 1894. Nonostante i risultati sul campo, le due società - entrambe di origine popolare - coltivarono e mantennero nel tempo i rapporti di amicizia instaurati.

Così nel 1948, quando il Grande Torino tornò a giocare in Brasile, disputò nuovamente un'amichevole contro il Corinthians. Questa volta il club brasiliano colse un'incredibile quanto sorprendente vittoria per 2 a 1, e questa risultò come l'unica sconfitta del Grande Torino nell'arco di tutta la sua tournèe brasiliana. Quando il 4 maggio 1949 il Grande Torino perì nel disastro aereo di Superga, il Corinthians si sentì in dovere di rendere il più semplice omaggio agli amici italiani tragicamente e prematuramente scomparsi, per cui, in una partita amichevole contro la Portuguesa, gli 11 giocatori scesi in campo indossarono una maglia granata, proprio in onore della leggendaria e invincibile squadra.

Rosa 2010-2011

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera del Brasile P Rubinho
4 Bandiera dell'Italia C Luca Belingheri
5 Bandiera dell'Italia D Valerio Di Cesare
6 Bandiera dell'Italia D Angelo Ogbonna
7 Bandiera dell'Italia C Daniele De Vezze
8 Bandiera del Cile A Mario Salgado
9 Bandiera dell'Italia A Rolando Bianchi
10 Bandiera dell'Italia A Antimo Iunco
11 Bandiera della Nigeria C Christian Obodo
14 Bandiera dell'Italia A Alessandro Sgrigna
16 Bandiera dell'Argentina D Luciano German Zavagno
18 Bandiera dell'Italia C Andrea Gasbarroni
19 Bandiera dell'Italia C Giuseppe De Feudis
20 Bandiera della Slovenia A Dejan Lazarević
21 Bandiera dell'Italia D Agostino Garofalo
22 Bandiera del Ghana C Isaac Cofie
N. Ruolo Giocatore 600px Granata con toro Bianco.png
23 Bandiera del Portogallo C Filipe Oliveira
24 Bandiera dell'Austria C Jürgen Säumel
27 Bandiera dell'Italia C Paolo Zanetti
31 Bandiera dell'Italia P Davide Morello
32 Bandiera dell'Italia D Claudio Rivalta
36 Bandiera dell'Italia D Gaetano Carrieri
41 Bandiera dell'Italia P Davide Bassi
44 Bandiera della Serbia C Alen Stevanović
50 Bandiera dell'Italia D Francesco Pratali
81 Bandiera dell'Italia A Alessandro Pellicori
86 Bandiera dell'Italia C Luigi Scaglia
88 Bandiera dell'Italia D Danilo D'Ambrosio
X Bandiera dell'Italia D Aimo Stefano Diana
X Bandiera dell'Italia C Massimo Loviso

Staff tecnico



Statistiche delle stagioni precedenti

Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Torino F.C..
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista dei giocatori del Torino Football Club.

Palmarès

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palmarès del Torino Football Club.

Trofei ufficiali

Trofei minori

Trofei giovanili

Altri piazzamenti

Queste le finali disputate e perse dalla squadra granata:

Il Torino ha partecipato a 9 campionati di Serie B, nel corso dei quali ha ottenuto 5 promozioni:

I Granata avevano vinto i play-off anche nel 2005, ma la promozione fu loro negata per il sopravvenuto fallimento societario per dissesto finanziario.

A partire dalla Talmone, che nel 1958 abbinò con una sponsorizzazione il suo nome ai granata (sulle maglie appariva una grossa "T" all'altezza del cuore), a sponsorizzare il Torino sono stati:

 

 

Altre Sponsorizzazioni

  • Mg.K Vis (Shorts Sponsor)
  • BRC Gas Equipment (Sponsor Istituzionale)
  • As do Mar (Sponsor Istituzionale)
  • Angelico (Fornitore ufficiale)
  • Humangest (Fornitore ufficiale)
  • Sisport Fiat (Fornitore ufficiale)
  • Sixtus.it (Fornitore ufficiale)
  • Blu Hotels (Fornitore ufficiale)
 
  • Maniva (Fornitore ufficiale)
  • Il Buon Riso (Fornitore ufficiale)
  • I Cavalieri (Fornitore ufficiale)
  • SrWeb (Fornitore ufficiale)
  • ASP (Fornitore ufficiale)
  • TECA (Fornitore ufficiale)
  • Beretta (Top Sponsor Settore Giovanile)

Statistiche

Piazzamenti recenti

TORINO FC - Piazzamenti negli ultimi 10 campionati disputati
Stagione Pos G V N P GF GS Pt
2000-01 (in Serie B) 38 22 7 9 48 33 73
2001-02 11° 34 10 13 11 37 39 43
2002-03 18° 34 4 9 21 23 58 21
2003-04 (in Serie B) 12° 46 14 17 15 57 54 59
2004-05 (in Serie B) 42 21 11 10 49 31 74
2005-06 (in Serie B) 42 21 13 8 51 31 76
2006-07 16° 38 10 10 18 27 47 40
2007-08 15° 38 8 16 14 36 49 40
2008-09 18° 38 8 10 20 37 61 34
2009-10 (in Serie B) 42 19 11 12 53 36 68

Pos = Posizione di classifica; G = Partite giocate; V = Partite vinte; N = Partite pareggiate; P = Partite perse; GF = Gol fatti; GS = Gol subiti; Pt = Punti

Campionati disputati

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione


A



84 1906-1907 2008-2009


B



11 1959-1960 2010-2011

In 95 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 10 febbraio 1907, compresi 16 campionati di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Sono esclusi i periodi 1907-09 e 1912-14, nei quali il Torino non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese.

Record e curiosità

Record

Presenze

Classifica presenze dei primi 20 giocatori che hanno disputato più partite con la maglia granata. Nella statistica sono inseriti gli incontri di campionato, coppa Italia, coppe europee ed internazionali, eventuali tornei riconosciuti come incontri ufficiali. Non sono inserite le partite amichevoli.

Giorgio Ferrini 566 partite e 56 reti in maglia granata
Nome Periodo Partite
1 Giorgio Ferrini 1959-1975 566
2 Paolo Pulici 1968-1982 437
3 Renato Zaccarelli 1974-1987 413
4 Claudio Sala 1969-1980 360
5 Lido Vieri 1958-1969 357
6 Cesare Martin II 1919-1936 345
7 Luigi Danova 1976-1985 340
8 Natalino Fossati 1964-1974 336
9 Antonio Janni 1920-1937 330
10 Giorgio Puia 1963-1972 326
11 Angelo Cereser 1965-1975 311
12 Roberto Cravero 1981-1998 300
13 Francesco Graziani 1973-1981 289
14 Fabrizio Poletti 1962-1971 285
15 Aldo Agroppi 1967-1975 280
16 Giuliano Terraneo 1977-1984 270
17 Osvaldo Ferrini 1932-1944 268
18 Luciano Castellini 1970-1978 267
19 Giacomo Ferri 1981-1990 266
20 Roberto Salvadori 1973-1983 265

Marcatori

Classifica di tutti i giocatori che con la maglia granata hanno realizzato almeno 50 reti. Nella statistica sono inserite le marcature di campionato, coppa Italia, coppe europee ed internazionali, eventuali tornei riconosciuti come incontri ufficiali.

Paolo Pulici riceve il premio come vincitore della classifica marcatori 1975-76 al quale si aggiunge quello dei campionati 1972-73 e 1974-75
Nome Periodo Reti
1 Paolo Pulici 1968-1982 172
2 Julio Libonatti 1925-1934 157
3 Gino Rossetti II 1926-1937 144
4 Guglielmo Gabetto 1941-1949 127
5 Marco Ferrante 1996-2004 125
6 Valentino Mazzola 1942-1949 123
7 Francesco Graziani 1973-1981 122
8 Adolfo Baloncieri 1925-1932 100
9 Franco Ossola 1939-1949 85
10 Ezio Loik 1942-1949 70
11 Onesto Silano 1928-1937 59
12 Pietro Ferraris II 1941-1948 57
13 Giorgio Ferrini 1959-1975 56
14 Fioravante Baldi III 1934-1943 55
15 Romeo Menti II 1941-1949 54
16 Pietro Buscaglia 1934-1938 51

Curiosità

Tifosi

I tifosi del Torino FC sono gemellati con i tifosi della Fiorentina. Sono in amicizia con la curva nord dell' Alessandria e, a livello internazionale, hanno buoni rapporti con i tifosi del River Plate, Peñarol, Corinthians, Millwall, Manchester United, Liverpool, Raith Rovers e Celtic Glasgow. Inoltre sono da citare le storiche rivalità con i cugini della Juventus, con la Sampdoria, con la Roma, con l'Atalanta, con il Verona, con il Napoli, con il Perugia, con il Bologna, con il Piacenza, con il Lecce e quella con il Mantova nata dopo i playoff-promozione del campionato di Serie B 2005/2006. Il gemellaggio con il Genoa, il più vecchio e duraturo in Italia, è stato rotto dopo la partita Torino-Genoa del 24 maggio 2009 in cui i granata furono sostanzialmente condannati alla retrocessione dopo la sconfitta per 2-3. L'impegno dei giocatori del genoa, seppur apparentemente ammirabile per sportività, è apparso agli osservatori più attenti e smaliziati alquanto strano, in considerazione dei roccamboleschi risultati delle settimane prima con le diretti concorrenti per la salvezza del Torino (Bologna-Genova 2-0, Genoa-Chievo 2-2) con un Genoa in piena lotta per la Champions League, che si stava preparando a cedere all'Inter i suoi pezzi pregiati (Thiago Motta e Milito).

Durante la partita di Europa League Fulham 4-1 Juventus, nella curva dei londinesi è apparsa una bandiera del Toro; i granata, per "ringraziare" gli inglesi per l'eliminazione della Juventus dall'Europa e per la presenza della bandiera granata, hanno esposto, in occasione di Modena 0-2 Torino, uno striscione nel settore ospiti con scritto : "Thanks Fulham"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Derby della Mole.

La rivalità con la Juventus è la più sentita: le due squadre danno vita al cosiddetto Derby della Mole. Al 7 marzo 2009 sono 225 (di cui 182 relativi a gare ufficiali) i derby disputati tra Torino e Juventus; il bilancio generale vede la Juventus in vantaggio per 90 vittorie a 74, con 61 pareggi; 340 i goal segnati dalla Juventus, 309 dal Torino. L'incontro più recente è la gara di ritorno del campionato di Serie A 2008/09, Torino - Juventus 0-1 (81' Chiellini).

Storia delle squadre di calcio a Torino

1887
 
Football & Cricket Club Torino
 
Nobili Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1891
 
 
 
Internazionale Torino
 
 
 
 
1894
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FC Torinese
1897
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sport Club Juventus
 
Ginnastica Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1900
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FC Torinese
 
 
 
 
 
Foot-Ball Club Juventus
 
 
 
 
1902
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scioglimento sezione calcistica
 
Audace Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1904
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scioglimento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1906
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Foot Ball Club Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
1909
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torino XI

(Solo per il Trofeo sir Thomas Lipton)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1910
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Piemonte Football Club
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1915
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scioglimento
 
F.C. Pastore
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1924
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scioglimento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1936
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Associazione Calcio Torino
 
 
 
 
 
"Juventus"
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1942
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torino Fiat
 
 
 
 
 
Juventus Cisitalia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1945
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Associazione Torino Calcio
 
 
 
 
 
Juventus Football Club
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1958
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Talmone Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1960
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Associazione Calcio Torino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1966
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Juventus Football Club S.p.A.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1970
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torino Calcio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
2005
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torino Football Club
 
 
 
 
 
 
 

Filmografia

Note

Bibliografia

Il Torino è la squadra Italiana e probabilmente mondiale su cui sono stati scritti il maggior numero di libri (fonte: 100AnnidiCuoreGranata.it)

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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