Spezia Calcio

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Spezia Calcio

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Aquile, Aquilotti
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Bianco e Nero con Aquila.svg Bianco
Simboli aquila
Inno Non siete soli

Italia Riccardo Borghetti
Dati societari
Città La Spezia
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1906
Rifondazione 1954
Rifondazione 2008
Presidente Italia Gabriele Volpi (onorario)
Allenatore Italia Devis Mangia
Stadio Alberto Picco

(10.336 posti)
Sito web www.acspezia.com
Palmarès
Scudetti 1 titolo di IV Serie (1958)
Titoli nazionali 1 Campionato Alta Italia

1 Campionato di Prima Divisione

2 Campionati di Serie C/Serie C1

1 Campionato di Serie C2

2 Campionati di IV Serie/Serie D

1 Campionato di Seconda Divisione
Trofei nazionali 2 Coppe Italia Serie C/Lega Pro

2 Supercoppa di Lega di Prima Divisione
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Lo Spezia Calcio (già Foot Ball Club Spezia, poi Associazione Calcio Spezia, Spezia Calcio 1906 e Associazione Sportiva Dilettantistica Spezia Calcio 2008) è una società calcistica con sede nella città della Spezia. Milita attualmente nel campionato di Serie B.

La sua fondazione storica risale al 1906 e disputa i suoi incontri casalinghi allo Stadio Alberto Picco; il colore sociale è il bianco e il completo da gioco prevede una maglia bianca con pantaloncini e calzettoni neri.

L'attuale società è stata rifondata il 17 luglio 2008, grazie all'attività dal sindaco della città Massimo Federici e di una commissione speciale del consiglio comunale composta da quattro consiglieri dei principali gruppi politici di maggioranza e opposizione (Paolo Asti di Forza Italia, Giacomo Gatti di Alleanza Nazionale, Giulio Guerri del Partito Democratico e Massimo Lombardi di Partito della Rifondazione Comunista) al fine di garantire la continuità alla tradizione calcistica cittadina e riprendere idealmente il testimone dello Spezia Calcio 1906, non più iscritto ad alcun campionato ed avviato al fallimento: al termine del campionato di Serie B 2007-08 lo Spezia Calcio 1906 si era classificato 21º in Serie B, retrocedendo quindi in Serie C1, ma tale risultato sportivo fu però vanificato dalla mancata iscrizione alla nuova Lega Pro Prima Divisione. Nel mese di agosto del 2008 la nuova società è stata acquistata da Gabriele Volpi, già patron della Pro Recco, ed è stata ammessa in Serie D Girone A. È stata ripescata in Lega Pro Seconda Divisione il 31 luglio 2009.

Nel suo albo d'oro lo Spezia può vantare un titolo nazionale grazie alla vittoria del campionato di guerra del 1944. Tale successo fu ufficialmente riconosciuto dalla FIGC come titolo onorifico solo nel 2002, anche se la società ligure non ha effettivamente mai disputato la suddetta competizione.

Indice

Storia

Le origini

Il 10 ottobre 1906 il commerciante svizzero Hermann Hurni, insieme ad altri suoi connazionali, fonda la sezione football dello Sport Club Spezia. Questo club, tuttavia, ha un'attività piuttosto breve, limitandosi a sfidare nella Piazza d'Armi compagini di marinai di passaggio; ben presto l'iniziativa viene ripresa: il 20 novembre 1911 nasce lo Spezia Football Club, società costituita con un regolare organigramma e diretta emanazione della antesignana. Primo presidente viene eletto Francesco Corio, fra i consiglieri risulta esservi anche Alberto Picco, capitano e primo marcatore della storia aquilotta, caduto eroicamente durante la prima guerra mondiale.

Anni venti

Dopo la prima guerra mondiale, nel 1919 lo Spezia si iscrive per la prima volta al campionato regolare organizzato dalla Federazione e nella stagione 1919-20 vince il girone ligure del Campionato di Promozione, accedendo così alla Prima Categoria. È in quel periodo che la maglia da gioco color celeste viene sostituita con la maglia bianca in onore della Pro Vercelli, all'epoca squadra di primissimo piano a livello nazionale. L'esordio nella massima serie è un terzo posto in classifica nel girone di qualificazione ligure alle spalle di Andrea Doria e Genoa.

Il 4 luglio 1921 lo Spezia e altre 23 società settentrionali decidono di secessionare dalla Federazione e di creare una federazione (la CCI) e un campionato (la Prima Divisione) concorrente a quello federale. Motivo della protesta era l'aumento esponenziale delle partecipanti al Massimo Campionato, che nella stagione 1920-1921 aveva raggiunto la cifra record di ben 88 partecipanti. I grandi club, che non volevano giocare partite dal risultato scontato contro le squadre di oratorio o di piccoli paesini, volevano un campionato più elitario e proposero alla Federazione di ridurre le squadre partecipanti. Il voto contrario delle piccole squadre, maggioritarie nel Consiglio direttivo della Federcalcio, comportò la fuga delle grandi società, che fondarono la Confederazione Calcistica Italiana ed organizzarono un proprio campionato privato in contrapposizione a quello federale.

Nel 1928-1929 lo Spezia approda in Serie B ed è campione italiano di Prima Divisione

Lo scisma fu presto sanato dopo una sola stagione e sulla base del compromesso Colombo vennero organizzati degli spareggi salvezza per decidere le squadre partecipanti alla nuova Prima Divisione a trentasei squadre. Lo Spezia perse gli spareggi contro il Pastore di Torino e sarebbe dovuto retrocedere. Tuttavia a settembre, a poche settimane dall'inizio del nuovo campionato, il Livorno e i concittadini della Pro Livorno decisero di fondersi in un'unica società lasciando libero un preziosissimo posto nell'organigramma della massima serie. Alle sei squadre che avevano perso gli spareggi venne dunque concessa un'ennesima, insperata chance di salvezza. Gli spezzini sconfissero nello spareggio decisivo la Sestrese recuperando così in extremis la Prima Divisione.

Nel 1922-1923 lo stadio Alberto Picco viene squalificato per un anno in seguito ai gravi incidenti avvenuti in occasione della partita Spezia-Genoa (0-4) del 10 dicembre 1922. Fino al termine della stagione gli aquilotti sono quindi costretti a giocare lontano dalle mura amiche, ma riescono ugualmente a conquistare la salvezza nella ripetizione dello spareggio con il Derthona, vinto per 3-2 l'8 luglio 1923, dopo che la prima gara di spareggio era stata interrotta sul 0-0 dopo ben 207 minuti di gioco. Memorabile è la vittoria per 1-0 contro la Juventus, sul campo neutro di Casale Monferrato. Anche l'anno successivo gli Spezzini si salvano allo spareggio: avendo terminato il proprio girone al penultimo posto, sono costretti ad affrontare un girone salvezza/promozione composto da quattro squadre, cioè le penultime dei due gironi di Prima Divisione e due squadre di Seconda Divisione, con in palio due posti per la massima serie dell'anno successivo; lo Spezia riesce a chiudere tra i primi due posti, riuscendo quindi a salvarsi.

Nel 1925 dopo però arriva la prima retrocessione in virtù dell'ultimo posto nel girone. In Seconda divisione lo Spezia torna a dominare ma la riforma dei campionati fa sì che la squadra rimanga comunque esclusa dalla massima divisione nazionale. La stessa cosa avviene nel campionato di I Divisione Girone A 1928-29, quando gli aquilotti conquistano il diritto a partecipare alla costituenda Serie B; al termine di quella stagione lo Spezia batte in finale il Parma e conquista il titolo di Campione italiano di Prima Divisione.

Anni trenta

La formazione dello Spezia che nel 1936-1937 è quarto in Serie B

Lo Spezia disputa campionati discreti ma non da vertice sino alla stagione 1932-1933 in cui riesce a classificarsi al quarto posto alle spalle di Livorno, Brescia e Modena, delle quali solo le prime due vengono promosse. Vengono varate ulteriori riforme per la composizione dei campionati e nel 1934-1935 lo Spezia viene retrocesso, insieme a metà delle squadre della serie cadetta, nella costituenda Serie C.

Nella stagione seguente (1935-1936) gli aquilotti disputano un campionato che diventa un serrato testa a testa con la Sanremese: il torneo si conclude con ricorsi, penalizzazioni e proteste ma alla fine è lo Spezia a spuntarla e a ritornare così subito in Serie B. Nel 1936-1937 in Serie B lo Spezia, che ha nel frattempo assunto la nuova denominazione di A.C. Spezia, arriva quarto a cinque punti dalla Serie A.

A questo torneo seguono cessioni illustri e nel 1938-1939 arriva una nuova relegazione in Serie C. Di nuovo lo Spezia, fresco di retrocessione, riesce a vincere il campionato piazzandosi davanti al Forlì ma per accedere alla Serie B è necessario superare anche le vincitrici degli altri gironi della Serie C, ovvero Reggiana, Savona e Taranto.

Negli spareggi lo Spezia viene eliminato a causa del peggiore quoziente reti, ma la promozione in Serie B arriva ugualmente grazie all'esclusione del Palermo per motivi economici. Sono da ricordare le edizioni 1937 e 1941 della Coppa Italia, in cui lo Spezia riesce ad arrivare sino ai Quarti di finale dove viene eliminato rispettivamente da Ambrosiana e Lazio.

Anni quaranta

Lo Spezia del campionato 1942-1943, guidato da Ottavio Barbieri

All'inizio del decennio arrivano in maglia bianca Costanzo e Costa, due giocatori destinati a rimanere nella storia della società. Nel 1940-1941 lo Spezia ottiene in Serie B una salvezza, mentre nella stagione successiva, quella del 1941-1942, la squadra si piazza al sesto posto in classifica.

Nel campionato 1942-1943 arriva sulla panchina dello Spezia Ottavio Barbieri; quella è la squadra delle "cinque C": Coltella, Carapellese, Costanzo, Castigliano e Costa, che chiude nuovamente in sesta posizione. Si arriva così, mentre infuria la Seconda guerra mondiale, allo storico campionato del 1943-1944.

Il campionato d'Alta Italia del 1944

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato Alta Italia 1943-1944.
Lo scenario
Disposizione in campo dei VV.FF. Spezia 1943-1944

Lo Spezia può fregiarsi di un titolo sportivo onorifico per la vittoria del Campionato Alta Italia 1943-1944, eccone una breve storia. Con l'Italia divisa dal fronte di guerra conosciuto come Linea Gotica, la Federcalcio spostò la propria sede a Milano ed organizzò un "Campionato di divisione nazionale misto". Il torneo venne diviso in gironi zonali, organizzati in tre fasi regionali le cui vincitrici avrebbero disputato le finali per l'assegnazione del titolo di Campione; lo Spezia per motivi logistici venne incluso nel girone D del settore emiliano.

La società aquilotta si trovava allora in grave crisi a livello dirigenziale: il presidente Perioli era stato catturato ed inviato nei campi di concentramento in Germania; Semorile, l'unico rimasto, decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadini, l'ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di affrontare il Campionato Alta Italia. L'accordo venne presto raggiunto (in quel drammatico periodo anche la Juventus si era trasformata in Cisitalia ed il Torino in Torino-FIAT), sotto l'impegno scritto di restituire tutti i giocatori allo Spezia al termine del conflitto, e costituì uno stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare.

Lo Spezia rimane inattivo e non cambiò affatto denominazione, ma fu affiliata una nuova società col nome "G.S. 42º Corpo Vigili del Fuoco", e come allenatore fu ingaggiato Ottavio Barbieri, già tricolore con la maglia del Genoa e giocatore della Nazionale utilizzando i giocatori dello Spezia e quelli di altre squadre a titolo di prestito. Molti dei successi arrivarono proprio grazie al rivoluzionario "mezzo-sistema" (che prevedeva l'introduzione del "libero") imparato da Barbieri quando era vice dell'inglese Garbutt, negli anni del Genoa.

Le qualificazioni
La formazione dei VV.FF. Spezia campioni d'Alta Italia nel 1944

Affrontando le trasferte su una vecchia autobotte modificata per trasportare la squadra e sempre sotto il rischio dei bombardamenti, i VV.FF. primeggiò nel proprio girone con 13 punti, davanti alle squadre di Suzzara, Fidenza, Parma e Busseto. Successivamente approdarono al girone B di semifinale, nel quale la squadra dominò su Carpi, Suzzara e Modena. A questo punto si entrò nel vivo del torneo, allorquando i liguri furono inclusi in un gruppo di quattro squadre per la qualificazione al girone finale: di queste, tuttavia, i Vigili del Fuoco si trovarono di fronte al solo Bologna, a causa delle rinunce di Montecatini e Lucchese.

La gara di andata, disputata nella città felsinea, ebbe un epilogo alquanto particolare. Gli spezzini infatti, passarono in vantaggio a undici minuti dalla fine grazie ad un gol in sospetto fuorigioco, ma la gara venne sospesa a causa delle furiose proteste dei pochi tifosi presenti sugli spalti. Il risultato quindi fu di 0-2 a tavolino a loro favore ed il Bologna decise di disertare la gara di ritorno in segno di protesta: il 42º Corpo Vigili del Fuoco si guadagnò così il diritto di giocare le finali per la prima ed unica volta nella sua storia.

Le finali

Il programma del torneo prevedeva un girone finale a tre squadre per la conquista del titolo: oltre alla sorprendente matricola ligure, in finale giunsero anche Venezia e Torino. I veneti non erano più l'ottima squadra capace di conquistare il terzo posto nel campionato di due anni prima; il Torino, invece, era ancora il "Grande Torino", allenato da Vittorio Pozzo e campione d'Italia in carica, destinato a conquistare altri quattro scudetti al termine della guerra, prima della tragedia di Superga.

Una concitata fase di gioco delle finali all'Arena Civica di Milano

Il 9 luglio 1944 iniziarono le finali con il pareggio tra VV.FF. e Venezia per 1-1 che sembrava spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo. Solo una settimana dopo, il 16 luglio, gli spezzini battevano invece i favoritissimi granata sovvertendo qualsiasi pronostico. La partita venne disputata all'Arena di Milano, semideserta per il timore di rastrellamenti da parte dei tedeschi. Il punteggio finale fu di 2-1 a favore dei liguri, che scesero in campo con questa formazione: Bani, Borrini, Amenta, Gramaglia, Persia, Scarpato, Mario Tommaseo, Rostagno, Costa, Tori, Angelini. Il 20 luglio il Torino travolgeva infine il Venezia per 5-2 decretando il primo posto dei Vigili del Fuoco.

Il titolo onorifico

Il giorno 17 luglio, proprio dopo la vittoria dei VV.FF. Spezia che escludeva di fatto il Torino dalla corsa per il titolo, la FIGC emanava un comunicato in cui dichiarava, in contraddizione con quanto predisposto all'inizio di quel torneo, che alla squadra prima classificata sarebbe stato assegnata la Coppa Federale del campionato di guerra e non il regolare scudetto. Infine l'8 agosto, a campionato finito, un ulteriore comunicato dichiarava che il titolo di campione d'Italia sarebbe rimasto al Torino (vincitore del campionato 1942-1943) e al 42º Corpo Vigili del Fuoco della Spezia era assegnata la Coppa Federale (tuttora custodita dalla società).

Lo stemma del titolo onorifico di Alta Italia vinto dai VV.FF. Spezia nel 1944, che il club sfoggia dal 2002 sulle proprie divise

Dopo anni di ricerche e richieste, grazie all'impegno di giornalisti ed autorità locali, il 22 gennaio 2002 la FIGC accoglieva in parte le istanze dello Spezia Calcio 1906, assegnando a quest'ultimo un titolo sportivo onorifico per la vittoria del campionato 1943-1944 (non il "tradizionale" scudetto, data la situazione eccezionale nella quale versava il paese, sotto la contemporanea presenza dei nazisti e degli alleati, nonché lo svolgimento di simili tornei nell'Italia centro-meridionale), con la possibilità comunque di apporre permanentemente sulle divise sociali un distintivo-logo tricolore in ricordo di quell'impresa.

Oltre all'attribuzione di questo titolo onorifico, è stata conferita allo Spezia la possibilità di apporre permanentemente sulle divise sociali un distintivo speciale in ricordo di quell'impresa. Questa concessione costituisce un fatto molto raro: sono infatti poche le squadre che possono vantare l'esposizione permanente di un titolo sulla propria maglia (e si tratta per lo più di simboli come la stella o il multiple-winner badge).

Appaiono, comunque, evidenti le anomalie formali legate all'assegnazione di tale riconoscimento: la decisione della Federcalcio può risultare discutibile se consideriamo che, oltre ad aver ufficializzato una che non si svolse nel territorio controllato all'epoca dal Regno d'Italia, bensì dalla Repubblica Sociale Italiana (uno Stato fantoccio del Terzo Reich), la FIGC ha attribuito alla squadra spezzina un titolo in realtà vinto dal G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, cioè una società de iure differente dallo Spezia.

A parziale giustificazione di ciò, vanno tuttavia fatte presenti due considerazioni: sebbene gli organi settentrionali e meridionali della Federazione fossero separati dal conflitto mondiale, la sede di questa si era trasferita da Roma a Venezia, e poi a Milano, da dove vari reggenti si susseguirono legittimamente alla guida della FIGC. L'organizzazione del torneo fu quindi giuridicamente valida. Per quanto riguarda la distinzione fra VV.FF. Spezia ed A.C. Spezia, bisogna altresì constatare che il 42º Corpo dei Vigili del Fuoco rilevò e schierò gli stessi giocatori del club ligure (oltre a calciatori provenienti da altre compagini), e quindi de facto i due sodalizi tendevano a coincidere.

Lo Spezia, insomma, può fregiarsi della vittoria di un campionato a cui, tecnicamente, non ha mai partecipato.

Il secondo dopoguerra

Al termine della guerra, la situazione dello Spezia è assai difficile. La città ha subito gravissimi danni ed anche la società aquilotta attraversa un serio momento di crisi. In virtù dei campionati disputati in Serie B negli anni precedenti e, soprattutto, del campionato Alta Italia appena conquistato dai VV.FF., lo Spezia chiede l'ammissione alla nuova Serie A.

La Federazione invece respinge la richiesta (lo scudetto "onorifico" non sarà infatti ufficialmente riconosciuto fino al 2002 e, per motivi burocratici, all'epoca non viene riconosciuta la fusione tra il 42º Corpo Vigili del Fuoco La Spezia e l'A.C. Spezia) e la società, sia per protesta sia a causa dei problemi del momento, prende parte al campionato di Prima divisione ligure nel girone A. Al posto dello Spezia viene inserita d'ufficio nel campionato di Serie B la seconda squadra cittadina, l'Ausonia Spezia. L'anno successivo la Federazione, in contraddizione con l'atteggiamento tenuto in precedenza, riammette lo Spezia nella serie cadetta; il campionato 1946-1947 si conclude con un brillante terzo posto.

Nel 1947-1948 lo Spezia si classifica quarto e accede alla Serie B a girone unico

Nel 1947-1948 il quarto posto in campionato consente allo Spezia di accedere alla Serie B a girone unico; nel 1948-1949 è invece necessario uno spareggio a Milano contro il Parma per riuscire ad ottenere la salvezza. L'anno successivo offre un sesto posto in classifica, prima della discesa che comincerà negli anni cinquanta.

Anni cinquanta

Gli anni cinquanta costituiscono per lo Spezia uno dei periodi peggiori che la squadra abbia mai conosciuto sin dai giorni della sua fondazione. Nel 1950-1951 infatti lo Spezia abbandona dopo dieci anni la Serie B, categoria che non rivedrà più per oltre mezzo secolo. I guai non finiscono qui ma proseguono negli anni immediatamente successivi: alla retrocessione dal campionato cadetto seguono a ruota altre due retrocessioni consecutive. Lo Spezia sprofonda così in Promozione Regionale; gli aquilotti sono costretti a giocare contro le compagini rionali cittadine e raccolgono solo un misero quarto posto: è il momento più buio della storia societaria.

Per uscire da questa situazione nella stagione 1954-55 lo Spezia effettua una fusione con l'Arsenalspezia, squadra che milita nella categoria superiore (IV Serie): la nuova società prende il nome di A.C. Spezia-Arsenal, ed il celeste entra a far parte dei colori sociali; la società può quindi ripartire dalla IV Serie. Nel 1955 si ritorna alla denominazione F.B.C. Spezia 1906 ed anche i colori tornano ad essere quelli tradizionali. Nella stagione 1956-1957 lo Spezia ottiene un terzo posto in classifica che consente l'accesso alla "IV Serie I Serie", un campionato di Eccellenza Interregionale costituito su tre gironi, istituito in via eccezionale allo scopo di agevolare l'allargamento della Serie C da uno a tre gironi.

Nel 1957-1958 gli aquilotti riescono finalmente a vincere il campionato arrivando primi nel loro girone di Eccellenza Interregionale di IV Serie, e conquistano anche il titolo di Campioni d'Italia di IV Serie a pari merito con OZO Mantova e Cosenza. Lo Spezia ritorna così in Serie C, dove colleziona subito un terzo ed un sesto posto.

Anni sessanta

Nel 1960 continua la crisi in cui si trova il vertice societario già da un anno, vengono ceduti alcuni pezzi pregiati della squadra ma il "Picco" è ancora un terreno difficile da espugnare e lo Spezia riesce a classificarsi settimo nel campionato del 1960-1961. L'anno successivo la situazione della società si fa ancora più tragica, mancano addirittura i soldi per l'iscrizione al campionato; la Lega ammette ugualmente lo Spezia al torneo imponendo la nomina di un Commissario per il controllo della contabilità. La squadra viene allestita alla meno peggio ed il campionato 1961-1962 si conclude inevitabilmente con la retrocessione in Serie D. Con un pizzico di fortuna in più la salvezza sarebbe stata raggiungibile: l'ultima partita di campionato a Rimini viene sospesa per 30 minuti a causa dell'arrivo nello stadio, in anticipo sulla tabella di marcia, del Giro d'Italia, proprio quando lo Spezia stava per giungere al pareggio e raccogliere il punto indispensabile per raggiungere in classifica il Grosseto.

Una formazione dello Spezia nel 1962

La Serie D ospita gli aquilotti per ben quattro campionati; nel 1963-1964 la promozione sembra a portata di mano, ma a due giornate dal termine la bruciante sconfitta per 4-0 sul terreno della diretta concorrente Massese è fatale allo Spezia, che chiude al terzo posto. Il salto di categoria arriva finalmente nella stagione 1965-1966, allorquando il presidente Menicagli allestisce un'ottima squadra per la categoria con giocatori del calibro di Bonvicini, Pederiva, Sonetti, Convalle, Castellazzi e soprattutto Vallongo. La promozione in Serie C arriva grazie alla penalizzazione inflitta al Viareggio, al quale la CAF toglie tre punti per illecito sportivo; lo Spezia è così primo il classifica.

Al ritorno in Serie C gli aquilotti sfiorano per due volte la promozione in Serie B, classificandosi terzi, alle spalle di Perugia e Maceratese, nel 1966-1967 e secondi nel 1967-1968 dietro al Cesena, che pure era stato sconfitto al "Picco" e sembrava poter essere facilmente recuperato nelle ultime giornate.

Anni settanta

La prima metà degli anni settanta vede lo Spezia protagonista di una lunga serie di anonimi campionati di centro classifica; poche sono le novità nel parco giocatori: uomini come Motto, Bonanni, Memo, Franceschi, Giulietti, Biloni, Lo Monaco, vestono la maglia bianca per molti anni consecutivi e gli unici scontri di interesse per il pubblico diventano i classici derbies con le squadre toscane ed emiliane. Nel 1976-1977 invece lo Spezia ottiene un terzo posto, grazie anche al sistema di gioco fornito dal nuovo allenatore Nedo Sonetti assistito dal suo secondo Franco Scoglio: i bianchi chiudono alle spalle di Pistoiese e Parma. Nella stagione 1977-1978 gli aquilotti, guidati da Scoglio mentre Sonetti partecipa a un corso tecnico a Coverciano, ottengono un sesto posto che consente di accedere alla costituenda Serie C1.

La permanenza in Serie C1 dura solo un anno, lo Spezia infatti non viene rinforzato a sufficienza e, inserito in un girone pieno di squadre blasonate, retrocede subito in Serie C2. Nel 1979-1980 lo Spezia è terzo dietro a Prato e Rondinella, ma riesce a tornare nuovamente nella Serie C1 grazie alla penalizzazione inflitta alla Rondinella per illecito sportivo. L'attaccante aquilotto Massimo Barbuti è il capocannoniere del girone con 23 reti.

Anni ottanta

Gli anni ottanta iniziano con una retrocessione in Serie C2 nella stagione 1980-1981 con Barbuti che si conferma ancora capocannoniere con 17 reti all'attivo. Nel 1982-1983 arriva addirittura la retrocessione nel campionato Interregionale, lo Spezia viene tuttavia ripescato in Serie C2 grazie alla rinuncia del Banco Roma. Nelle due stagioni successive arrivano altre due salvezze assai faticose, talvolta con l'aiuto della differenza reti nella classifica avulsa.

Il gol di Ferretti in Spezia-Pistoiese della stagione 1985-1986

Verso la metà del decennio arriva una svolta epocale nella storia dello Spezia, destinata a segnare l'inizio di un nuovo percorso. La stagione 1985-1986 in particolare diventa memorabile; la squadra viene affidata dall'allenatore spezzino Sergio Carpanesi e arrivano dei giocatori indimenticabili come Borgo, Ferretti, Telesio, Palazzese, Brilli e Pillon. Succede tuttavia un fatto inaspettato: il presidente Pietro Rossetto, viene arrestato e la società scivola in gravi difficoltà finanziarie fino addirittura ad arrivare al fallimento.

Il sodalizio cambia nome da F.B.C. Spezia 1906 ad A.C. Spezia. A questo punto i giocatori, oramai senza stipendio e teoricamente liberi di andare via, danno una grande prova di attaccamento alla maglia, riuscendo addirittura a conseguire un secondo posto che vale la promozione in Serie C1. Epica è l'ultima partita di campionato contro la Pistoiese, giocata tra le mura amiche con il sostegno di oltre 12.000 tifosi. Dopo il ritorno nella categoria superiore lo Spezia riesce a conquistare per due volte la salvezza, tornando a disputare campionati entusiasmanti che infiammano la tifoseria; da ricordare in quegli anni la sfida in Coppa Italia con il Napoli di Diego Armando Maradona.

È nella stagione 1988-1989 che lo Spezia sfiora davvero da vicino la Serie B; è la squadra di Ceccaroni, Mariano, Spalletti, del bomber Tacchi e del portiere Maurizio Rollandi. A poche giornate dalla fine la promozione sembra ormai cosa fatta, ma i risultati delle ultime partite ed una rosa forse un po' troppo ridotta costringono gli aquilotti a giocarsi tutto all'ultima giornata sul campo della Lucchese. La squadra toscana, storica rivale degli aquilotti e guidata da Corrado Orrico, è ormai salva e non ha più nulla da chiedere al campionato ma disputa ugualmente una partita irresistibile e riesce a sconfiggere lo Spezia per 3-1, gettando nello sconforto i cinquemila tifosi che avevano seguito la squadra al Porta Elisa. Il campionato successivo comincia con l'onorevole sconfitta in Coppa Italia contro l'Inter campione d'Italia, ma la squadra non è in grado di ripetere il grande campionato dell'anno precedente.

Anni novanta

Negli anni novanta, dopo qualche campionato concluso a metà classifica, nella stagione 1992-1993 la retrocessione è evitata grazie al fatto che Siena e Carpi hanno fatto minor punti, occupando le ultime due posizioni in classifica, e alla radiazione dell'Arezzo. Nel 1993-1994: gli aquilotti vengono sconfitti ai play-out dalla Massese. Anche stavolta gli spezzini rimangono in Serie C1 grazie ad un ripescaggio.

Dopo il buon campionato del 1994-1995, nella stagione 1995-1996 lo Spezia, reduce da un fallimento societario che portò alla creazione dello Spezia Calcio 1906 che riuscì a evitare la radiazione, è di nuovo costretto ai Play-out per ottenere la salvezza, questa volta vinti a spese della Pro Sesto. Tuttavia nel 1996-1997 dopo una stagione disastrosa lo Spezia si piazza all'ultimo posto in classifica e questa volta la retrocessione è inevitabile.

La festa per il ritorno in Serie C1 nel campionato 1999-2000

Al contestatissimo presidente Blengino succede Polotti, ed in società arriva l'ex-capitano Sergio Borgo che riesce ad organizzare un buon gruppo per affrontare la Serie C2. La tifoseria è ormai sfiduciata dopo tanti anni di campionati deludenti, ma la nuova squadra riesce a conquistarsi con il passare del tempo la simpatia del pubblico e ad ottenere un insperato quinto posto che consente l'accesso ai play-off. In semifinale lo Spezia elimina il favoritissimo Rimini grazie ad un gol segnato nei tempi supplementari, ma in finale è costretto ad arrendersi all'Arezzo di Serse Cosmi. Anche nella stagione successiva (1998-1999), accompagnata da problemi di ordine pubblico in occasione di alcune partite, lo Spezia si piazza nuovamente al quinto posto, ma questa volta ai Play-off è beffato in semifinale nei minuti di recupero dall'AlbinoLeffe. In entrambi i campionati la squadra fu allenata da Luciano Filippi.

Il vero cambiamento arriva nel 1999-2000, allorquando la proprietà passa nelle mani di quattro imprenditori milanesi: Rocci, Trevisan, Viganò e Zanoli, i quali realizzano una squadra assai competitiva, una vera e propria corazzata per la Serie C2. Ritorna il beniamino dei tifosi Roberto Chiappara, e vengono acquistati Bordin, Coti, Melucci, De Vincenzo e Carlet. L'allenatore è l'emergente Andrea Mandorlini, che fornisce subito alla squadra un gioco molto brillante e sempre votato all'attacco. L'unica squadra a reggere il passo dello Spezia sembra essere l'Alessandria, ma nel girone di ritorno la marcia degli aquilotti si trasforma in una cavalcata trionfale: il campionato viene vinto con 76 punti e nessuna sconfitta, record assoluto per la categoria; i bomber sono Zaniolo e Carlet con 13 reti a testa.

Anni duemila

Lo Spezia neopromosso in Serie C1 si dimostra subito una squadra protagonista del campionato. Approdano in riva al Golfo giovani promesse come Budel e Zaccardo, che vanno a completare una rosa già molto competitiva. Nella stagione 2000-01 gli aquilotti partono bene e battono squadre blasonate come Pisa e Livorno, ma nell'arco del campionato arrivano alcune battute d'arresto e le corazzate Modena e Como (poi destinate a volare in Serie A) sono troppo forti per essere raggiunte. Lo Spezia riesce comunque a piazzarsi quinto ed a partecipare ai Play-off, dai quali viene però eliminato dallo stesso Como.

I tifosi dello Spezia prima della vittoriosa partita con il Livorno nel torneo 2000-01

L'annata successiva, quella del 2001-02, è una delle più belle ed emozionanti nella storia dello Spezia anche se non si conclude con quella che sarebbe stata una meritata promozione in Serie B. Gli aquilotti infatti rinforzano ulteriormente la rosa con giocatori del calibro di Pisano, Buso e Caverzan e disputano un campionato di vertice che si risolve in un testa a testa con il Livorno. Epiche sono le vittorie, sia in casa che in trasferta, con tutte le squadre rivali storiche degli aquilotti. Tuttavia alla fine sono i toscani a spuntarla per un solo punto di differenza (non mancano le polemiche a distanza per l'esito della partita decisiva Treviso-Livorno) e lo Spezia, sfiancato dal lungo duello a distanza con gli amaranto, è clamorosamente eliminato ai Play-off dalla più brillante Triestina.

In seguito l'allenatore Mandorlini, seguito dal capitano Bordin, si trasferisce al Vicenza: la squadra non è più la corazzata degli anni precedenti e gli aquilotti si assestano su posizioni di centro classifica, sempre a ridosso della zona Play-off ma mai in grado di raggiungerla.

Dopo vari anni l'imprenditore Zanoli è lasciato solo dai suoi soci e solamente l'ingresso dell'Inter di Massimo Moratti (rappresentato da Ernesto Paolillo) nella società salva le casse societarie da una possibile bancarotta. Sulla panchina aquilotta si alternano diversi allenatori ma l'unica concreta soddisfazione che arriva in queste stagioni è la conquista, nel 2005, della Coppa Italia Serie C.

Il ritorno in Serie B

Con la vittoria del campionato di Serie C1 2005-06 lo Spezia ottiene la storica promozione in B, categoria dalla quale era assente da ben cinquantacinque anni, ovvero dal lontano giugno 1951.

La certezza matematica della promozione arriva il 1º maggio 2006 nella trasferta di Padova, con oltre quattromila tifosi al seguito. Al termine della stagione lo Spezia, capolista con 63 punti, stacca il Genoa, secondo in graduatoria, di ben sette lunghezze in classifica. Oltre alla promozione, fra gli indelebili ricordi di questa stagione rimangono la prima vittoria nella storia contro il Genoa, e la conquista della Supercoppa di Lega Serie C1 a spese del Napoli, primo classificato nel Girone B.

Nella stagione successiva, all'esordio nella serie cadetta, nel girone di andata lo Spezia si mantiene sempre al di fuori della zona retrocessione realizzando, fra alti e bassi, anche due grandi imprese, conseguendo la sua prima vittoria nella storia a Marassi contro il Genoa (1-2) e sfiorando il successo casalingo contro la Juventus (1-1).

Nel girone di ritorno alcune sconfitte con le dirette concorrenti e i numerosi scivoloni subìti tra le mura amiche costringono gli aquilotti a lottare per la salvezza fino all'ultima giornata di campionato, nella quale la squadra evita la retrocessione diretta grazie a un'altra storica vittoria (2-3) allo stadio Olimpico di Torino contro una Juventus con molte riserve e giovani (tra cui il promettente Sebastian Giovinco). I torinesi non perdevano in casa dal lontano aprile 2005 e, grazie a questo risultato, lo Spezia conserva il primato di non essere mai stato sconfitto dalla Juventus in partite ufficiali.

Lo Spezia ottiene così il diritto a disputare i play-out contro l'Hellas Verona. Nella gara di andata allo stadio Picco, dopo essere passati in svantaggio, gli aquilotti si impongono per 2-1 grazie ai goal di Saverino e Do Prado. Il match di ritorno è un assalto per tutti i 90 minuti da parte della squadra di mister Ventura, ma che termina a reti inviolate, decretando così la salvezza dello Spezia e la prima retrocessione in C1 della squadra scaligera.

La retrocessione e il fallimento

La stagione 2007-08 comincia sotto i peggiori auspici: eliminazione al primo turno della Coppa Italia (sconfitta per 2-0 ad opera del Piacenza sul neutro di Fiorenzuola) e penalizzazione di 1 punto in classifica da parte della Co.Vi.Soc. per il ritardo nella presentazione di documenti contabili.

Con il passare dei mesi, diventa sempre più grave anche la crisi economica nella quale si trova la società aquilotta, guidata da Giuseppe Ruggieri. Tale situazione si palesa nel mese di gennaio 2008, allorquando il presidente Ruggieri cede provvisoriamente la presidenza nelle mani della sua collaboratrice Cristina Cappelluti, incaricata di traghettare la squadra verso nuovi acquirenti.

Anche la fase di calciomercato di gennaio è profondamente condizionata dalle problematiche economiche; la rosa viene praticamente rivoluzionata allo scopo di ridurre il tetto-ingaggi, e lasciano la squadra buona parte dei migliori giocatori. Diretta conseguenza di queste manovre è il progressivo ed inesorabile peggioramento della situazione in classifica degli aquilotti.

Nei mesi di febbraio e marzo, il mancato pagamento degli stipendi arretrati e l'accumularsi di debiti portano la società sull'orlo del fallimento, e la città decide pertanto di mobilitarsi su iniziativa popolare per tentare di salvare la società aquilotta. Viene velocemente costituita la società "Lo Spezia Siamo Noi srl", che raccoglie contributi economici da tifosi, sportivi e sponsorizzazioni da alcune realtà economiche della Provincia.

Questa neonata società a marzo rileva il 70% delle quote societarie e diventa azionista di maggioranza, realizzando così in Italia il primo caso di società di calcio gestita dagli stessi tifosi.

Il rimanente 20% delle quote resta di proprietà dell'imprenditore parmigiano Andrea Ermelli, e il 10% dell'Internazionale.

In questo periodo l'incarico di presidente passa a Roberto Quber, e, successivamente, ad Attilio Garbini.

Il 25 maggio la sconfitta subìta a Pisa alla penultima giornata di campionato condanna la squadra alla matematica retrocessione in Serie C1.

Nei mesi di giugno e luglio, dopo varie trattative, l'associazione popolare "Lo Spezia Siamo Noi", nonostante la mediazione del Sindaco e del socio di minoranza Massimo Moratti, non trova nessun nuovo investitore in grado di rilevare la squadra e coprire gli ingenti debiti ereditati dalla precedente gestione e garantire l'iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione, pertanto il club si avvia alla liquidazione.

La rifondazione

Il 17 luglio 2008 nasce dalle ceneri dello Spezia Calcio 1906 l’Associazione Sportiva Dilettantistica Spezia Calcio 2008. Nella fase costitutiva l'associazione è presieduta dal Sindaco della città Massimo Federici e vede come soci-fondatori quattro consiglieri comunali di differente collocazione politica. Fra i primi atti della nuova società vi è la richiesta di affiliazione alla Lega Nazionale Dilettanti, supportata dai meriti sportivi idealmente ereditati dalla precedente società e dal bacino di utenza della tifoseria. Il 4 agosto 2008, dopo la trasformazione in srl, lo Spezia Calcio 2008 viene acquistato da Gabriele Volpi, già noto nell'ambiente sportivo in quanto patron della squadra di pallanuoto della Pro Recco. Amministratore delegato è Aldo Iacopetti, già coordinatore dell’area tecnica del settore giovanile della Sampdoria, ed il nuovo tecnico è l'ex blucerchiato Marco Rossi, già allenatore in Serie C1 con Lumezzane e Pro Patria. Il 20 agosto arriva la decisione ufficiale: lo Spezia è ammesso al campionato di Serie D, Girone A. Concludendo la stagione al secondo posto (con 78 punti) alle spalle della Biellese, accede ai play off e si ferma sulla soglia delle semifinali, sconfitto dal Vico Equense per 2-0 il 14 giugno. Presenta quindi domanda di ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione, domanda che viene ufficialmente accolta il 31 luglio.

Per la stagione 2009-2010 la panchina viene affidata ad Attilio Lombardo, proveniente dal Legnano, che lascia però la carica il 12 ottobre con la squadra al 3º posto in classifica dopo un inizio non convincente. A sostituirlo viene chiamato Salvo Fulvio D'Adderio che porta la squadra al 2º posto finale in campionato grazie alle reti del bomber Nunzio Lazzaro e alla vittoria dei play-off, questa volta con il sigillo del giovane spezzino Alessandro Cesarini arrivato a gennaio dalla Sarzanese.

Anni duemiladieci

Lo Spezia si presenta ai nastri di partenza della Prima Divisione 2010-2011 ancora con D'Adderio sulla panchina. Il mercato estivo, appannaggio del direttore sportivo Massimo Varini, vede l'acquisto di numerosi calciatori, tra cui il ritorno di Corrado Colombo. I risultati però stentano ad arrivare e la sconfitta di Bolzano alla quinta giornata decreta l'esonero di Fulvio D'Adderio che lascia il posto ad Alessandro Pane. Nella settimane successive viene prelevato dagli svincolati il trequartista Ighli Vannucchi, che prenderà la squadra per mano portandola al quinto posto in classifica dal penultimo grazie ad una serie di ottime prestazioni. Ma il 23 gennaio 2011 Vannucchi subisce un brutto infortunio sul campo del Gubbio che gli procurerà una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Da quel momento lo Spezia inanella una serie di prestazioni poco felici e il 15 marzo il presidente Volpi decide di sollevare dai propri incarichi l'allenatore Pane così come buona parte dell'area tecnica a partire da Massimo Varini. A giocare le residue possibilità di accesso ai play-off viene richiamato Fulvio D'Adderio che guida la squadra al sesto posto.

Stagione 2011-2012: la promozione in Serie B e il "triplete"

Con l'intento di risalire in B per il campionato 2011-2012 viene allestita una rosa composta da moltissimi giocatori di categoria superiore. Il nuovo amministratore delegato è Giuseppe Spalenza e Moreno Zocchi diventa direttore sportivo, mentre in panchina viene chiamato Elio Gustinetti. Arrivano grandi nomi come Filippo Carobbio, Salvatore Mastronunzio, Antimo Iunco, Claudio Rivalta, Emiliano Testini, Felice Evacuo e Nicola Madonna; l'inizio di campionato è tuttavia disastroso con soli 4 punti in 5 giornate e Gustinetti viene esonerato.

Al suo posto arriva Michele Serena che ricostruisce progressivamente un gruppo privo di identità, colpito oltretutto dall'arresto di Filippo Carobbio nell'ambito dell'inchiesta "Last Bet" avvenuto il 19 dicembre a Lerici. Lo Spezia inanella tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 una lunga serie di risultati positivi che lo riporta a ridosso delle prime, ma la testa della classifica è saldamente nelle mani del Trapani che, dopo la vittoria del 12 febbraio nello scontro diretto per 1-0, si porta addirittura a +11 sugli aquilotti.

La squadra siciliana crolla letteralmente a partire da metà marzo e porta a casa solo 11 punti nelle ultime 10 giornate, contro i 24 dello Spezia che vince le ultime cinque. Il sorpasso arriva negli ultimi minuti della 33ª giornata, con lo Spezia che segna il gol vittoria a Trieste e il quasi contemporaneo pareggio del Sudtirol in casa contro i granata. Domenica 6 maggio è il giorno della promozione in serie B dopo la vittoria contro il Latina per 3-0. Il 2 maggio era arrivata anche la vittoria nella Coppa Italia Lega Pro contro gli storici rivali del Pisa, ribaltando con un 2-1 all'Arena Garibaldi la sconfitta per 1-0 patita in casa all'andata.

Il 17 maggio conquista la sua seconda Supercoppa di Lega di Prima Divisione contro la Ternana dopo il doppio confronto (0-0 e 2-1). Gli aquilotti sono i primi nella storia della Supercoppa a vincere due edizioni. Lo Spezia diventa anche la prima squadra in assoluto a centrare nella stessa stagione il "triplete" Campionato-Coppa Italia-Supercoppa Lega Pro.

Stagione 2012-2013

Il 5 gennaio 2013 il mister Serena viene esonerato a causa dell'avvio altalenante in Serie B e viene sostituito da Gianluca Atzori, ex Sampdoria. Il 23 febbraio seguente, dopo soli 48 giorni di gestione viene esonerato il tecnico Atzori, a cui è fatale il ko interno per 6 a 0 contro il Novara, in sua sostituzione viene chiamato Luigi Cagni, che diventa così il terzo allenatore stagionale delle aquile. La squadra guidata dal tecnico bresciano, dopo un campionato di alti e bassi, ottiene la salvezza matematica l'11 maggio, nella sfida dell'Euganeo contro il Padova, penultima gara della stagione, conclusasi con il punteggio di 1 a 1.

Stagione 2013-2014

Il 21 maggio viene ufficializzato il cambio di presidenza. Lamberto Tacoli diventa il nuovo presidente a tempo pieno dello Spezia in quanto il presidente onorario Volpi, a causa dei suoi impegni lavorativi, non può seguire quotidianamente la società. Il 23 maggio lo Spezia del nuovo presidente Tacoli non riconferma l'allenatore Gigi Cagni, il direttore sportivo Vitale e nemmeno il direttore generale Renato Cipollini.

Per la nuova stagione si decide di rinnovare la società, nuovi consiglieri, e nuovi dirigenti, come il DS Giancarlo Romairone che arriva dalla Pro Vercelli, ed il nuovo segretario generale Stefano Pedrelli. La rosa viene in gran parte rivoluzionata, dato che molti giocatori della passata stagione erano arrivati in prestito e non venendo quindi riscattati la società si ritrova costretta a riformare una nuova squadra, puntando su giocatori con esperienza nel campionato cadetto, prelevando alcuni giovani dalle grandi squadre di Serie A, e confermando gli uomini chiave della stagione 2012-2013, come capitan Sansovini, i centrocampisti Bovo, Porcari e Sammarco, e l'unico "superstite" della stagione 2011-2012, il terzino Nicola Madonna. Il 20 giugno lo Spezia annuncia il nuovo allenatore, Giovanni Stroppa, la cui avventura sulla panchina spezzina termina però nel dicembre successivo subentrandogli Devis Mangia

Cronistoria

Cronistoria dello Spezia Calcio
  • 1906 - Nasce la sezione calcio dello Sport Club Spezia.

  • 1911 - Nasce il Foot Ball Club Spezia.
  • 1911-1917 - Tornei amichevoli.
  • 1919-1920 - 1º nel girone B della Promozione Ligure. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Categoria Ligure.

  • 1920-1921 - 3º nel girone Ligure della Prima Categoria. Ammesso al nuovo campionato di Prima Divisione.
  • 1921-1922 - 11º nel girone A della Lega Nord di Prima Divisione CCI. Salvo dopo spareggio vinto con la Sestrese.
  • 1922-1923 - 8º nel girone B della Lega Nord di Prima Divisione. Salvo dopo spareggio vinto col Derthona.
  • 1923-1924 - 11º nel girone B della Lega Nord di Prima Divisione. Salvo dopo spareggi con squadre di Seconda Divisione.
  • 1924-1925 - 12º nel girone A della Lega Nord di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Seconda Divisione.
  • 1925-1926 - 1º nel girone B della Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Ammesso in Prima Divisione a completamento organici.
  • 1926-1927 - 6º nel girone A della Prima Divisione Nord.
  • 1927-1928 - 3º nel girone C della Prima Divisione Nord.
  • 1928-1929 - 1º nel girone A della Prima Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1929-1930 - 13º in Serie B.


  • 1940-1941 - 12º in Serie B.
  • 1941-1942 - 6º in Serie B.
  • 1942-1943 - 6º in Serie B.
  • 1943 - L'A.C. Spezia rimane inattiva per motivi contingenti e viene costituito il G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco che rileva i giocatori del club spezzino.
  • 1943-1944 - VV.FF. Spezia 1° nel Campionato Alta Italia.

    Patch Campionato Alta Italia 1944.png Campione di Alta Italia.
  • 1944-1945 - Campionato sospeso per motivi bellici.
  • 1945 - L'A.C. Spezia cerca di fondersi con il G.S. 42º Corpo dei Vigili del Fuoco, ma la FIGC respinge la richiesta e per protesta lo Spezia si iscrive al campionato ligure di Prima Divisione mantenendo il diritto al ripristino della propria categoria di merito: la Serie B. Al campionato Misto Serie B-C si iscrive un'altra compagine cittadina: l'Ausonia La Spezia 1919.
  • 1945-1946 - A.C. Spezia: 3º nel girone B della Prima Divisione ligure. Reintegrato in Serie B.

    Ausonia La Spezia 1919: 11° nel girone A della Serie B-C Alta Italia.
  • 1946 - Al termine dei rispettivi campionati l'A.C. Spezia rientra in Serie B con l'Ausonia La Spezia 1919 restaurando le effettive categorie di merito.
  • 1946-1947 - 3º nel girone A della Serie B.
  • 1947-1948 - 4º nel girone A della Serie B.
  • 1948-1949 - 18º in Serie B. Salvo dopo spareggio vinto col Parma.

  • 1950-1951 - 17º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1951-1952 - 14º nel girone C della Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-1953 - 15º nel girone D della IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1953-1954 - 4º nel girone B della Promozione Ligure.
  • 1954 - Fusione tra A.C. Spezia ed A.C. Arsenalspezia, nasce l'Associazione Calcio Spezia-Arsenal che eredita il titolo di IV Serie.
  • 1954-1955 - 6º nel girone A della IV Serie. Assume la nuova denominazione di Foot Ball Club Spezia 1906.
  • 1955-1956 - 2º nel girone E della IV Serie.
  • 1956-1957 - 3º nel girone E della IV Serie.
  • 1957-1958 - 1º nel girone A della IV Serie d'Eccellenza. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1958-1959 - 3º nel girone A della Serie C.
  • 1959-1960 - 6º nel girone A della Serie C.



  • 1980-1981 - 17º nel girone A della Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.
  • 1981-1982 - 10º nel girone A della Serie C2.
  • 1982-1983 - 16º nel girone A della Serie C2. Retrocesso e successivamente ripescato.
  • 1983-1984 - 14º nel girone A della Serie C2.
  • 1984-1985 - 13º nel girone A della Serie C2.
  • 1985-1986 - 2º nel girone A della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1. Assume la nuova denominazione di Associazione Calcio Spezia.
  • 1986-1987 - 12º nel girone A della Serie C1.
  • 1987-1988 - 6º nel girone A della Serie C1.
  • 1988-1989 - 3º nel girone A della Serie C1.
  • 1989-1990 - 12º nel girone A della Serie C1.


Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo).
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C1 (1º titolo).

  • 2010-2011 - 6º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
  • 2011-2012 - 1º nel girone B della Lega Pro Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Lega Pro.
Vince la Supercoppa di Lega di Prima Divisione (2º titolo).
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Colori e simboli

Colori

Tradizionalmente lo Spezia indossa una divisa costituita da una maglia bianca con pantaloncini e calzettoni neri. Da ciò consegue che il colore sociale sia il bianco, anche se frequentemente i calciatori ed i tifosi spezzini vengono definiti i bianco-neri. Nel corso degli anni la tradizionale casacca bianca ha talvolta subìto delle piccole modifiche, riportando spesso delle decorazioni nere sui risvolti delle maniche o nelle bande laterali.

Il logo provvisoriamente adottato dopo il fallimento nel 2008.

Simboli ufficiali

Stemma

Il simbolo societario è solitamente stato costituito da un monogramma formato dalle lettere iniziali del club bianco, di volta in volta adattato alla dicitura ufficiale assunta dal sodalizio spezzino. Alcune volte tale simbolo è stato sormontato dal disegno di un'aquila, più o meno stilizzata. Nell'estate del 2005 è stato ideato un nuovo logo circolare bordato in oro per celebrare il centenario della fondazione della società, che ha accompagnato la squadra nello storico ritorno nel campionato di Serie B.

Nell'estate del 2008, in seguito al fallimento societario e alla creazione della nuova A.S.D. Spezia Calcio 2008, è stato temporaneamente adottato come stemma un logo circolare con il nome della società e il simbolo dell'aquila ripreso dallo stemma Comunale. Tale emblema è stato creato da un tifoso che ha vinto un concorso popolare, indetto dal Comune della Spezia e supportato da una locale testata giornalistica on-line. Dopo pochi mesi, tuttavia, la società ha riacquistato i diritti per l'utilizzo del classico logo dello Spezia 1906.

Non è chiaro, infine, il perché ai giocatori spezzini sia stato assegnato il soprannome di aquilotti. Forse il motivo è da ricercarsi nell'aquila che compare nello stemma comunale o forse, più verosimilmente, fu coniato da un cronista locale che lo utilizzò per la prima volta nel 1913, probabilmente colpito dal gioco assai grintoso e rapace espresso dai calciatori in campo.

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Alberto Picco.

Lo Spezia disputa le gare interne nello stadio Alberto Picco alla Spezia.

Centro di allenamento

Il tradizionale terreno di allenamento degli aquilotti è il campo sportivo Ferdeghini, situato alla Spezia nel quartiere di Melara. Spesso, comunque, la squadra ha dovuto spostare la sede degli allenamenti a causa delle carenze strutturali del suddetto impianto, solo parzialmente ristrutturato nel 2009 con l'aggiunta di un campo sintetico sussidiario.

Negli ultimi anni, pertanto, la squadra ha spesso utilizzato in alternativa altre strutture quali il Cipriano Incerti di Ceparana, il centro sportivo Montagna della Marina Militare, alla Spezia, il L. Camaiora di Santo Stefano Magra, o i campi M. Luperi e A. Berghini di Sarzana, sempre nella vicina Val di Magra.

Società

Organigramma societario

Dal sito web ufficiale della società.





Allenatori e presidenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dello Spezia Calcio.

Di seguito la lista completa degli allenatori e dei presidenti dello Spezia Calcio:



Giocatori

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dello Spezia Calcio.

Palmarès

Competizioni nazionali

1925-1926
1928-1929
1935-1936
1943-1944 (titolo onorifico)
1957-1958
1957-1958
1965-1966
1999-2000
2004-2005
2011-2012
2005-2006
2011-2012
2006, 2012

Competizioni regionali

1919-1920

Altri piazzamenti

Secondo posto: 2001-2002
Secondo posto: 1985-1986
Secondo posto: 2009-2010
Secondo posto: 1955-1956
Secondo posto: 2008-2009

Statistiche e record

Partecipazione ai campionati

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione


A

4 1921-1922 1924-1925


B

26 1925-1926 2013-2014


C1

41 1935-1936 2011-2012


C2

9 1979-1980 2009-2010


D

10 1952-1953 2008-2009

In 86 stagioni sportive disputate a livello nazionale dall'esordio nella Lega Nord il 2 ottobre 1921, compresi 4 tornei di Prima Divisione (A), 5 tornei fra Seconda Divisione e Nord Italia (B). La terza divisione è divisa in 20 tornei di Serie C, 19 tornei di Serie C1 e 2 di Lega Pro Prima Divisione. Sono escluse le stagioni antecedenti il 1921 e l'annata 1953-1954, in cui lo Spezia partecipò ai tornei del Comitato Regionale Ligure.

Statistiche di squadra



Statistiche individuali" class="mw-editsection-visualeditor">modifica | modifica sorgente]



Tifoseria

Storia

La Curva Ferrovia dello stadio Alberto Picco gremita dai tifosi dello Spezia

Lo Spezia Calcio vanta, in proporzione alle dimensioni del proprio bacino di utenza, un seguito di tifosi molto numeroso; la popolazione cittadina ha infatti da sempre dimostrato un buon interesse nei confronti della locale squadra di calcio. Nonostante la militanza nei campionati di Serie C o addirittura inferiori per il lungo periodo trascorso tra gli anni cinquanta ed il ritorno in Serie B nel 2006, il pubblico presente sugli spalti dello stadio Picco ha spesso fatto registrare delle medie di presenze fra le più alte per i campionati in cui lo Spezia Calcio si trovava di volta in volta a militare.

La tifoseria è però stata anche, talvolta, causa di episodi spiacevoli: singolari i fatti del campionato 1922-1923, in cui la colossale rissa scoppiata dopo la partita Spezia-Genoa portò alla squalifica dello stadio Alberto Picco per addirittura un anno, punizione record per quell'epoca.

La tifoseria organizzata nacque nel 1974, allorquando venne fondato il gruppo Ultras Spezia, costituito inizialmente da un gruppo di giovani che erano soliti assistere alle partite dalla gradinata, talvolta improvvisando le prime rudimentali coreografie.

Con il passare del tempo il gruppo divenne via via sempre più numeroso e cambiò collocazione all'interno dello stadio, occupando inizialmente la Curva Ferrovia, successivamente (negli anni ottanta) la struttura prefabbricata della Curva Piscina ed infine trovando collocazione definitiva nella nuova Curva Ferrovia realizzata in seguito alla ristrutturazione dello stadio Picco.

Fra i principali gruppi di tifosi dello Spezia Calcio che frequentano oggi la curva troviamo gli storici "Ultras Spezia 1974", gli "Irriducibili Favaro", il "Fronte del Porto", il "Gruppo Bullone" che attualmente si identificano tutti nel "Direttivo Curva Ferrovia". Caratteristica peculiare dei tifosi organizzati della curva spezzina è la ferma volontà di non coinvolgere nell'ambiente sportivo alcun riferimento alla politica.

Nella stagione 2006-07, anno del ritorno della squadra in Serie B, è stata toccata la quota record di 5386 abbonamenti. Grazie a tale cifra, in proporzione al numero di abitanti della provincia, il pubblico spezzino è risultato il quinto in classifica su scala nazionale per numero di tessere stagionali; la nuova campagna abbonamenti per la stagione 2007-08 si è conclusa con l'analogo numero di 5315 tessere vendute (molto di più rispetto a diverse squadre di serie B), confermando l'attaccamento dei tifosi alla squadra cittadina.

Gemellaggi e rivalità

Nel corso degli anni sono maturate delle accese rivalità tra i tifosi dello Spezia e quelli di altre tifoserie; fra le rivalità più sentite vi sono senza dubbio quelle con i sostenitori delle squadre toscane, in particolar modo di Lucchese, Pisa, Carrarese e Massese, Arezzo, Empoli, Pistoiese e Prato ma anche quelle con i tifosi di Reggiana, Genoa e numerose altre squadre dell'Italia settentrionale, come Como, Triestina, Padova, Brescia, Verona, Vicenza, Bologna, Modena, Spal, Alessandria e Rimini. Altre rivalità, meno sentite si sono registrate nel corso di eventi occasionali, si possono citare quella con la Torres Calcio, oppure la recentissima con il Trapani Calcio.

Storico invece il gemellaggio con i tifosi del Parma, terminato nel 2007, senza dimenticare i rapporti a livello amichevole intrattenuti in passato con i supporters della Sampdoria e del Savona.

Sono venuti invece meno, sino a trasformarsi in accese rivalità, le relazioni instaurate con i sostenitori di Modena e Livorno. Il gemellaggio con la tifoseria del Varese, costituito negli anni novanta, si è concluso dopo qualche anno con l'auto-scioglimento del gruppo Boys Varese. Amichevoli anche i rapporti con i tifosi del Bari e con quelli della Salernitana.

Organico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spezia Calcio 2013-2014.

Rosa 2013-2014

Rosa aggiornata al 3 settembre 2013.

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Nicola Leali
2 Italia D Nicola Madonna
3 Italia D Francesco Migliore
4 Italia D Andrea Lisuzzo
6 Ghana D Nii Nortey Ashong
7 Italia C Paolo Sammarco
9 Italia A Niccolò Giannetti
10 Italia C Nicola Bellomo
11 Islanda D Hörður Magnússon
12 Slovenia P Matej Vozar
13 Italia A Patrick Ciurria
14 Ghana D Faye Balla
15 Croazia C Antonini Čulina
16 Italia D Pietro Cieccaroni
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Nero con Aquila.png
17 Cile C Felipe Seymour
18 Italia C Pasquale Schiattarella
19 Italia C Alessandro Carrozza
20 Italia A Nicola Ferrari
21 Italia A Osarimen Ebagua
23 Italia D Matteo Bianchetti
22 Italia P Alex Valentini
24 Italia A Andrea Catellani
25 Italia D Ivano Baldanzeddu
26 Croazia C Mihovil Klapan
27 Argentina C Emanuel Rivas
29 Brasile C Gabriel Appelt
34 Grecia C Savvas Gentsoglou
36 Italia C Daniele Franco

Staff tecnico

Note

Bibliografia

  • Fulvio Andreoni. 1906-1989 A.C. Spezia ieri, oggi… domani. Firenze, La Nazione, 1989.
  • Fulvio Andreoni, Carlo Fontanelli, Bruno Galante, Le Aquile volano in… B - 1906-2006 Un secolo di calcio a Spezia, Empoli (FI), Geo Edizioni, 2006.
  • Fabrizio Calzia, Paolo Rabajoli, Lo Scudetto per sempre - I Vigili del fuoco della Spezia Campioni d'Italia 1944, Genova, Sagep e Il Secolo XIX, 2002. ISBN 88-7058-869-6.
  • Carlo Fontanelli, Daniele Cacozza, Scudetto a Spezia - Partite e protagonisti del Campionato di Guerra 1943-44, Fornacette (PI), Mariposa Editrice S.r.l., 1998.

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