Otite media acuta purulenta

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Otite media acuta purulenta
Otitis media incipient.jpg

Otite media acuta, fase iperemica. L'iperemia delle membrana timpanica è particolarmente evidente lungo il manico del martello.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 381.02
ICD-10 (EN) H66.0

L'otite media acuta purulenta è una patologia infiammatoria su base microbica dell'orecchio medio caratterizzata dalla presenza di essudato purulento.



Indice

Epidemiologia

È una delle forme più frequenti di otite media; si manifesta soprattutto nei mesi invernali e nei bambini. Negli anziani, nei soggetti defedati ed immunodepressi è invece più frequente la forma cronica.

Classificazione

Rispetto all'otite media siero-mucosa, la differenziazione tra acuta e cronica non si basa tanto sul criterio temporale, quanto sulla presenza di precipue alterazioni tissutali. Infatti, differentemente dall'otite media acuta purulenta, la forma cronica è caratterizzata dall'assenza di chiusura spontanea della perforazione timpanica e dalla flogosi cronica (presenza di macrofagi, linfociti T e tessuto sclero-cicatriziale) a carico della mucosa dell'orecchio.

Eziologia e patogenesi

La maggior parte dei casi acuti sono dovuti all'infezione sostenuta da uno dei seguenti microrganismi

Meno frequentemente la forma acuta è sostenuta da Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus. Nella maggior parte dei casi l'otite media acuta purulenta fa seguito all'infiammazione delle alte vie aeree, con diffusione batterica dal rinofaringe all'orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio (rino-otite); più raramente, l'infezione dell'orecchio medio fa seguito ad un trauma con perforazione timpanica o alla diffusione batterica attraverso il torrente ematico.

Condizioni patologiche connesse con sindromi influenzali e malattie esantematiche (morbillo, varicella) possono favorire la sovrainfezione batterica e la genesi di otite media acuta.

Anatomia patologica

L'otite media acuta purulenta si sviluppa classicamente in 4 fasi

Fase iperemica
Corrisponde alla vasodilatazione propria delle fasi iniziali di ogni processo infiammatorio. Si realizza quindi un'intensa infiltrazione leucocitaria a carico della mucosa.
Fase essudativa
Questa fase è caratterizzata dalla presenza di essudato di natura purulenta che invade la cassa del timpano.
Fase della perforazione
In questa fase avviene la perforazione della membrana timpanica conseguente all'aumento della pressione nella cassa timpanica. Tale perforazione è sovente di piccole dimensioni e permette il drenaggio del pus e la ventilazione dell'orecchio medio, con regressione del processo flogistico.
Fase della guarigione
Assente o insufficiente nella otite media cronica purulenta. La perforazione timpanica tende alla chiusura spontanea. In questa fase può permanere un versamento liquido sterile nella cassa timpanica.

Profilo clinico

Alle 4 fasi anatomo-patologiche corrispondono 4 momenti clinici. La fase iperemica è caratterizzata da senso di ovattamento, progressiva otodinia e modesto rialzo termico. Una moderata ipoacusia e un'otodinia pulsante caratterizza la fase essudativa. Otorrea purulenta e la scomparsa del dolore (da riduzione della pressione endotimpanica) identifica il passaggio alla fase della perforazione; nella fase della guarigione è presente una progressiva regressione della sintomatologia con permanenza di una modesta ipoacusia per la presenza di versamento sterile.

Profilo diagnostico

Attraverso procedure otoscopiche è possibile identificare le diverse fasi che compongono il profilo anatomo-patologico. La fase iperemica si manifesta con intensa iperemia della membrana timpanica, evidente soprattutto lungo il manico del martello. Nella fase essudativa, l'aumento della pressione endotimpanica comporta la distensione e l'estroflessione del timpano che appare ancora iperemico e desquamato. Nella fase della perforazione l'otorrea impedisce la visualizzazione della membrana timpanica. Una TC può essere necessaria nel caso si sospetti il coinvolgimento flogistico delle strutture viciniori.

Terapia

Uno schema antibiotico che preveda l'utilizzo di penicilline e inibitori della penicillinasi o cefalosporine per almeno 6-10 giorni. Nei casi in cui si verifichi resistenza a questi antibiotici, può rendersi necessario l'utilizzo di macrolidi e chinolonici (questi ultimi da evitare nell'età pediatrica). A questa terapia può essere utile associare antinfiammatori non steroidei e antipiretici, utilizzando un antinfiammatorio steroideo nei casi di notevole edema. Grazie alla presenza di antibiotici sempre più potenti ed efficaci, la paracentesi timpanica si sta rendendo sempre meno frequente.

Prognosi

Nella maggior parte dei casi si ha lo completare restitutio ad integrum nel giro di poche settimane (tempo necessario per il completo riassorbimento della raccolta sierosa sterile nella cassa timpanica). In rari casi è possibile la cronicizzazione; recidive sono spesso dovuto ad un non corretto approccio terapeutico.

Complicanza

Raramente si verificano queste complicanze:

Bibliografia

  • Albera e Rossi, Otorinolaringoiatria - II edizione, Torino, Edizioni Minerva Medica, 2008, ISBN 9788877115836.

Voci correlate

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