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| Federazione | FIGC
Federazione Italiana Giuoco Calcio |
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| Confederazione | UEFA | |||||
| Codice FIFA: | ITA | |||||
| Soprannome: | Azzurri | |||||
| Selezionatore | Cesare Prandelli | |||||
| Record presenze | Fabio Cannavaro (136) | |||||
| Capocannoniere | Luigi Riva (35) | |||||
| Ranking FIFA | 11º (luglio 2010) | |||||
| Esordio internazionale Milano, Italia, 15 maggio 1910 |
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| Migliore vittoria Brentford, Regno Unito, 2 agosto 1948 |
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| Peggiore sconfitta Budapest, Ungheria, 6 aprile 1924 |
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| Campionato del mondo | ||||||
| Partecipazioni | 17 (Prima nel 1934) | |||||
| Miglior risultato | Campioni nel 1934, 1938, 1982, 2006 | |||||
| Campionato d’Europa | ||||||
| Partecipazioni | 7 (Prima nel 1968) | |||||
| Miglior risultato | Campioni nel 1968 | |||||
La Nazionale di calcio dell’Italia è la selezione maggiore maschile di calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il cui nome ufficiale è Nazionale A, che rappresenta l'Italia nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.
È una delle nazionali di calcio più forti e titolate del mondo: dopo il Brasile, infatti, l'Italia è la nazionale di calcio che ha vinto più campionati mondiali, quattro (1934, 1938, 1982, 2006). Si è aggiudicata anche un campionato europeo (1968) e un Torneo Olimpico (1936). Vanta anche 2 Coppe Internazionali, antesignane dell'attuale campionato d'Europa. L'unico trofeo che manca nella sua bacheca è la Confederations Cup, torneo al quale ha partecipato una volta, nell'edizione 2009, uscendo al primo turno.
Occupa l'11º posto nella graduatoria FIFA aggiornata al luglio 2010.
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Nazionale di calcio dell'Italia. |
Per quanto riguarda le vicende più importanti della Nazionale di calcio italiana, esse sono legate alla Nazionale A che, almeno fino alla differenziazione delle varie categorie di selezione, era la nazionale unica, che assumeva varie fisionomie a seconda del torneo al quale essa partecipava. Per fare un esempio, se è normale che nel corso dei tornei maggiori quali Coppa Internazionale o Campionato del Mondo venisse schierata la formazione più competitiva possibile, nel corso del torneo olimpico si dava spazio a professionisti di seconda fascia, in genere giovani universitari, come coloro che vinsero il torneo calcistico delle Olimpiadi di Berlino nel 1936.
Nel dopoguerra vennero via via inserite categorizzazioni più precise soprattutto per inserire criteri oggettivi e uguali per tutti di selezione dei giocatori, sia per via della progressiva istituzione di tornei giovanili, sia per dare un quadro di riferimento chiaro al torneo olimpico di calcio: il regolamento olimpico prevede infatti che la partecipazione sia riservata solo ad atleti il cui status sia formalmente di dilettante. Ma questo faceva sì che molte federazioni che ammettevano il professionismo fossero costrette a mandare i loro giocatori di seconda, se non terza fascia (secondo una formula empirica di compromesso via via variata nel tempo, i professionisti meno in vista e meno pagati e, successivamente, quelli che non avessero mai partecipato alle fasi finali di un campionato continentale o di quello mondiale), mentre federazioni i cui atleti avevano lo status di dilettante (ad esempio l'URSS e in generale tutte quelle del blocco dell'Est Europeo) potevano mandare in pratica la propria nazionale maggiore.
Non a caso per lunghissimo tempo nel dopoguerra il torneo olimpico di calcio fu appannaggio di squadre come la stessa URSS, Cecoslovacchia, Germania Est e Ungheria, fino a che dopo l'edizione olimpica del 1988 a Seul fu deciso che le squadre di calcio olimpiche fossero, per tutti i partecipanti, le loro selezioni Under 21 (o Under 23).
La Nazionale italiana vanta 4 titoli mondiali (1934, 1938, 1982, 2006) e un Europeo (1968). Inoltre ha conquistato un oro olimpico nel 1936 e 2 Coppe Internazionali conquistate negli anni venti e trenta. Il periodo d'oro fu quello degli anni trenta in cui vennero conquistati due Mondiali (unica nazione assieme al Brasile ad averne vinti due consecutivi).
Seguì un periodo di calo, complice la seconda guerra mondiale e la tragedia di Superga del 1949. Infatti l'Italia non ebbe successo ai Mondiali del 1950, né a quelli del 1954, addirittura non si qualificò al quelli del 1958. Ai Mondiali del 1962 usci al primo turno in una spedizione mal gestita, a quelli del 1966 andò peggio perché furono eliminati dai semi-professionisti della Corea del Nord.
La rinascita avvenne nel 1968 con la vittoria dell'Europeo in Italia, mentre due anni dopo ai Mondiali di Messico '70 gli azzurri avrebbero dato vita alla famosa semifinale contro la Germania Ovest, ricordata come la partita del secolo, vinta per 4-3. In finale sarebbero stati poi sconfitti dal Brasile di Pelè per 4-1. Dopo i disastrosi Mondiali del 1974, dove furono esclusi al primo turno, ben figurarono al Mondiale di Argentina del 1978 dove la nazionale espresse un bel gioco e si piazzò al quarto posto.
Le premesse per far bene anche al Mondiale successivo in Spagna c'erano tutte e infatti, dopo un incerto avvio nella fase a gironi, gli azzurri allenati da Enzo Bearzot batterono in sequenza l'Argentina di Maradona e il Brasile di Zico e Falcão e in semifinale la sorprendente Polonia. In finale affrontarono la Germania Ovest che sconfissero per 3-1. Il capocannononiere del torneo fu Paolo Rossi. La nazionale non si sarebbe qualificata per l'Europeo del 1984.
Dopo i deludenti Mondiali del 1986, che segnarono l'addio di Bearzot, gli azzurri di Azeglio Vicini espressero bel gioco all'europeo del 1988, dove raggiunsero la semifinale contro l'URSS, che poi perse la finale contro l'Olanda. Una bella Nazionale si presentò al Mondiale in casa del 1990, ma in semifinale, dopo i rigori, ebbe la meglio l'Argentina di Maradona. Nella finale per il terzo posto gli azzurri sconfissero l'Inghilterra.
L'Italia non si qualificò per l'Europeo del 1992 e Vicini fu esonerato a due giornate dalla fine delle eliminatorie. Il sostituto Arrigo Sacchi, reduce dai grandi successi con il Milan, qualificò la nazionale per il Mondiale statunitense del 1994. Qui gli azzurri superarono la fase a gironi come migliore terza, dopo aver ottenuto tre pareggi in tre partite, e poi proseguirono il cammino sino alla finale, trascinati dai gol di Roberto Baggio, che eliminarono Nigeria, Spagna e Bulgaria. Nella finale di Pasadena gli azzurri pareggiarono senza reti contro il Brasile, ma persero nuovamente ai rigori, nella prima finale di un Mondiale decisa dai tiri dal dischetto. L'avventura all'europeo inglese del 1996 finì già al primo turno, dopo una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Ai Mondiali del 1998, nel difficile quarto di finale contro la Francia padrona di casa, gli azzurri di Cesare Maldini persero ancora una volta ai rigori.
L'occasione per una rivincita arrivò due anni dopo ad Euro 2000, dove gli azzurri giunsero in finale, proprio contro la Francia. Passata in vantaggio nel primo tempo con una rete di Marco Delvecchio, la squadra di Dino Zoff parve in procinto di condurre in porto il successo, ma i francesi pareggiarono all'ultimo istante della partita. Con gli azzurri troppo scioccati per reagire, la Francia segnò il golden gol che le garantì il titolo europeo. A seguito di alcuni sprezzanti giudizi in diretta televisiva di Silvio Berlusconi, sentendosi leso ingiustamente nella sua dignità, per protesta Zoff si dimise tre giorni dopo la finale , lasciando il posto a Giovanni Trapattoni. Peggio andarono i Mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud: la squadra alla vigilia era tra le favorite, ma, dopo aver passato a fatica il primo turno esprimendo un gioco difensivista e rinunciatario, fu eliminata ancora al golden gol negli ottavi dai padroni di casa della Corea del Sud (1-2). Fu il risultato peggiore dal Mondiale 1986. Ad Euro 2004 l'Italia uscì dal torneo al primo turno dopo una serie di prestazioni deludenti.
Al Mondiale 2006 l'Italia di Marcello Lippi fu grande protagonista. Dopo aver superato brillantemente la fase a gironi, eliminò Australia e Ucraina e ai tempi supplementari la Germania padrona di casa. In finale trovò nuovamente la Francia e qui gli italiani vinsero dove avevano fallito otto anni prima, ai rigori. Il calcio di rigore di Fabio Grosso incoronò gli azzurri campioni del mondo per la quarta volta.
Lippi lasciò dopo il successo e fu sostituito da Roberto Donadoni, che guidò la Nazionale a Euro 2008. L'Italia superò la prima fase battendo la Francia per 2-0 nella terza partita del girone e ai quarti di finale pareggiò a reti bianche contro la temibile Spagna, futura vincitrice del torneo, che la sconfisse ai tiri di rigore. La vittoria ai Mondiali del 2006 permise agli azzurri, nel frattempo tornati sotto la guida di Lippi, di partecipare all'edizione 2009 della Confederations Cup, che si svolse in Sudafrica. L'Italia fu eliminata al primo turno dopo aver vinto contro gli Stati Uniti, poi finalisti nel torneo e perso contro Egitto e Brasile, poi vincitore della competizione.
Ai Mondiali 2010 in Sudafrica la squadra azzurra, guidata ancora da Lippi, ha molto deluso, classificandosi ultima nel girone composto anche da Slovacchia, Paraguay e i semi-professionisti della Nuova Zelanda che al termine del torneo è stata l'unica squadra a non subire alcuna sconfitta. Con due pareggi e una sconfitta gli azzurri sono stati eliminati dal torneo al primo turno per la sesta volta, fatto che non accadeva da 36 anni ed inoltre, per la prima volta in 17 partecipazioni, senza vincere alcuna partita. Dopo la fine del Mondiale 2010 la Nazionale italiana passa sotto la guida del nuovo commissario tecnico Cesare Prandelli, il cui ingaggio quadriennale era già stato ufficializzato il 30 maggio 2010. Il Mondiale sudafricano segna anche l'addio del capitano della Nazionale Fabio Cannavaro e di un'altra pedina storica come Gennaro Gattuso.
Oltre alla citata selezione nazionale l'ordinamento della FIGC ne prevede varie altre, divise per fascia d'età dei propri giocatori.
La Nazionale maschile Under-21, che partecipa alle competizioni continentali con i propri pari categoria (tale selezione - con l’eventuale aggiunta di un massimo di tre calciatori fuori quota d’età - rappresenta altresì l’Italia nei tornei olimpici di calcio, con il nome di Nazionale Olimpica); le Nazionali Under-20, Under-19, Under-18, Under-17, Under-16-15; Rappresentano ufficialmente l’Italia sempre sotto il coordinamento della FIGC: la Nazionale femminile, la Nazionale Femminile Under-19 e quella Under-17; la Nazionale italiana di beach soccer; la Nazionale Universitaria (che rappresenta l’Italia nel torneo calcistico delle Universiadi), composta da calciatori dilettanti o professionisti della Serie C che frequentino l’Università; la Nazionale Militare, riservata formalmente a qualsiasi militare tesserato come calciatore della FIGC in qualsiasi categoria, ma, di fatto, almeno fino all’abolizione del servizio militare obbligatorio, composta dai giovani calciatori professionisti che stessero assolvendo l’obbligo di leva (tale selezione rappresenta l’Italia durante i Giochi mondiali militari ed i Campionati mondiali militari di calcio); la Rappresentativa dei Giochi del Mediterraneo, che rappresenta l’Italia nei Giochi omonimi e può essere formata indistintamente da giocatori professionisti o dilettanti di qualsiasi categoria; infine, la Nazionale di calcio a cinque;
Nazionali italiane che sono esistite in passato, ma che - a seguito di ristrutturazioni sia decise per norme federali che per esigenze legate ai requisiti di partecipazione ai vari tornei internazionali - oggi sono sparite, furono la Nazionale B (in genere l’anticamera della Nazionale A, costituita dalle seconde scelte di campionato o di giocatori sotto osservazione in vista di un eventuale impiego per la selezione maggiore, e il cui ruolo spesso si è sovrapposto con quello della, scomparsa anch’essa, Nazionale Sperimentale) e la Nazionale Under 23, superata dalla citata Under-21.
La Nazionale A (peraltro l’unica esistente fino al secondo dopoguerra) ha vinto quattro edizioni del campionato del mondo (1934, 1938, 1982 e 2006), la massima competizione calcistica per squadre nazionali maschili, classificandosi seconda in altre due occasioni (1970 e 1994); inoltre, in un’occasione si è classificata terza (1990) e in un’altra quarta (1978); un campionato d’Europa per nazioni (1968), classificandosi in altre due occasioni seconda (2000) e quarta (1980), giungendo complessivamente quattro volte alle semifinali (l'altra nel 1988); la medaglia d’oro al torneo olimpico di calcio a Berlino nel 1936 e quella di bronzo ad Amsterdam nel 1928, in un periodo in cui l’ordinamento olimpico non aveva ancora uniformato secondo criteri d’età massima dei giocatori la composizione delle squadre. Infine, a livello non ufficiale, vinse due Coppe Internazionali (torneo centroeuropeo nato nel 1930, prima dell’istituzione dell’UEFA e da questa mai riconosciuto ufficialmente, superato nel 1960 dal campionato d’Europa).
La Nazionale Under 21 vanta invece la vittoria in cinque edizioni del campionato europeo di calcio Under-21 (1992, 1994, 1996, 2000 e 2004), la massima competizione ufficiale per squadre di tale categoria. Storicamente, la Under 21 - e prima di essa, la Under 23 - hanno sempre costituito il laboratorio di prova e il serbatoio di giocatori che in seguito sarebbero stati utilizzati per la Nazionale A (a titolo esemplificativo ma non esaustivo, Gianluca Vialli, Andrea Pirlo, Alessandro Del Piero, Francesco Totti e, più recentemente, Daniele De Rossi e Alberto Gilardino). Come Nazionale Olimpica, la Under 21 ha conseguito la medaglia di bronzo al torneo olimpico di calcio di Atene 2004 ed è la nazionale più titolata d'Europa a livello under-21.
La Nazionale italiana di beach soccer gioca regolarmente i campionati europei e Mondiali di Fifa beach soccer.
Infine, la Nazionale Universitaria ha vinto il torneo calcistico delle Universiadi svoltesi in Sicilia nel 1997.
La Nazionale italiana non ha uno stadio nazionale: gioca le sue partite a rotazione nei vari stadi italiani, scegliendoli di volta in volta a seconda dell'avversario che si incontra e dell'eventuale affluenza ed importanza della partita. Le partite di maggiore spessore vengono disputate negli impianti delle principali città della nazione: l'Olimpico di Roma, il Meazza di Milano, il San Paolo di Napoli, l'Olimpico di Torino, il Barbera di Palermo, il Ferraris di Genova, il Dall'Ara di Bologna, il Franchi di Firenze, il San Nicola di Bari. Per le amichevoli o le partite di minore importanza vengono scelte le più svariate località a seconda dell'esigenza.
Per i ritiri e le sessioni di allenamento gli Azzurri hanno invece una sede fissa nel centro tecnico della Federazione situato a Firenze, nel quartiere di Coverciano.
Detto in altra sezione dell'origine dell'azzurro quale colore della rappresentativa nazionale (esteso poi alle altre discipline), bisogna aggiungere che durante il fascismo sulle maglie era visibile un fascio littorio ricamato in oro che caricava lo stemma sabaudo già presente dal 1910. Questa fu tra l'altro la tenuta con cui l'Italia vinse i mondiali del 1934 e del 1938 nonché il titolo olimpico di Berlino nel 1936. Non era raro vedere usata, in quegli anni, una tenuta da gara completamente nera quale seconda uniforme di gioco (come avvenne nei quarti di finale del mondiale del 1938 contro la Francia).
Nel secondo dopoguerra, caduto il fascismo e abolita la monarchia, la croce sabauda lasciò il posto a un tricolore originariamente raccolto in uno scudetto (di forma analoga a quello delle squadre campioni d'Italia di qualsiasi disciplina). Nel corso degli anni il tricolore sulle maglie ha cambiato varie volte forma (quadrangolare, trapezoidale, rotondo) e posizione, dal lato sinistro fino al centro, per poi tornare al lato sinistro.
Nel 1983, per celebrare la vittoria nel campionato del mondo dell'anno prima, tre stelle dorate sostituirono la scritta ITALIA sopra il tricolore, poi il tutto fu rimpiazzato da un nuovo stemma tondo incorporante le tre stelle, la scritta ITALIA e il tricolore. Dal 1992 al 1999 lo stemma adottato fu una controversa e criticata "i" corsiva con tanto di puntino laterale blu, contenente i soliti elementi (stelle e tricolore) più la scritta Federazione Italiana Giuoco Calcio. Tale stemma ricordava vagamente il logo dello sponsor istituzionale dell'epoca (la Italiana Petroli).
Nel 1999 si tornava al tradizionale scudo tricolore, ristilizzato poi per motivi di marketing nel 2005, adottato dalla FIGC come nuovo logo: uno scudetto dai bordi squadrati con all'interno le tre stelle dei mondiali vinti (quattro dal settembre 2006). Le stelle compaiono su autorizzazione della FIFA, che dalla metà degli anni novanta permise alle federazioni di portare sulla maglia tante stelle quanti sono i campionati del mondo vinti.
La forma attuale è tornata a ricordare lo scudetto originario seppur rivisto alla luce dell'evoluzione del design, anche se non mancano i nostalgici per la vecchia maglia con un semplice scudetto tricolore e la scritta sovrastante ITALIA in maiuscolo.
La prima maglia indossata dalla nazionale italiana nell'esordio del 1910 era di colore bianco. Pare infatti che, nel momento di decidere la prima tenuta di gioco, si sia voluto far indossare alla squadra italiana la maglia bianca in onore della squadra più forte del momento, la Pro Vercelli. La tenuta bianca è stata in seguito sostituita da quella azzurra, poiché rappresentava il colore dello stendardo dei Savoia (sul quale poi campeggiava lo stemma sabaudo), e tutt'oggi la seconda maglia della nazionale è di colore bianco. L'Italia ha avuto anche una brevissima parentesi con una maglia completamente nera voluta da Benito Mussolini, nei primi 2 match dei Mondiali del 1938, contro Norvegia e Francia.
Le maglie delle nazionali, almeno fino agli anni settanta, erano anonime e spartane. A partire dalla metà dei Settanta fecero ingresso massiccio gli sponsor tecnici, che si accreditarono come fornitori unici di tutto l'equipaggiamento della nazionale (a eccezione delle scarpe, che ogni calciatore sceglieva e tuttora sceglie a seconda della propria comodità e dei propri contratti di sponsorizzazione).
Fino al 2000 gli accordi di fornitura tra la FIGC e i vari fornitori tecnici che si sono alternati negli anni vietavano a questi ultimi di marchiare con stemmi o elementi estranei la divisa ufficiale della Nazionale, caso raro al Mondo. Oggi tali marchi sono perfettamente visibili. I vari sponsor tecnici che negli ultimi trent'anni si sono avvicendati nella fornitura di equipaggiamenti alla Nazionale italiana sono stati l'Adidas (1974-1978), Le Coq Sportif (1979-1984), Diadora (1985-1994), Nike (1995-1999), Kappa (2000-2002) e attualmente Puma (2003-2014).
Da quando la FIGC ha raggruppato sotto il proprio coordinamento tutto il calcio giocato in Italia, anche la situazione-uniformi è stata normalizzata, per cui tutte le nazionali maschili e femminili di qualsiasi categoria e specialità vestono lo stesso marchio e usano lo stesso equipaggiamento dello sponsor tecnico del momento.
Per quanto riguarda invece la foggia delle maglie, essa non ha avuto grossi cambiamenti nel tempo, adeguandosi più o meno blandamente alla moda del momento, almeno a partire dagli anni ottanta: se infatti fino ad allora la tenuta era sostanzialmente rimasta alla maglia girocollo e pantaloncini bianchi (con alcune variazioni tipo i calzettoni neri degli anni sessanta, poi anch'essi azzurri), nel corso dei Mondiali del 1982 venne adottato un collo a V ornato da bordini tricolori, mentre nel 1994 comparvero minuscoli triangolini tricolori e stemmi stampati su tutta la maglia. Fatto curioso riguardò le divise Nike del periodo 1996-1998, caratterizzate da inspiegabili orlature inferiori di colore beige e una scritta "ITALIA" che creò molto disappunto, dato che andava a cadere proprio sulle natiche dei calciatori. Durante gli Europei del 2000, con il modello Kombat di Kappa, la Nazionale adottò un modello molto attillato e elasticizzato, che fece moda per un certo periodo. Nel 2004 i numeri della divisa passarono da bianchi a color oro. Nel 2006 vennero aggiunte delle vistose sfumature blu scuro sui bordi, mentre sulla maglia bianca vi era un triangolino azzurro che partiva dal collo. Nel 2007 sulla seconda maglia, quella bianca, sono ritornati i numeri in blu scuro. Nel 2008 sono ritornati i numeri in bianco sulla prima maglia. Per quanto riguarda i pantaloncini, storicamente di colore bianco, nella storia ci sono stati pochi cambiamenti; solo in tempi recenti ci sono state modifiche: come i pantaloncini marroni nel completo celebrativo usato nella Confederations Cup 2009. Negli ultimi anni, lo sponsor tecnico ha preferito spesso utilizzare pantaloncini di colore azzurro come la maglia (l'Italia ha disputato la finale del Mondiale 2006 con pantaloncini azzurri).
Il 2 settembre 2008, in presenza del presidente della Fifa Joseph Blatter, venne presentato il logo di campione del mondo in carica, introdotto dall'organismo mondiale, inserito al centro sulla maglia della Nazionale.
Nella Confederations Cup del 2009 la Puma ha messo a disposizione della Nazionale un completo celebrativo, che si rifaceva a quelli indossati durante i Mondiali di calcio del 1934 e del 1938. La maglia, era di colore celeste molto chiaro, denominato "Cendre Blue" con inserti tricolori sul lato destro del tronco ed aveva il logo della FIGC più grande e incorniciato sempre dello stesso colore.
Essendo una delle più titolate e prestigiose al mondo, la Nazionale italiana ha partecipato a pagine di storia calcistica mondiale che hanno inevitabilmente fatto nascere rivalità sportive piuttosto sentite.
All'inizio c'erano accese rivalità con le nazionali di calcio di Ungheria, Uruguay e Cecoslovacchia.
Quella contro i cugini transalpini è forse una delle più sentite fra le rivalità della nazionale italiana. La prima partita ufficiale disputata dagli azzurri, nel 1910, fu giocata proprio contro i francesi e nel corso del periodo precedente alla seconda guerra mondiale le due formazioni si sono affrontate più volte, ma spesso e volentieri a prevalere erano gli italiani. L'andamento però cambiò dai primi anni '80, quando la Francia ritornò alla vittoria nel febbraio del 1982, in una gara amichevole. Fino ad allora infatti l'ultimo confronto vincente con gli italiani risaliva addirittura alle Olimpiadi del 1920, pertanto vi fu un'attesa di ben 62 anni. Quattro anni dopo quella storica vittoria i francesi riuscirono a ripetersi in una occasione ben più importante, ovvero gli ottavi di finale del Mondiale del 1986, estromettendo così i campioni del Mondo in carica.
Dal 1986 (se si esclude una gara amichevole nel febbraio del 1994 a Napoli, conclusa con una vittoria francese per 1-0) le squadre non si affrontarono fino a fine anni novanta. La rivalità si fece accesa in questo periodo, dopo il Torneo di Francia, competizione amichevole in vista del campionato del mondo 1998, le due nazionali si affrontarono nella terza e ultima partita del torneo pareggiando 2-2, condannandosi vicendevolmente agli ultimi due posti. Nel giro di breve tempo le due formazioni si affrontarono in due competizioni ufficiali: prima ai quarti di finale dei Mondiali '98 (disputatisi proprio in Francia) in cui i bleus, dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco, vinsero ai rigori e due anni dopo, ad Euro 2000, dove le due squadre si ritrovarono in finale a Rotterdam, dove la Francia vinse pareggiando al termine dei tempi regolamentari e segnando ai supplementari il decisivo golden gol.
Per un breve periodo le Nazionali maggiori non si affrontarono più, per poi tornare a sfidarsi nella finale del campionato del mondo 2006, vinta questa volta ai rigori dagli azzurri e anch'essa ricca di episodi incandescenti, i cui protagonisti furono per lo più il difensore Materazzi e Zidane. Prima il campione francese segnò su calcio di rigore, provocato da un fallo in area proprio di Materazzi con un tiro a cucchiaio. Qualche minuto dopo il difensore dell'Inter riuscì a pareggiare con un colpo di testa e i tempi regolamentari finirono 1-1. Poi nei supplementari un triste evento mise fino anticipatamente alla carriera di Zidane: la stella francese infatti diede una testata violenta a Marco Materazzi, reo di averlo eccessivamente provocato, e venne espulso.
Curiosamente, dopo breve tempo dalla discussa finale, l'Italia ha ritrovato la Francia sia nelle qualificazioni (ma il sorteggio avvenne a gennaio) che, a qualificazione ottenuta, nel girone del campionato d'Europa 2008. Anche le due partite di qualificazione per l'Europeo sono state giocate in un clima di accesa rivalità. Quella di Parigi terminò 3-1 per i francesi, ma soprattutto quella di ritorno a Milano, finita 0-0, è stata preceduta da dichiarazioni infuocate del CT francese Raymond Domenech rese a Le Parisien, che sostenne di essere preoccupato di un arbitraggio a favore degli azzurri. L'UEFA, costretta ad intervenire, squalificò Domenech e decise di multarlo. Nonostante i tentativi di distensione dei giocatori italiani e francesi, soprattutto del capitano azzurro Fabio Cannavaro, la sera della partita a San Siro il pubblico ha vergognosamente fischiato l'inno nazionale francese suonato prima della partita. All'episodio hanno fatto seguito ulteriori aspre polemiche sia in Francia che in Italia, con lettere ufficiali di scuse. L'ultima sfida tra le due Nazionali si è disputata per l'ultima giornata del primo turno di Euro 2008, il 17 giugno. L'Italia, dopo 30 anni, ha vinto sul campo per 2-0 con reti di Andrea Pirlo e Daniele De Rossi, estromettendo gli stessi Bleus dalla competizione.
Altra forte rivalità è quella con i tedeschi: Germania Ovest un tempo, Germania unita ora e Italia hanno dato vita a match memorabili della storia del calcio. Per quasi quarant'anni le due squadre non si sono mai affrontate in occasioni veramente degne di nota e si deve attendere il primo turno del campionato mondiale del 1962 per avere la prima partita con una posta significativa in palio; in quell'occasione la sfida non fu emozionante e terminò con un tacito accordo di pareggio a reti inviolate che andava bene ad entrambe poiché le altre avversarie del girone non sembravano inarrestabili, poi la Germania fece il suo dovere, mentre l'Italia perse contro il Cile nella famosa Battaglia di Santiago subendo l'eliminazione.
Le due squadre si ritrovarono di fronte in una occasione ben più importante otto anni dopo, per la semifinale del mondiale 1970, dando vita alla partita del secolo, che vide l'Italia qualificarsi per la finale, dopo un emozionante 4-3 in suo favore dopo i tempi supplementari. Ai Mondiali del 1978 le due squadre si affrontano nel girone di semifinale, l'Italia domina ma i tedeschi riescono a non prendere goal e la partita termina con uno 0-0 che si traduce in una eliminazione con figuraccia, sul piano del gioco, per la Germania (campione in carica).
Azzurri nuovamente in festa nel 1982 in Spagna, stavolta in finale, imponendosi nettamente sui tedeschi per 3-1 a Madrid davanti alle autorità di entrambe le nazioni. Nel 1988 la prima sfida europea: è la prima fase del torneo, ma le squadre danno vita ugualmente ad una sfida avvincente, che finisce 1-1 ed accontenta entrambe le tifoserie; alla fine la Germania vincerà il girone per differenza reti, e l'Italia sarà seconda, ma entrambe saranno eliminate in semifinale, rispettivamente da Olanda e URSS. Nel 1990 per i mondiali in Italia gli azzurri si fermano in semifinale con l'Argentina, poi battuta in finale proprio dai tedeschi.
Nell'Europeo del 1996, in Inghilterra, Italia e Germania sono inserite nello stesso girone. La Germania non perde colpi e sconfigge nettamente Repubblica Ceca e Russia mentre l'Italia batte i russi ma perde con i cechi, ed arriva allo scontro diretto con la necessità di dover vincere, mentre i tedeschi sono già qualificati; la partita finisce 0-0 (con Zola che fallisce un rigore nei primi minuti), e l'Italia deve fare i bagagli, per la gioia della Germania che poi andrà a vincere il titolo.
Successivamente le due nazionali si affrontarono anche nelle semifinali del mondiale del 2006, organizzato proprio dai tedeschi, dove la partita terminò sul 2-0 per gli azzurri, capaci di segnare due reti nei supplementari e poi di vincere il mondiale.
A differenza delle europee con cui esiste la rivalità più accesa (Francia e Germania), il Brasile è una squadra sudamericana, il che limita le sfide tra le due selezioni nazionali quasi alle sole occasioni ufficiali. Non sono, però, poche le amichevoli giocate tra le due squadre, a causa dell'appartenenza a due confederazioni diverse ed alle difficoltà organizzative. Il primo contatto importante tra le due squadre fu nella semifinale del campionato del mondo 1938, in cui i brasiliani erano talmente sicuri della vittoria da aver prenotato già il biglietto aereo per la finale e preferito non schierare l'asso Leônidas. L'Italia giocò alla pari con il Brasile dando vita ad una partita equilibrata, che si concluse con la meritata vittoria azzurra e con una eliminazione bruciante per i verdeoro.
In campo mondiale l'incontro successivo si ebbe nel campionato del mondo 1970, fino a quella data si ebbero solo alcune amichevoli dai risultati altalenanti (tra cui un 3-0 per l'Italia). In Messico gli azzurri arrivarono alla finalissima del torneo dopo la rocambolesca semifinale con la Germania Ovest, ma furono pesantemente sconfitti 4-1 dal Brasile di Pelè che fece sua la coppa Rimet. Nel 1973 le due squadre si sfidarono in un' amichevole di lusso in preparazione al mondiale. L'Italia sconfisse i verdeoro, candidandosi come grande favorita per il torneo dell'anno successivo. Tuttavia le due squadre non si incontrarono nel torneo, perché l'Italia venne eliminata al primo turno dalla Polonia, mentre il Brasile arrivò al quarto posto dopo aver perso la finalina contro i polacchi. Nel 1976 le due squadre si affrontarono nel Torneo del bicentenario, il risultato fu nuovamente 4-1 per i verdeoro. Altra vittoria brasiliana (2-1) si registra nella finale per il terzo posto del campionato del mondo 1978. Nel campionato del mondo 1982 le due squadre si affrontarono al secondo turno. Anche in questo contesto i brasiliani erano netti favoriti, e gli stessi giocatori erano convinti di vincere facilmente; il risultato fu la Tragedia del Sarriá che vide gli azzurri vincere 3-2 (con in più un gol regolare annullato a Giancarlo Antognoni per un fuorigioco inesistente) ed estromettere i brasiliani a cui bastava il pareggio. Questa è, attualmente, l'ultima vittoria italiana contro i brasiliani. Nel 1989 ci fu un'altra amichevole importante, in vista del mondiale dell'anno successivo: il Brasile vinse 1-0, ma nel torneo le due squadre non si incontrarono, e furono eliminate entrambe dall'Argentina, rispettivamente negli ottavi di finale e nella semifinale. Nel 1994 la partita più sofferta per entrambe le squadre: nel campionato del mondo 1994 Italia e Brasile si affrontarono in finale nello stadio Rose Bowl di Pasadena; dopo 120 minuti di partita poco emozionante il titolo venne assegnato ai calci di rigore, con i verdeoro in festa. Tre anni dopo si giocò il Torneo di Francia in preparazione al mondiale dell'anno successivo, qui Italia e Brasile diedero vita ad una partita spettacolare, che finì 3-3, con una rimonta nel finale del Brasile che si ritrovava a perdere 2-0 e poi 3-1.
A distanza di 11 anni le due squadre si sono affrontate il 10 febbraio 2009 in amichevole all'Emirates Stadium di Londra, dove i brasiliani si sono imposti per 2-0. L'ultima partita ufficiale è stata disputata il 21 giugno 2009 in occasione della Confederations Cup 2009, nella terza partita del girone, dove il Brasile ha vinto con il punteggio di 3-0.
Più che di rivalità vera e propria, si tratta di un "derby" e di una "classica" del calcio mondiale; "derby" in quanto moltissimi cittadini argentini hanno origini italiane e "classica" in quanto per ben cinque edizioni consecutive dei Mondiali (dal 1974 al 1990) le due nazionali si sono affrontate, alternando qualificazioni ad eliminazioni (da notare però che l'Argentina non riuscì mai a sconfiggere l'Italia, ma le volte che superò il turno lo fece tramite pareggi). L'unico momento di tensione si ebbe durante i mondiali del 1990, quando i giocatori argentini, dopo aver eliminato gli Azzurri padroni di casa in semifinale ai rigori, furono fischiati durante l'esecuzione del loro inno nella finalissima di Roma, dove il pubblico italiano appoggiò l'altra finalista, la Germania Ovest. La rivalità non è sentita in alcune parti d'Italia soprattutto al sud ed in particolare a Napoli dove ha giocato Maradona. Infatti nella semifinale, dove appunto l'Italia uscì sconfitta ai rigori, larga parte del pubblico napoletano presente allo stadio San Paolo di Napoli sosteneva apertamente la Nazionale argentina. Nel 1978, gli azzurri batterono i padroni di casa all'ultimo turno della prima fase. Fino al 2010, con la vittoria della Spagna battuta dalla Svizzera nella prima partita della fase a gironi, rimase l'ultima volta di una squadra poi campione del mondo dopo avere subito una sconfitta.
Sono molto sentite anche le partite contro Spagna e Inghilterra, con le quali c'è forte competizione a livello di club. I loro campionati nazionali contendevano alla Serie A italiana il titolo di "campionato più bello del mondo" e di meta calcistica più ambita dai fuoriclasse di tutto il mondo, prima delle crisi e degli scandali che hanno colpito il calcio italiano negli ultimi anni.
Una minore rivalità, piuttosto affievolita, vi è con la Svizzera, che era sentita principalmente dagli emigranti italiani in terra elvetica ed era dovuta anche alla vicinanza fra i due paesi. Ben altre rivalità, molto forti, vi sono con due nazioni di recente formazione quali Slovenia e Croazia; dovute più che altro a questioni irredentistiche di confine e per lo più circoscritte ad ambienti nazionalistici dei paesi in questione. Sebbene queste rivalità non siano generalmente sentite come quelle verso Francia o Germania, considerate dei derby, gli incontri con Slovenia e Croazia hanno finora rappresentato gli unici casi in cui i tifosi azzurri, solitamente tranquilli, siano stati coinvolti in scontri di curva. Uno dei casi più emblematici fu rappresentato dall'amichevole del 28 agosto 2002 Italia-Slovenia (0-1), che doveva rappresentare anche una sorta di festa di commiato per Bruno Pizzul quale telecronista della nazionale. La gara, giocata a Trieste (dov'è molto sentita la rivalità coi vicini sloveni), venne principalmente ricordata per i numerosi scontri fra le 2 tifoserie, qualche tentata invasione di campo ed alcuni accenni di rissa anche fra i calciatori.
Le altre rivalità non sono storiche, ma più che altro segnate da episodi limitati o sporadici. Impossibile non citare il Cile e la famosa Battaglia di Santiago, rivalità sorta e finita in quell'anno dopo un'inopportuna campagna mediatica della stampa italiana nei confronti della città capitale cilena che suscitò notevoli polemiche nello stato sudamericano, accrescendo in maniera esponenziale la tensione prima della partita, terminata poi in maniera decisamente poco felice. Le partite successive coi cileni sono tornate ad essere partite normali senza problemi.
Altra forte antipatia è nata verso la Corea del Sud in occasione del campionato del mondo 2002: in quell'anno la nazionale asiatica, paese che ospitava la manifestazione assieme al Giappone, sconfisse gli azzurri per 2-1 al Golden gol dopo essere stata sotto per 0-1 fino a due minuti dal termine dei tempi regolamentari. Ad aumentare la tensione c'era già stata una provocatoria enorme scritta nello stadio d'allenamento degli Azzurri che diceva "Another 1966" (dall'inglese, "Un altro 1966") e si riferiva all'eliminazione patita dall'Italia nel campionato del mondo 1966 contro la Corea del Nord. La scritta ha suscitato numerose polemiche per la poca ospitalità dei padroni di casa e anche qualche considerazione sarcastica, visto che l'eliminazione storica non era stata inferta dai sudcoreani ma dai vicini nordcoreani con i quali lo stato sudcoreano è addirittura ancora formalmente in guerra. La scritta è stata rimossa il pomeriggio seguente, ma i tifosi coreani l'hanno riformata con cartoncini nel pre-partita, alimentando la tensione con un altro discutibile striscione con scritto "Benvenuti nella tomba degli azzurri".
Notevoli contrasti sono sorti anche ad Euro 2004 con due nazionali scandinave, rispettivamente Svezia e Danimarca, inserite nel girone con Italia e Bulgaria. All'ultima giornata alle due compagini del nord Europa bastava pareggiare per 2-2 per ottenere comunque la qualificazione ai quarti di finale, vanificando in tal modo l'eventuale vittoria dell'Italia contro la Bulgaria. Nonostante molta stampa giornalistica italiana si fosse appellata alla grande cultura sportiva delle due nazioni e avesse sperato in una gara corretta, molti giornali svedesi misero provocatoriamente in prima pagina la scritta "2-2", come ad auspicare quell'esito per la partita. I tifosi delle due nazionali, il giorno del match, si presentarono allo stadio con striscioni e cartelli inneggianti al risultato di 2-2, accompagnato dalla scritta "Nordic victory". La partita terminò proprio 2-2, dopo che la Danimarca era stata in vantaggio per quasi tutto il match, grazie ad un'uscita goffa del portiere Thomas Sørensen all'88º minuto. Alla fine dell'incontro si sollevò una nube di contestazioni dall'Italia, ma le polemiche furono oscurate dal forte malcontento che l'opinione pubblica nutriva nei confronti della squadra azzurra, non protagonista di prestazioni brillanti.
Tabella aggiornata al 7 settembre 2010. L'asterisco indica giocatori ancora in attività.
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Record presenze
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Record reti
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Record presenze da Capitano
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Questo elenco comprende i calciatori che per un determinato periodo hanno vestito stabilmente la fascia di capitano.
| Per approfondire, vedi la voce Elenco degli allenatori della Nazionale di calcio italiana. |
La nazionale italiana è stata guidata da 27 commissioni tecniche (inizialmente formate solitamente da arbitri, poi anche da allenatori) e da 16 commissari tecnici (tra cui Pozzo, che è stato il primo e che è tornato in panchina altre due volte).
Il seguente elenco somma le presenze da singolo CT (in uno o più periodi) o all'interno di una o più commissioni.
Esempio: Il leader della classifica Enzo Bearzot ha guidato la nazionale italiana come commissario unico per 88 volte, più 16 in collaborazione con Fulvio Bernardini, perciò il suo totale è 104.
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Record presenze da CT
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Questi sono i saldi dell'Italia nei confronti delle Nazionali con cui sono stati disputati almeno 10 incontri.
Nota: Partite finite ai rigori
Come previsto dai regolamenti FIFA, le partite terminate ai rigori dopo i tempi supplementari contro Cecoslovacchia (21 giugno 1980, persi), Argentina (3 luglio 1990, persi), Unione sovietica (16 giugno 1991, vinti), Brasile (17 luglio 1994, persi), Francia (3 luglio 1998, persi), Olanda (29 giugno 2000, vinti), Francia (9 luglio 2006, vinti), Spagna (22 giugno 2008, persi) sono considerate partite pareggiate.
Nota bene: per Germania si contano anche le partite contro la Germania Ovest ma si escludono le gare giocate contro la Germania Est. Per Nazionale di calcio della Cecoslovacchia s'intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1993, in cui militavano sia i cechi che gli slovacchi, e per Nazionale di calcio della Jugoslavia s'intende la Nazionale che giocò dal 1920 al 1992, in cui militavano serbi, sloveni, croati, bosniaci, macedoni e montenegrini.
| Nazionale | Giocate | Vinte | Pareggiate | Perse | Ultima vittoria | Ultimo pari | Ultima sconfitta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 14 | 5 | 2 | 7 | 5 luglio 1982 | 8 giugno 1997 | 21 giugno 2009 | |
| 11 | 2 | 5 | 4 | 20 febbraio 1988 | 12 ottobre 1991 | 22 giugno 1988 |
Nota bene: per Nazionale di calcio dell'Unione Sovietica s'intende la Nazionale che ha giocato a livello internazionale dal 1924 al 1991. Sono escluse le partite giocate contro la Russia.
| Anno | Luogo | Piazzamento | V | P | S | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1930 | Assente | - | - | - | - | - | - | |
| 1934 | Campione | 4 | 1 | 0 | 12 | 3 | +9 | |
| 1938 | Campione | 4 | 0 | 0 | 11 | 5 | +6 | |
| 1950 | Primo turno | 1 | 0 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
| 1954 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 5 | 8 | -3 | |
| 1958 | Non qualificata | - | - | - | - | - | - | |
| 1962 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 3 | 2 | +1 | |
| 1966 | Primo turno | 1 | 0 | 2 | 2 | 2 | 0 | |
| 1970 | Secondo posto | 3 | 2 | 1 | 10 | 8 | +2 | |
| 1974 | Primo turno | 1 | 1 | 1 | 5 | 4 | +1 | |
| 1978 | Quarto posto | 4 | 1 | 2 | 9 | 6 | +3 | |
| 1982 | Campione | 4 | 3 | 0 | 12 | 6 | +6 | |
| 1986 | Ottavi di finale | 1 | 2 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 1990 | Terzo posto | 6 | 1 | 0 | 10 | 2 | +8 | |
| 1994 | Secondo posto | 4 | 2 | 1 | 8 | 5 | +3 | |
| 1998 | Quarti di finale | 3 | 2 | 0 | 8 | 3 | +5 | |
| 2002 | Ottavi di finale | 1 | 1 | 2 | 5 | 5 | 0 | |
| 2006 | Campione | 5 | 2 | 0 | 12 | 2 | +10 | |
| 2010 | Primo turno | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | -1 |
Attenzione: Quando una squadra non segna dopo i tempi supplementari, la partita viene indicata come un pareggio.
Lista dei 23 giocatori convocati per le partite di qualificazione a Euro 2012 contro l'Estonia del 3 settembre 2010 e contro le Isole Fær Øer del 7 settembre 2010.
Presenze e reti aggiornate al 7 settembre 2010.
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Coppa Internazionale
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| Campionato del mondo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1930 | Non presente |
| 1934 | Campione |
| 1938 | Campione |
| 1950 | Primo turno |
| 1954 | Primo turno |
| 1958 | Non qualificata |
| 1962 | Primo turno |
| 1966 | Primo turno |
| 1970 | Secondo posto |
| 1974 | Primo turno |
| 1978 | Quarto posto |
| 1982 | Campione |
| 1986 | Ottavi di finale |
| 1990 | Terzo posto |
| 1994 | Secondo posto |
| 1998 | Quarti di finale |
| 2002 | Ottavi di finale |
| 2006 | Campione |
| 2010 | Primo turno |
| Campionato europeo | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1960 | Non presente |
| 1964 | Non qualificata |
| 1968 | Campione |
| 1972 | Non qualificata |
| 1976 | Non qualificata |
| 1980 | Quarto posto |
| 1984 | Non qualificata |
| 1988 | Terzo posto |
| 1992 | Non qualificata |
| 1996 | Primo turno |
| 2000 | Secondo posto |
| 2004 | Primo turno |
| 2008 | Quarti di finale |
| Giochi olimpici | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1912 | Turno preliminare |
| 1920 | Quarti di finale |
| 1924 | Quarti di finale |
| 1928 | Bronzo |
| 1936 | Oro |
| 1948 | Quarti di finale |
| 1952 | Ottavi di finale |
| 1956 | Non presente |
| 1960 | Quarto posto (come Nazionale Giovanile) |
| 1964 | Non presente |
| 1968 | Non presente |
| 1972 | Non qualificata |
| 1976 | Non presente |
| 1980 | Non qualificata |
| 1984 | Quarto posto (come Nazionale B) |
| 1988 | Quarto posto (come Nazionale B) |
| 1992 | Quarti di finale |
| 1996 | Primo turno |
| 2000 | Quarti di finale |
| 2004 | Bronzo |
| 2008 | Quarti di finale |
| Confederations Cup | |
|---|---|
| Edizione | Risultato |
| 1992 | Non invitata |
| 1995 | Non invitata |
| 1997 | Non qualificata |
| 1999 | Non qualificata |
| 2001 | Non qualificata |
| 2003 | Non qualificata |
| 2005 | Non qualificata |
| 2009 | Primo turno |
Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni
| Per approfondire, vedi la voce Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 1910 al 1970. |
| Per approfondire, vedi la voce Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 1971 al 2000. |
| Per approfondire, vedi la voce Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 2001 ad oggi. |
Questa è la statistica di tutte le partite ufficiali giocate dalla nazionale di calcio dell'Italia fino al 3 settembre 2010:
| Competizione | Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Gol fatti | Gol subiti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Amichevoli | 352 | 177 | 99 | 76 | 601 | 392 |
| Coppe Internazionali | 46 | 21 | 11 | 14 | 84 | 70 |
| Confederations Cup | 3 | 1 | 0 | 2 | 3 | 5 |
| Giochi olimpici | 23 | 14 | 1 | 8 | 71 | 38 |
| Qualificazioni Europei | 89 | 50 | 25 | 14 | 153 | 64 |
| Europei | 27 | 11 | 12 | 4 | 27 | 18 |
| Qualificazioni Mondiali | 87 | 61 | 19 | 7 | 181 | 51 |
| Mondiali | 80 | 44 | 21 | 15 | 126 | 74 |
| Totali | 707 | 379 | 188 | 140 | 1246 | 712 |
Nota bene: Le statistiche dei Giochi olimpici sono aggiornate fino al 1980, perché dal 1984 le nazionali olimpiche sono quelle under 23 e under 21.
| Competizione | Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Gol fatti | Gol subiti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Giochi olimpici Under 23 e 21 | 21 | 10 | 3 | 8 | 27 | 24 |
Lo staff della nazionale si compone del commissario tecnico, che allena, convoca e schiera in campo gli atleti ed è assistito da due vice-allenatori. Ad aiutare gli allenatori, ci sono il preparatore atletico, il preparatore dei portieri, il capo delegazione, il segretario, i medici, i massofisioterapisti e gli osservatori, che assistono ai match degli avversari.
Dal sito della FIGC: