In alcuni sport di squadra, il difensore è il giocatore che viene chiamato a difendere la propria squadra dall'azione degli attaccanti della squadra avversaria.
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Nel baseball i difensori hanno lo scopo di impedire agli avversari di fare punto, per poterlo fare devono eseguire tre out in ogni inning. In difesa la disposizione dei giocatori è tale da coprire più terreno di gioco possibile, vengono chiamati solitamente "interni" o Infielders i quattro giocatori limitrofi alle basi (tranne il lanciatore e il ricevitore) ed "esterni" o Outfielders i tre giocatori più lontani da casa base.
| Per approfondire, vedi la voce Ruoli del baseball. |
Nel calcio i difensori sono schierati di fronte al portiere e costituiscono l'ultima difesa della propria porta prima del portiere stesso. Nel calcio moderno sono generalmente schierati in modo da formare una linea ideale, parallela alla linea di fondo campo e operano per la quasi totalità della partita tra la propria area di rigore e la linea di metà campo. Si spingono oltre di essa solo nel caso si tratti di terzini fluidificanti o eventualmente in occasione dei calci d'angolo, per sfruttare le loro doti di colpitori di testa. Il compito primario del difensore è infatti evitare che gli attaccanti avversari arrivino in prossimità della propria rete. In base alla sua posizione, un giocatore in difesa può essere definito:
Il terzino è un giocatore di calcio che ricopre il ruolo di difensore laterale, di destra o di sinistra. L'origine della denominazione sta nel fatto che un tempo erano denominati terzini i due giocatori che usualmente erano destinati alla terza linea, appunto quella di difesa. Oggi si definiscono terzini soltanto i due difensori laterali.
Ha il compito di contrastare e pressare il portatore di palla avversario che si trova appunto nella sua zona di campo; inoltre viene spesso chiamato in causa per sovrapporsi ed effettuare un'eventuale azione offensiva lungo la fascia di campo laterale.
Il ruolo del terzino è importante quando la difesa effettua la diagonale: il terzino opposto e i centrali stringono verso il lato in cui si subisce l'attacco mentre il terzino stringe al centro dell'area per coprire l'attaccante o il centrocampista avversario che si inseriscono per andare al tiro.
Nel corso degli anni il terzino, che originariamente aveva compiti prettamente difensivi, ha iniziato a dare spinta alla manovra offensiva: è nato così il ruolo di terzino d'ala o terzino fluidificante, che è dotato tecnicamente, ha l'abilità di saltare l'uomo e di proporsi con tiri o cross dalle fasce.
Con il termine inglese stopper si indica il particolare difensore arretrato preposto a marcare e fermare il centravanti avversario. Dopo la modifica della regola del fuorigioco nel 1925, che modificava il numero di giocatori che deve avere davanti il giocatore avversario che riceve un passaggio (da 3 a 2), il sistema di Herbert Chapman ve ne fu aggiunto un terzo, che fu chiamato terzino centrale. La denominazione non ebbe comunque successo ma si affermò piuttosto il termine inglese di "stopper", il centromediano del metodo veniva arretrato e destinato a fermare l'attaccante avversario e a seguirne i movimenti.
Dagli anni cinquanta fu introdotto il ruolo del terzino libero, nome che fu presto soppiantato da battitore libero o più semplicemente libero, in quanto, libero da marcature fisse, interveniva in seconda battuta sugli avversari che si erano liberati dal controllo dei diretti marcatori. Un compito del libero è indiscutibilmente quello di comandare il reparto arretrato, affinché venga mantenuto il rispetto dei ruoli e delle marcature, ai fini di una corretta ed efficace marcatura in fase di non possesso palla. In genere la linea di riferimento per questo giocatore, è di circa due metri dietro la linea composta dagli altri difensori. Nel calcio moderno questo ruolo è diventato ormai obsoleto, poiché si preferisce affidare il compito di guidare la difesa al centrale o anche al portiere. Inoltre il libero è esente da marcature, e questo è ritenuto inutile al fine della difesa, che è appunto quello di non lasciar penetrare gli attaccanti in area di rigore, ostacolandoli, appunto, con la marcatura ad uomo. E' singolare la storia dell'invenzione del libero. Fu Gipo Viani, nel 1948, ad idearlo, quando dovette guidare la Salernitana alla sua prima apparizione in A. Viani era cosciente del fatto che solo con una difesa impenetrabile avrebbe potuto tener testa a Torino, Milan, Juventus. L'idea gli arrivò dai pescatori salernitani, che cucivano gli strappi nelle reti con altri pezzi di rete più piccoli, che trattenessero almeno i pesci piccoli sfuggiti alle maglie più larghe. Quindi il libero ebbe il ruolo di bloccare i calciatori-pesci sfuggiti ai difensori tradizionali. La cosa non gli valse la salvezza ma un ottimo campionato, perso per un punto solo. Questa tecnica di "incatenare" gli attacchi avversari fu definita in seguito catenaccio.
Nel calcio moderno, che prevede generalmente le difese schierate in linea, i ruoli di stopper e libero sono stati riunificati dalla definizione di difensore centrale. Rappresenta il punto di riferimento e il perno di tutta la difesa. Spesso è dotato di grande statura, utile nel contrastare gli avversari sulle palle aeree.