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| Dati biografici | ||
| Nome | Comunardo Niccolai | |
| Nato | 15 dicembre 1946 Uzzano |
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| Paese | ||
| Altezza | 174 cm | |
| Peso | 72 kg | |
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Calcio | |
| Ruolo | Difensore | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1963-1964 | 22 (0) | |
| 1964-1976 | 225 (4) | |
| 1976-1977 | 7 (0) | |
| Nazionale | ||
| 1970 | 3 (0) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1993-1994 | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Messico 1970 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 29 aprile 2008 | ||
Comunardo Niccolai (Uzzano, 15 dicembre 1946) è un ex calciatore italiano. Ricordato per la involontaria propensione agli autogol, è oggi osservatore per la Nazionale azzurra
Indice |
Giocava come stopper. Inizia a tirare i primi calci nelle giovanili dell'A.S. Montecatini dove nel 1962 riesce a conquistare il prestigioso titolo giovanile regionale (Toscana) denominato Coppa Menti guidato in panchina da uno degli allenatori più famosi della provincia di Pistoia del dopoguerra, Silvano Innocenti detto "Pozzo". Niccolai insieme a Innocenti si trasferisce in Sardegna grazie ad un accordo tra alcune società isolane (Sorso e Torres) e il Montecatini Calcio. Dopo aver militato nella Torres Niccolai passò al Cagliari col quale fu campione d'Italia nella stagione 1969/70 Nell' immaginario collettivo il suo nome è legato agli autogoal che ha collezionato con i rossoblù sardi. Viene infatti ricordato come il più grande autogoleador di sempre in Italia nonostante Riccardo Ferri dell'Inter lo abbia superato come numero di autoreti.
Tuttavia l'episodio più celebre e singolare al riguardo non fu un'autorete ma un tentativo di autorete avvenuto il 13 febbraio 1972 verso la fine della partita Catanzaro-Cagliari (18a giornata del campionato di calcio 1971-1972). Al 90' il Cagliari stava vincendo a Catanzaro per 2-1 e la squadra locale stava tentando, in uno stadio che era ormai una bolgia, l'ultimo assalto per cercare il pareggio nell'area di rigore del Cagliari. Nell'azione un difensore del Cagliari riuscì a togliere il pallone ad un attaccante del Catanzaro che finì a terra in area di rigore, mentre il pallone arrivò a Niccolai che si trovava fuori area; proprio in quel momento si udì un fischio dagli spalti. Niccolai, nella confusione dello stadio, pensò che il fischio provenisse dall'arbitro Concetto Lo Bello e sanzionasse con il rigore l'azione appena avvenuta, quindi stizzito reagì indirizzando un forte tiro nello specchio della sua porta, tiro che sarebbe entrato in rete se il difensore del Cagliari Mario Martiradonna, che si trovava sulla linea di porta, non lo avesse deviato con le mani in tuffo. Il rigore, questa volta reale e inevitabile, permise al Catanzaro di pareggiare 2-2 al 90' la partita. Nella confusione sembrò così. Poi si seppe che non era stato Mario Martiradonna ma Mario Brugnera a ... parare con un perfetto tuffo, al posto del portiere Enrico Albertosi, appostato dall'altra parte, sulla linea bianca. Niccolai chiuse la carriera indossando la maglia del Prato nel 1977/78. In Serie A ha collezionato 225 presenze segnando 4 gol. Vanta anche 3 presenze in nazionale B Oltre a quelle della nazionale A.
Giocò anche in nazionale prendendo parte ai mondiali del 1970, tanto che il suo allenatore a Cagliari, Manlio Scopigno, disse di lui: "Mi sarei aspettato di tutto dalla vita, ma non di vedere Niccolai in mondovisione". Per lui 3 presenze e nessun goal, una di queste presenze fu la prima partita dei mondiali in Messico, in cui partì da titolare; per un infortunio di gioco venne sostituito dopo pochi minuti del II tempo da Roberto Rosato.
A proposito della celebre affermazione di Scopigno, il giornalista sportivo Giampaolo Murgia testimonia:
| « In realtà, Scopigno non pronunciò la famosa frase. Ero con lui davanti alla tv nella sede sociale di via Tola. Prima del fischio d'inizio si videro gli azzurri schierati uno dopo l'altro. Quando fu la volta di Niccolai, Scopigno, che era seduto, si alzò e per un attimo spense il televisore borbottando: "Ma si può ?!". Una battuta per nascondere commozione e...orgoglio. Niccolai era il cucciolo della compagnia, il suo pupillo. Manlio aveva studiato Storia, non Filosofia. Quanto alla fama di "re dell'autogol", ne siglò relativamente pochi: sarà ottavo o...decimo in una graduatoria nazionale. Si é creato un mito che il toscano alimenta ("Così mi ricordano tutti! Lo scudetto l'hanno vinto tanti..."). Un mito perché alcuni autogol li firmò in gare memorabili. Per esempio, nella sfida-scudetto di Torino con la Juventus. Quella di Catanzaro era la 300.ma di Lo Bello in serie A , con un parterre di grandi firme del giornalismo. » | |
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(Giampaolo Murgia)
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Nel biennio 1993-1994 è stato allenatore della Nazionale A femminile.