| Campionato mondiale di calcio 2002 Coppa del Mondo FIFA del 2002 |
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|---|---|
Il logo di Corea del Sud-Giappone 2002 |
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| Dettagli del torneo | |
| Organizzatori | |
| Periodo | dal 31 maggio al 30 giugno 2002 |
| Squadre | 32 (198 alle qualificazioni) |
| Stadi | 20 (in 20 città ospitanti) |
| Classifica finale | |
| Vincitore |
(quinto titolo) |
| Finalista |
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| Terzo posto |
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| Quarto posto | |
| Statistiche del torneo | |
| Incontri | 64 |
| Gol segnati | 161 (2,52 per incontro) |
| Spettatori | 2.705.134 (42.268 per incontro) |
| Capocannoniere | |
| Miglior giocatore | |
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Il campionato mondiale di calcio 2002 o Coppa del Mondo FIFA del 2002 (nome ufficiale: 2002 FIFA World Cup Korea/Japan, giapponese: 2002 FIFAワールドカップ, coreano: 2002년 FIFA월드컵 한국/일본, noto anche come Corea del Sud-Giappone 2002) è stata la diciassettesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili che si svolse in Corea del Sud e in Giappone dal 31 maggio al 30 giugno e fu vinto dal Brasile per la quinta volta.
Fu l'ultima edizione in cui il detentore è stato ammesso di diritto alle fasi finali.
All'evento sono state assegnate due colonne sonore che hanno fatto da sfondo a tutta l'edizione dei mondiali: Boom di Anastacia e un brano elettronico composto da Vangelis.
Come deciso dalla FIFA nel maggio 1996 a Zurigo, per la prima volta nella storia i campionati mondiali di calcio furono organizzati da due Paesi, il che significava anche che per la prima volta tre squadre (la Nazionale sudcoreana, la Nazionale giapponese come ospitanti e la Nazionale francese campione del mondo in carica) erano ammesse di diritto alla fase a gironi. Per la prima volta il campionato si svolgeva fuori dall'Europa o dall'America.
La Corea del Sud e il Giappone hanno fornito ciascuno 10 stadi, molti dei quali appositamente costruiti per il campionato.
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Daegu | Daegu World Cup Stadium | 68.014 | 2001 |
| Seoul | Seoul World Cup Stadium | 63.961 | 2001 |
| Busan | Busan Asiad Stadium | 55.982 | 2001 |
| Incheon | Incheon Munhak Stadium | 52.179 | 2002 |
| Ulsan | Munsu Football Stadium | 43.550 | 2001 |
| Suwon | Suwon World Cup Stadium | 43.188 | 2001 |
| Gwangju | Gwangju World Cup Stadium | 42.880 | 2001 |
| Jeonju | Jeonju World Cup Stadium | 42.391 | 2001 |
| Seogwipo | Jeju World Cup Stadium | 42.256 | 2001 |
| Daejon | Daejeon World Cup Stadium | 40.407 | 2001 |
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Yokohama | International Stadium | 70.000 | 1998 |
| Saitama | Saitama Stadium | 63.000 | 2001 |
| Fukuroi | Shizuoka Stadium Ecopa | 50.600 | 2001 |
| Ōsaka | Nagai Stadium | 50.000 | 1964 |
| Rifu | Miyagi Stadium | 49.000 | 2000 |
| Ōita | Stadium Big Eye | 43.000 | 2001 |
| Niigata | Stadium Big Swan | 42.300 | 2001 |
| Sapporo | Sapporo Dome | 42.000 | 2001 |
| Kashima | Kashima Stadium | 42.000 | 1993 |
| Kōbe | Kobe Wing Stadium | 42.000 | 2001 |
|
UEFA (15 squadre)
CONMEBOL (5 squadre) |
CAF (5 squadre) AFC (4 squadre) CONCACAF (3 squadre) |
NB:Corea del Sud e Giappone qualificate d'ufficio come Nazioni ospitante, Francia qualificata d'ufficio come Campione del mondo in carica.
| Per approfondire, vedi la voce Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2002. |
| Per approfondire, vedi la voce Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 2002. |
La partita d'apertura dà il via alle sorprese che caratterizzeranno tutto il mondiale nippocoreano. L'esordiente Senegal, squadra composta in gran parte da giocatori provenienti dal campionato francese, si impone sui campioni del mondo orfani di Zinédine Zidane, imprecisi sotto porta e sfortunati con due pali colpiti. La doppietta di Tomasson contro l'Uruguay costringe subito i francesi ad un drammatico dentro o fuori contro i Sud Americani, reso ancora più decisivo dal pareggio tra le due capoliste nella prima partita della seconda giornata. Transalpini ed uruguayani finiscono col farsi del male a vicenda, chiudendo la sfida con uno 0-0 che di fatto le costringe ad affidarsi ad una serie di improbabili concatenazioni di risultati nell'ultimo turno per sperare di superare la prima fase. Il miracolo non avviene e la Francia, pur ritrovando Zidane, recuperato prodigiosamente da un infortunio, viene battuta anche dalla Danimarca e chiude mestamente ultima senza gol segnati (prima volta nella storia per una nazionale campione del mondo). Nell'altra sfida il Senegal mostra la solita doppia faccia del calcio africano, va avanti di tre reti all'intervallo e riesce nell'impresa di riaprire match e qualificazione subendo la rimonta dell'Uruguay, che nell'assedio finale sfiora addirittura l'incredibile rete del 4-3 che avrebbe significato eliminazione per la sorpresa del torneo.
Alla Spagna tocca un altro girone abbordabile dopo quello delle qualificazioni ed anche stavolta non fa fatica a vincerlo. Slovenia, Sudafrica e Paraguay non impensieriscono mai gli iberici, che segnano tre gol a partita e vanno sotto soltanto contro i sudamericani. Gli sloveni pagano lo scotto dell'esordio e non riescono a bissare la dignitosa prestazione del campionato europeo di calcio 2000, terminando a zero punti un gruppo tutto sommato alla loro portata. Le altre due si giocano il secondo posto e la spunta la nazionale guidata da Cesare Maldini (tecnico più anziano della manifestazione), grazie alla vittoria in rimonta sulla dimessa Slovenia ed alla concomitante sconfitta degli africani (ai quali bastava un punto) contro la già qualificata Spagna.
Dopo uno stentato esordio con polemiche, per l'imbarazzante simulazione di Rivaldo che cade a terra toccandosi il volto dopo essere stato colpito da una pallonata sulle gambe, il Brasile non fa fatica ad abbattere Cina e Costa Rica. Alle spalle dei verdeoro strappa una faticosa qualificazione la Turchia, soltanto grazie alla differenza reti nei confronti dei centroamericani, strapazzati nell'ultimo turno da un Brasile mai in vena di sconti. Mestamente ultima la Cina di Bora Milutinović al quale non riesce il miracolo ottenuto nelle edizioni precedenti con Messico, Stati Uniti, Costa Rica e Nigeria.
Nel quarto raggruppamento, la testa di serie d'ufficio è la nazionale sudcoreana padrona di casa, che si ritrova in un girone equilibrato e al di sotto delle attese. Le avversarie sono Stati Uniti, Polonia e Portogallo, con le ultime due che tornano a calcare la scena mondiale dopo un'assenza pluridecennale (ultimo mondiale per entrambe le compagini quello del 1986). Già nella prima giornata, ci si accorge che non sarà un girone propizio per le europee: la Corea del Sud, sostenuta da un pubblico entusiasta, colpisce due volte una Polonia irriconoscibile, mentre il Portogallo dopo trentasei minuti è già sotto di tre gol contro gli States e non riuscirà ad andare oltre il 3-2. Nella seconda giornata, mentre la Corea del Sud si divide equamente la posta con gli Stati Uniti, è già tempo di dentro o fuori per Portogallo e Polonia. A spuntarla sono i lusitani per 4-0 e i polacchi rifanno anticipatamente le valigie per tornare in patria. Al terzo turno gli Stati Uniti basterebbe anche un pari, ma dopo cinque minuti i polacchi sono già in vantaggio 2-0. Intanto, sul campo di Incheon, comincia una vera e propria battaglia tra Corea del Sud e Portogallo, con scontri durissimi ed episodi di violenza in campo. A perder la testa, però, sono i lusitani che rimangono in 10 dopo mezz'ora (espulso João Pinto) e addirittura in 9 alla metà del secondo tempo (doppio giallo per Beto). A spuntarla è, quindi, la squadra di casa, che segna con Park Ji-Sung e gli Stati Uniti, pur duramente sconfitti per 3-1 dalla Polonia.
Arrivato in Asia come possibile outsider anche grazie alla vittoria della squadra olimpica ottenuta due anni prima in Australia, il Camerun sarà incapace di esprimere quel calcio offensivo e velocissimo che da sempre caratterizza i leoni africani. Ad accentuare ulteriormente la delusione per Eto'o e compagni ci si mettono le prestazioni non certo esaltanti di una Germania che, dopo il roboante 8-0 rifilato all'Arabia Saudita, pareggia con gli irlandesi 1-1 e batte i camerunensi 2-0. Il disastroso Europeo del 2000 aveva segnato la fine di un ciclo in Germania senza un ricambio generazionale di giocatori, come invece era sempre successo in passato. Il CT Völler, con una rosa mediocre in cui le uniche stelle erano Kahn e Ballack, imposta un gioco molto difensivo, nella speranza che qualcuno lì davanti facesse gol. Ne risulta un gioco brutto e lento, ma incredibilmente efficace. L'Irlanda, solida e compatta come nella classica tradizione d'oltremanica, si affida al talentino Robbie Keane e si piazza seconda col minimo sforzo e nessuna sconfitta incassata.
È definito "il gruppo della morte", con la favorita Argentina costretta a vedersela già al primo turno con l'altra big Inghilterra e le due pericolose outsider Svezia e Nigeria. Proprio gli scandinavi inchiodano subito sul pari la sfida con gli inglesi aperta da un gol di testa del colosso Campbell, lanciando così l'Argentina in testa al girone grazie all'1-0 sugli africani con gol del redivivo Batistuta. Nella seconda giornata la Nigeria cede anche alla Svezia e la concomitante vittoria inglese per 1-0 (gol di Beckham su rigore) permette agli svedesi di giocarsi il passaggio del turno avendo a disposizione due risultati su tre. A Rifu l'Argentina, ricca di primedonne e minata da profonde rivalità interne, è punita ad inizio ripresa da una punizione tutt'altro che irresistibile di Svensson. Solo nel finale arriverà il pari di Crespo, inspiegabilmente lasciato in panchina per far spazio ad un modulo con due trequartisti (gli evanescenti Aimar e Ortega) alle spalle di Batistuta. Tuttavia ciò non sarà sufficiente per evitare una clamorosa eliminazione ai sudamericani. L'Inghilterra ringrazia e, di nuovo senza convincere, pareggia senza reti con la Nigeria e si piazza seconda, alle spalle della sorprendente Svezia.
Il gruppo G non è sicuramente un girone di ferro, ma rischia di diventarlo per l'Italia, guidata da Giovanni Trapattoni. Gli avversari con i quali l'Italia si scontra nel raggruppamento sono l'Ecuador, esordiente in un mondiale il Messico e la Croazia, terza nel 1998. L'inizio è secondo copione: Christian Vieri segna due gol nella prima mezz'ora della gara d'esordio e tanto basta a chiudere la pratica con l'Ecuador. Nell' altra partita, a Niigata, il Messico supera di misura la Croazia con un rigore di Blanco. Il secondo incontro degli azzurri è contro una Croazia, lontana parente della squadra rivelazione del mondiale di Francia. Vieri segna all'inizio del secondo tempo, ma il fischietto inglese Graham Poll vede un fuorigioco che in realtà non c'è ed annulla la rete; il centravanti nerazzurro, però, si ripete dopo pochi minuti, e porta in vantaggio gli azzurri. Ma in tre minuti la Croazia segna prima con Ivica Olić e poi con un incredibile gol dell'ex-perugino Milan Rapaić. Totti colpisce un palo su tiro da fermo; nel finale Marco Materazzi realizza un gol dalla difesa, sorprendendo con un lancio, non agganciato da Filippo Inzaghi, l'incerto portiere avversario, ma anche questo gol viene annullato a causa di un inesistente fallo di Inzaghi. L'altro match del girone, Messico-Ecuador, si chiude sul punteggio di 2-1 in favore dei messicani che si impongono con le reti di Jared Borgetti e Gerardo Torrado. L'Italia arriva alla terza e decisiva giornata con la consapevolezza di dover battere il Messico, capolista del girone a punteggio pieno, per passare il turno . Al 34° l'attaccante messicano Jared Borgetti inventa uno dei gol più incredibili del mondiale, segnando di testa a Gianluigi Buffon, con la palla che cambia traiettoria prima di insaccarsi nell'angolino. All'inizio del secondo tempo l'Ecuador, già eliminato, si porta in vantaggio contro la Croazia e all'85° un gol di testa di Del Piero, subentrato da poco a Totti, regala la qualificazione all'Italia per gli ottavi di finale insieme al Messico, vincitore del gruppo. Da segnalare, nella gara col Messico, un terzo goal regolare annullato alla nazionale italiana.
A quattro anni dalla prima partecipazione al mondiale, il Giappone ottiene anche il primo passaggio del turno, vincendo il girone ed evitando anche l'insidia Brasile agli ottavi. Gli uomini guidati da Troussier mettono in vetrina le stelle europee Inamoto e Nakata ed approfittano delle amnesie russe oltre che della cronica mancanza di incisività in attacco della Tunisia; soltanto il Belgio strappa un punto agli asiatici ed ottiene la qualificazione vincendo lo spareggio contro i russi ai quali non basta il giovane talento Syčёv per evitare un'altra delusione mondiale.
Il primo ottavo di finale vede di fronte la Germania di Völler ed il Paraguay di Cesare Maldini. La partita è tra le più brutte di questa edizione del mondiale, con le due squadre che sembrano puntare neanche troppo implicitamente ai tempi supplementari. Una rete allo scadere di Neuville regala il passaggio del turno ad una squadra che convince sempre meno ma che continua a non perdere colpi. Nell'ottavo seguente, l'Inghilterra elimina agevolmente la Danimarca per 3-0. Il giorno dopo si affrontano le due sorprese Svezia e Senegal: l'avvio è scoppiettante, gli svedesi passano subito in vantaggio con il bomber Larsson ma si fanno raggiungere da Henri Camara. Si va ai supplementari ed Ibrahimović, appena entrato, sfiora il golden goal della qualificazione con una sontuosa azione personale. Alla fine, però, saranno gli africani a festeggiare, grazie alla doppietta di Camara, la seconda qualificazione di una squadra del continente nero ai quarti di finale dopo il Camerun nel 1990.
Non meno emozionante è la sfida serale Spagna-Irlanda, con gli iberici raggiunti al 90° da un rigore di Keane e costretti alla lotteria dei rigori dalla sorprendente truppa di McCarthy. Ai tiri dal dischetto gli spagnoli sbagliano due rigori contro i tre degli irlandesi, e il tiro decisivo di Mendieta manda la Spagna ai quarti di finale dopo otto anni.
Gli ottavi di finale mettono di fronte per la prima volta in una fase finale i due colossi CONCACAF, gli Stati Uniti cercano la loro prima qualificazione ai quarti di finale, il Messico del giovane capitano Rafael Marquez ha l'occasione di sfruttare un tabellone che continua a mietere vittime illustri. La spuntano i nordamericani, che mettono in luce il talento di Landon Donovan e tengono a centrocampo grazie all'esperienza di capitan Reyna.
In serata il Brasile si impone sul Belgio per 2-0 a Kōbe con reti di Ronaldo e Rivaldo.
Chiudono il tabellone le due sfide dei padroni di casa: Giappone-Turchia e Corea del Sud-Italia. Sulla carta è il Giappone ad avere il turno più facile ma, a sorpresa, viene sconfitto 1-0 con un gol su azione da calcio d'angolo del milanista Umit Davala in apertura di partita che i giapponesi non riusciranno a rimontare.
A Daejon l'Italia, trova la Corea del Sud. I giornali locali danno per sicuro il passaggio del turno dei padroni di casa e durante la partita i tifosi coreani esibiscono lo slogan "Again 1966!", a ricordo dell'1-0 rifilato dalla Corea del Nord agli Azzurri, nel mondiale inglese di quell'anno. Al 18°, arriva la rete di Christian Vieri e l'Italia avrebbe l'occasione di chiudere la partita, ma ciò non avviene. A due minuti dalla fine Seol Ki-Hyeon pareggia approfittando di un liscio di Panucci, e proprio allo scadere il bomber dell'Inter sbaglia un gol già quasi fatto calciando alto a porta vuota. Nei supplementari l'Italia tiene testa agli instancabili corridori asiatici e, dopo aver sprecato un'altra palla gol con Gattuso, al 117° il sudcoreano Ahn Jung-Hwan (all'epoca in forza al Perugia di Luciano Gaucci), che ad inizio gara si era fatto parare un calcio di rigore da Buffon, segna il golden goal del 2-1 che chiude la partita. Per l'Italia è una delle eliminazioni più inattese, mentre per la Corea del Sud è un'impresa storica: era dai tempi della citata impresa della Corea del Nord nel 1966 che una squadra asiatica non accedeva ai quarti di finale di Coppa del Mondo. L'arbitraggio da parte dell'arbitro Byron Moreno fu comunque oggetto di prolungate e fondatissime polemiche. In seguito lo stesso fu escluso dalla lista FIFA degli arbitri internazionali e il 10 giugno 2003 è stato definitivamente sospeso dall' attività arbitrale a causa di alcune polemiche sulla sua presunta corruzione.
Con Argentina, Francia ed Italia già a casa e la Germania grande solo di nome, la vera finale anticipata è quella che si gioca a Fukuroi tra Inghilterra e Brasile. Gli inglesi di Eriksson non raggiungono una semifinale mondiale da dodici anni e spaventano i vicecampioni in carica con il gol iniziale di Owen. Sul finire di tempo Rivaldo pareggia con un rasoterra precisissimo e subito ad inizio ripresa il portiere Seaman si fa sorprendere da una punizione calciata dalla trequarti da Ronaldinho. Il cross assume una traiettoria incredibile e scavalca l'esperto estremo difensore dell'Arsenal infilandosi sotto il sette alla sua destra. Pochi minuti dopo il giovanissimo fantasista del Paris Saint-Germain si fa espellere ma anche con un uomo in meno il risultato non cambierà.
Nell'altra sfida di giornata la Germania batte gli Stati Uniti 1-0 con gol di Ballack e accede alle semifinali; tuttavia gli americani reclamano un calcio di rigore negato all'inzio del secondo tempo per una parata in area di rigore del difensore Torsten Frings.
La Corea del Sud, dopo aver eliminato l'Italia, elimina anche la Spagna ai rigori per 5-3, grazie all'errore al quarto tiro dal dischetto di Joaquin parato da Lee Woon-Jae, dopo che la gara era finita a reti bianche. Durante l'incontro però, gli spagnoli recriminarono due gol regolari annullati, uno nei tempi regolamentari e uno nei tempi supplementari. Le polemiche iberiche si aggiunsero così a quelle italiane seguite all'incontro che aveva visto gli azzurri eliminati nel turno precedente. Il famoso quotidiano sportivo spagnolo AS il giorno dopo titolò in prima pagina ¡ROBO! ("Rapina!") e, più in basso, Italia tenía razón ("L'Italia aveva ragione"). Tuttavia anche in questo caso nessuna decisione ufficiale modificò la sentenza del campo.
Chiude il quartetto delle semifinaliste la Turchia, che si aggiudica il match tra outsider e spegne i sogni di gloria del Senegal. Ancora una volta l'Africa si ferma ai quarti di finale proprio come il Camerun battuto dall'Inghilterra dodici anni prima. A castigare i senegalesi sarà un gol dell'attaccante di riserva Ilhan Mansiz al 94°.
La composizione del tabellone mette di nuovo di fronte Brasile e Turchia; segna ancora Ronaldo, al sesto centro personale, con una puntata stilisticamente poco raffinata ma efficace per battere Rüştü Reçber. Ai turchi non basta neanche l'ingresso in campo dell' abile Mansiz. Tuttavia, certamente, arrivare a giocarsi l'accesso in finale per i turchi rappresenta già un traguardo storico, ben al di là di ogni più rosea aspettativa per la nazionale capitanata da Hakan Şükür.
Anche l'altra semifinale vede confermato il pronostico (la Germania è favorita però solo sotto l'aspetto della tradizione), con la Corea del Sud già soddisfatta dell'eccellente traguardo ottenuto. Ancora una volta è decisivo Ballack, che a quindici minuti dalla fine raccoglie una corta respinta di Lee Won-Jae su tiro dello stesso Ballack ed insacca. Per i tedeschi è la quarta finale nelle ultime sei edizioni del mondiale ma è senza dubbio la più inaspettata: la squadra non riesce ad esprimere un gioco soddisfacente, si affida al talento di Kahn e Ballack (che però sarà costretto a saltare la finale per squalifica) e deve fare i conti con la crisi del bomber Klose che, dopo i cinque gol nella fase a gruppi non ha più trovato la via della rete.
Per Corea del Sud e Turchia la finale di consolazione è l'occasione per festeggiare un mondiale incredibile, andato ben oltre le previsioni. A Daegu i turchi lasciano in panchina alcuni titolari come l'interista Okan e la stella del Galatasaray Hasan Sas mentre la Corea schiera la squadra titolare ma, dopo i miracoli contro Italia e Spagna, il tono fisico pare decisamente scemato. Dopo dieci secondi la difesa asiatica si fa sorprendere al centro da Hakan Şükür che porta immediatamente in vantaggio la Turchia col suo primo gol mondiale. Nonostante l'immediato pareggio di Lee Eul Yong i turchi trovano altri due gol prima della fine del tempo con lhan Mansiz rendendo la ripresa una semplice passerella per chi ha giocato meno con l'inutile rete di Song Chong-Gug nel recupero.
L' attesa finalissima di Yokohama mette di fronte le due squadre con il maggior numero di incontri disputati in una fase finale del mondiale; sono ben sette i titoli mondiali in bacheca (quattro per il Brasile e tre per la Germania). Paradossalmente però si tratta della prima partita tra Brasile e Germania in un campionato del mondo ed i pronostici sono tutti dalla parte dei brasiliani. Völler deve fare a meno di Ballack, sostituito dall'esperto Jeremies, centrale del Bayern Monaco votato al contenimento e privo della fantasia del numero 13 tedesco. È comunque la Germania ad iniziare meglio nel primo tempo, rischiando soltanto nel finale con la traversa su punizione di Kleberson ed un paio di occasioni per Ronaldo. Ma il Brasile, al 67°, approfitta di un errore di Kahn, che si lascia sfuggire un rasoterra lento di Rivaldo, con Ronaldo lesto a mettere in rete la palla lasciata incustodita nell'area piccola. A nulla servono gli ingressi di Bierhoff e del possente oriundo Gerald Asamoah perché il Brasile segna ancora al 79° con una combinazione in velocità al limite dell'area e tiro secco all'angolino di Ronaldo che chiude la partita. Il Brasile vince la quinta Coppa del Mondo della sua storia (record mondiale attuale) e Ronaldo vince la classifica cannonieri con 8 reti, riscattando il magro rendimento nella finale di quattro anni prima, persa dai brasiliani in favore dei francesi per 3-0.
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 4 | +1 | |
| 2 | 3 | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | -1 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 0 | 3 | -3 |
| Seoul 31 maggio 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Francia |
0 – 1 referto |
Seoul World Cup Stadium (62.561 spett.)
|
| Marcatori |
| Ulsan 1º giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Uruguay |
1 – 2 referto |
Munsu Football Stadium (30.157 spett.)
|
| Rodríguez |
Marcatori |
| Daegu 6 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Danimarca |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (43.500 spett.)
|
| Tomasson |
Marcatori |
| Busan 6 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Francia |
0 – 0 referto |
Busan Asiad Stadium (38.289 spett.)
|
| Incheon 11 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Danimarca |
2 – 0 referto |
Incheon Munhak Stadium (48.100 spett.)
|
| Rommedahl Tomasson |
Marcatori |
| Suwon 11 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Senegal |
3 – 3 referto |
Suwon World Cup Stadium (33.681 spett.)
|
| Fadiga Bouba Diop |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 9 | 4 | +5 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 6 | 6 | 0 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 5 | 0 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 2 | 7 | -5 |
| Busan 2 giugno 2002 ore 16:30 UTC+8 |
Paraguay |
2 – 2 referto |
Busan Asiad Stadium (25.186 spett.)
|
| Santa Cruz Arce |
Marcatori |
| Gwangju 2 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Gwangju World Cup Stadium (28.598 spett.)
|
| Raul Valerón Hierro |
Marcatori |
| Jeonju 7 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Jeonju World Cup Stadium (24.000 spett.)
|
| Morientes Hierro |
Marcatori |
| Daegu 8 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Sudafrica |
1 – 0 referto |
Daegu World Cup Stadium (47.226 spett.)
|
| Nomvethe |
Marcatori |
| Daejeon 12 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Sudafrica |
2 – 3 referto |
Daejeon World Cup Stadium (31.024 spett.)
|
| McCarthy Radebe |
Marcatori |
| Seogwipo 12 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Slovenia |
1 – 3 referto |
Jeju World Cup Stadium (30.176 spett.)
|
| Ačimovič |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 11 | 3 | +8 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 3 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 9 | -9 |
| Ulsan 3 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Brasile |
2 – 1 referto |
Munsu Football Stadium (33.842 spett.)
|
| Ronaldo Rivaldo |
Marcatori |
| Gwangju 4 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Cina |
0 – 2 referto |
Gwangju World Cup Stadium (27.217 spett.)
|
| Marcatori |
| Seogwipo 8 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
4 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (36.750 spett.)
|
| Roberto Carlos Rivaldo Ronaldinho Ronaldo |
Marcatori |
| Incheon 9 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Costa Rica |
1 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (42.299 spett.)
|
| Parks |
Marcatori |
| Suwon 13 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Costa Rica |
2 – 5 referto |
Suwon World Cup Stadium (38.524 spett.)
|
| Wanchope Gómez |
Marcatori |
| Seoul 13 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Turchia |
3 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (43.605 spett.)
|
| Hasan Şaş Korkmaz Ümit Davala |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 1 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 6 | 4 | +2 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 3 | 7 | -4 |
| Busan 4 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 0 referto |
Busan Asiad Stadium (48.760 spett.)
|
| Hwang Sun-Hong Yoo Sang-Chul |
Marcatori |
| Suwon 5 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Stati Uniti |
3 – 2 referto |
Suwon World Cup Stadium (37.306 spett.)
|
| O'Brien Jorge Costa McBride |
Marcatori |
| Daegu 10 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (60.778 spett.)
|
| Ahn Jung-Hwan |
Marcatori |
| Jeonju 10 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Portogallo |
4 – 0 referto |
Jeonju World Cup Stadium (31.000 spett.)
|
| Pauleta Rui Costa |
Marcatori |
| Daejeon 14 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Polonia |
3 – 1 referto |
Daejeon World Cup Stadium (26.482 spett.)
|
| Olisadebe Kryszałowicz Żewłakow |
Marcatori |
| Incheon 14 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Portogallo |
0 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (50.239 spett.)
|
| Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 11 | 1 | +10 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 3 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 12 | -12 |
| Niigata 1º giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Irlanda |
1 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (33.679 spett.)
|
| Holland |
Marcatori |
| Sapporo 1º giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
8 – 0 referto |
Sapporo Dome (32.218 spett.)
|
| Klose Ballack Jancker Linke Bierhoff Schneider |
Marcatori |
| Kashima 5 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 1 referto |
Kashima Stadium (35.854 spett.)
|
| Klose |
Marcatori |
| Saitama 6 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Camerun |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (52.328 spett.)
|
| Eto'o |
Marcatori |
| Fukuroi 11 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Camerun |
0 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.085 spett.)
|
| Marcatori |
| Yokohama 11 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Arabia Saudita |
0 – 3 referto |
International Stadium (65.320 spett.)
|
| Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 4 | 3 | +1 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 2 | 1 | +1 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 2 | 0 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 1 | 3 | -2 |
| Kashima 2 giugno 2002 ore 14:30 UTC+8 |
Argentina |
1 – 0 referto |
Kashima Stadium (34.050 spett.)
|
| Batistuta |
Marcatori |
| Saitama 2 giugno 2002 ore 18:30 UTC+8 |
Inghilterra |
1 – 1 referto |
Saitama Stadium (52.721 spett.)
|
| Campbell |
Marcatori |
| Kōbe 7 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
2 – 1 referto |
Kobe Wing Stadium (36.194 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori |
| Sapporo 7 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Argentina |
0 – 1 referto |
Sapporo Dome (35.927 spett.)
|
| Marcatori |
| Rifu 12 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
1 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.777 spett.)
|
| A. Svensson |
Marcatori |
| Ōsaka 12 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Nigeria |
0 – 0 referto |
Nagai Stadium (44.864 spett.)
|
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 2 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 3 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 4 | -2 |
| Niigata 3 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Croazia |
0 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (32.239 spett.)
|
| Marcatori |
| Sapporo 3 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Italia |
2 – 0 referto |
Sapporo Dome (31.081 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori |
| Kashima 8 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Italia |
1 – 2 referto |
Kashima Stadium (36.472 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori |
| Rifu 9 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Messico |
2 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.610 spett.)
|
| Borgetti Torrado |
Marcatori |
| Ōita 13 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Messico |
1 – 1 referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.291 spett.)
|
| Borgetti |
Marcatori |
| Yokohama 13 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Ecuador |
1 – 0 referto |
International Stadium (65.862 spett.)
|
| Méndez |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 6 | 5 | +1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 4 | 4 | 0 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 1 | 5 | -4 |
| Saitama 4 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Giappone |
2 – 2 referto |
Saitama Stadium (55.256 spett.)
|
| Suzuki Inamoto |
Marcatori |
| Kōbe 5 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Russia |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (30.957 spett.)
|
| Titov Karpin |
Marcatori |
| Yokohama 9 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Giappone |
1 – 0 referto |
International Stadium (66.108 spett.)
|
| Inamoto |
Marcatori |
| Ōita 10 giugno 2002 ore 18:00 UTC+8 |
Tunisia |
1 – 1 referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.700 spett.)
|
| Bouzaiene |
Marcatori |
| Ōsaka 14 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Tunisia |
0 – 2 referto |
Nagai Stadium (45.213 spett.)
|
| Marcatori |
| Fukuroi 14 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Belgio |
3 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (46.640 spett.)
|
| Walem Sonck Wilmots |
Marcatori |
| Ottavi | Quarti | Semifinali | Finale | |||||||||||
| 15 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 1A. |
0 | |||||||||||||
| 21 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| 2F. |
3 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 1C. |
2 | |||||||||||||
| 26 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2H. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1F. |
1 | |||||||||||||
| 22 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2A. |
2 | |||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 18 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 1H. |
0 | |||||||||||||
| 30 giugno - 20:00 | ||||||||||||||
| 2C. |
1 | |||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 15 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1E. |
1 | |||||||||||||
| 21 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2B. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1G. |
0 | |||||||||||||
| 25 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2D. |
2 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0 | Terzo posto | ||||||||||||
| 1B. |
1(3) | |||||||||||||
| 22 giugno - 15:30 | 29 giugno - 20:00 | |||||||||||||
| 2E. |
1(2) | |||||||||||||
| |
0(3) | |
2 | |||||||||||
| 18 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0(5) | |
3 | |||||||||||
| 1D. |
2 | |||||||||||||
| 2G. |
1 | |||||||||||||
| Seogwipo 15 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (25.176 spett.)
|
| Neuville |
Marcatori |
| Niigata 15 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Danimarca |
0 – 3 referto |
Niigata Stadium Big Swan (40.582 spett.)
|
| Marcatori |
| Ōita 16 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Svezia |
1 – 2 (d.t.s.) referto |
Ōita Stadium Big Eye (39.747 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori |
| Suwon 16 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Spagna |
1 – 1 (d.t.s.) referto |
Suwon World Cup Stadium (38.926 spett.)
|
| Morientes |
Marcatori | |||
Hierro Baraja Juanfran Valerón Mendieta |
Tiri di rigore 3 – 2 |
| Jeonju 17 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Messico |
0 – 2 referto |
Jeonju World Cup Stadium (36.380 spett.)
|
| Marcatori |
| Kōbe 17 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (40.440 spett.)
|
| Marcatori |
| Rifu 18 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Giappone |
0 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.666 spett.)
|
| Marcatori |
| Daejeon 18 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 1 (d.t.s.) referto |
Daejeon World Cup Stadium (38.588 spett.)
|
| Seol Ki-Hyeon Ahn Jung-Hwan |
Marcatori |
| Fukuroi 21 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Inghilterra |
1 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.436 spett.)
|
| Owen |
Marcatori |
| Ulsan 21 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Munsu Football Stadium (37.337 spett.)
|
| Ballack |
Marcatori |
| Gwangju 22 giugno 2002 ore 15:30 UTC+8 |
Spagna |
0 – 0 (d.t.s.) referto |
Gwangju World Cup Stadium (42.114 spett.)
|
Hierro Baraja Xavi Joaquín |
Tiri di rigore 3 – 5 |
| Osaka 22 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Senegal |
0 – 1 (d.t.s.) referto |
Nagai Stadium (45.233 spett.)
|
| Marcatori |
| Seoul 25 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Germania |
1 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (65.256 spett.)
|
| Ballack |
Marcatori |
| Saitama 26 giugno 2002 ore 20:30 UTC+8 |
Brasile |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (61.058 spett.)
|
| Ronaldo |
Marcatori |
| Daegu 29 giugno 2002 ore 20:00 UTC+8 |
Corea del Sud |
2 – 3 referto |
Daegu World Cup Stadium (63.483 spett.)
|
| Lee Young-Pyo Song Chong-Gug |
Marcatori |
| Yokohama 30 giugno 2002 ore 20:00 UTC+8 |
Brasile |
2 – 0 referto |
International Stadium (69.029 spett.)
|
| Ronaldo |
Marcatori |
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Campione del mondo 2002 Brasile 5º titolo |
8 reti
5 reti
4 reti
3 reti
2 reti
1 rete
Autoreti
Durante i tempi regolamentari
Durante i tempi supplementari
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