| Questa voce o sezione di calcio è ritenuta non neutrale. Motivo: a partire dal paragrafo qualificazioni tutte le parti descrittive sono colme di POV (ad es. il girone più equilibrato d'Europa)
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| Campionato mondiale di calcio 2002 Coppa del Mondo FIFA del 2002 |
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|---|---|
Il logo di Corea del Sud-Giappone 2002 |
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| Dettagli del torneo | |
| Organizzatori | |
| Periodo | dal 31 maggio al 30 giugno 2002 |
| Squadre | 32 (198 alle qualificazioni) |
| Stadi | 20 (in 20 città ospitanti) |
| Classifica finale | |
| Vincitore |
(quinto titolo) |
| Finalista |
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| Terzo posto |
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| Quarto posto | |
| Statistiche del torneo | |
| Incontri | 64 |
| Gol segnati | 161 (2,52 per incontro) |
| Spettatori | 2.705.134 (42.268 per incontro) |
| Capocannoniere | |
| Miglior giocatore | |
Il campionato mondiale di calcio 2002 o Coppa del Mondo FIFA del 2002 (nome ufficiale: 2002 FIFA World Cup Korea/Japan, giapponese: 2002 FIFAワールドカップ, coreano: 2002년 FIFA월드컵 한국/일본, noto anche come Corea del Sud-Giappone 2002) è stata la diciassettesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.
Si svolse in Corea del Sud e in Giappone dal 31 maggio al 30 giugno e fu vinto dal Brasile per la quinta volta.
Come deciso dalla FIFA nel maggio 1996 a Zurigo, per la prima volta nella storia i campionati mondiali di calcio furono organizzati da due Paesi, il che significava anche che per la prima volta tre squadre (la Nazionale sudcoreana, la Nazionale giapponese come ospitanti e la Nazionale francese campione del mondo in carica) erano ammesse di diritto alla fase a gironi. Per la prima volta il campionato si svolgeva fuori dall'Europa o dall'America.
All'evento sono state assegnate due colonne sonore che hanno fatto da sfondo a tutta l'edizione dei mondiali: Boom di Anastacia e un brano elettronico composto da Vangelis.
Indice |
La Corea del Sud e il Giappone hanno fornito ciascuno 10 stadi, molti dei quali appositamente costruiti per il campionato.
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Daegu | Daegu World Cup Stadium | 68.014 | 2001 |
| Seoul | Seoul World Cup Stadium | 63.961 | 2001 |
| Busan | Busan Asiad Stadium | 55.982 | 2001 |
| Incheon | Munhak Stadium | 52.179 | 2002 |
| Ulsan | Munsu Stadium | 43.550 | 2001 |
| Suwon | Suwon World Cup Stadium | 43.188 | 2001 |
| Gwangju | Gwangju World Cup Stadium | 42.880 | 2001 |
| Jeonju | Jeonju World Cup Stadium | 42.391 | 2001 |
| Seogwipo | Jeju World Cup Stadium | 42.256 | 2001 |
| Daejon | Daejeon World Cup Stadium | 40.407 | 2001 |
| Città | Stadio | Posti | Anno |
|---|---|---|---|
| Yokohama | International Stadium | 70.000 | 1998 |
| Saitama | Saitama Stadium | 63.000 | 2001 |
| Fukuroi | Shizuoka Stadium Ecopa | 50.600 | 2001 |
| Ōsaka | Nagai Stadium | 50.000 | 1964 |
| Rifu | Miyagi Stadium | 49.000 | 2000 |
| Ōita | Stadium Big | 43.000 | 2001 |
| Niigata | Stadium Big Swan | 42.300 | 2001 |
| Sapporo | Sapporo Dome | 42.000 | 2001 |
| Kashima | Kashima Stadium | 42.000 | 1993 |
| Kōbe | Wing Stadium | 42.000 | 2001 |
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UEFA (15 squadre)
CONMEBOL (5 squadre) |
CAF (5 squadre) AFC (4 squadre) CONCACAF (3 squadre) |
NB:Corea del Sud e Giappone qualificate d'ufficio come Nazioni ospitante, Francia qualificata d'ufficio come Campione del mondo in carica.
| Per approfondire, vedi la voce Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2002. |
Girone 1: al termine di una cavalcata trionfale la Russia vince il girone più equilibrato d'Europa ottenendo la qualificazione ai danni di Slovenia, Jugoslavia e Svizzera. Proprio la Slovenia rappresenterà la grossa sorpresa, pareggiando un drammatico match-spareggio contro i più quotati cugini serbo-montenegrini a Belgrado, estromettendoli dalla corsa al mondiale.
Girone 2: Portogallo ed Irlanda terminano a braccetto il girone ma i lusitani volano direttamente in Estremo Oriente (terzo mondiale) mentre i verdi vanno ai play-off contro l'Iran. La sorpresa negativa è l'Olanda, quarta classificata agli ultimi mondiali, semifinalista due anni prima ai campionati Europei, ricca come sempre giovani di talenti e allenata dall'esperto van Gaal, viene eliminata addirittura con due turni d'anticipo.
Girone 3: la Danimarca regola l'eterna incompiuta del calcio europeo, quella Repubblica Ceca che, nonostante le buone prestazioni ai Campionati Europei, fallisce puntualmente l'accesso alle fasi finali del mondiale. Alle loro spalle una Bulgaria ormai lontana parente di quella fucina di talenti della metà degli anni '90 ed un'Islanda capace di conquistare ben 13 punti.
Girone 4: stravince la Svezia, che termina a 26 punti su 30 disponibili. Alle sue spalle una Turchia ormai realtà consolidata del calcio europeo mentre le restanti Slovacchia, Macedonia, Moldova ed Azerbaijan fanno soltanto da comprimarie.
Girone 5: dopo 16 anni di assenza torna nel gotha del calcio mondiale la Polonia, che supera l'Ucraina, altra incompiuta ed è avvantaggiata da un incredibile tonfo della Norvegia, capace di vincere soltanto due partite.
Girone 6: complice il numero minore di squadre ed un livello piuttosto omogeneo, il girone si risolve soltanto all'ultima giornata. La Croazia batte il Belgio e si aggiudica il primo posto proprio ai danni dei diavoli rossi, rendendo vana la vittoria scozzese sui modesti lettoni.
Girone 7: come da pronostico la Spagna passeggia in un girone senza storia che la vede terminare abbondantemente al primo posto davanti ad Austria ed Israele.
Girone 8: dopo il pareggio iniziale in Ungheria l'Italia inanella cinque vittorie di fila ma è costretta a rimandare la qualificazione all'ultima giornata complice uno sciagurato 0-0 contro la cenerentola Lituania. Alle spalle degli imbattuti uomini di Giovanni Trapattoni si piazza agevolmente la Romania del post-Hagi.
Girone 9: uno strano scherzo del destino mette di fronte Inghilterra e Germania già nei gironi preliminari. La quasi totale assenza di avversarie permette alle due storiche rivali di giocarsi la qualificazione nello scontro diretto: i tedeschi passano a Wembley con uno storico gol di Hamann ma nella gara di ritorno a Monaco di Baviera vengono schiantati da un umiliante 1-5 con tripletta di Owen che lancia gli inglesi in testa.
Spareggi: due sorprese caratterizzano gli spareggi europei, la prima viene da Praga, dove il Belgio (reduce da una cocente eliminazione al primo turno agli europei disputati in casa) bissa l'1-0 di Bruxelles e rinvia ancora una volta la prima qualificazione mondiale della Repubblica Ceca. L'altra è la Slovenia che, non paga di aver già eliminato Jugoslavia e Svizzera, pareggia 1-1 in Romania dopo aver vinto 2-1 in casa ed ottiene il primo storico accesso alle fasi finali di un campionato del mondo, nonché secondo torneo importante di fila oer il Tricorno. Negli altri due spareggi europei la Turchia spazza via una sempre più anonima Austria piegandola 1-0 a Vienna e surclassandola con un pesante 5-0 ad Istanbul mentre la Germania ottiene un faticoso 1-1 in Ucraina prima di spezzare i sogni di gloria di Andriy Shevchenko e con un 4-1 senza appello nello stadio portafortuna di Dortmund. Inoltre, l'Irlanda batte l'Iran nel confronto UEFA-AFC, portando a 15 il numero delle Europee qualificate.
In Africa si confermano quattro delle cinque squadre qualificate per Francia 98. Nigeria, Camerun, Tunisia e Sudafrica vincono tutte agevolmente i propri gironi. L'unica a fallire la riconferma è il Marocco, che viene appaiata in testa alla classifica del girone dal Senegal, proprio grazie alla vittoria per 1-0 dei senegalesi nello scontro diretto dell'ultima giornata, classificata grazie ad una migliore differenza reti ed ai quattro punti su sei conquistati contro i marocchini. Vera rivelazione delle qualificazioni però è la nazionale senegalese: 11 sconosciuti venuti dal nulla che con un gol di Papa Boupa Diop sconfiggono 1-0 la Francia al debutto in coppa del mondo. Avrebbero meritato molto di più ma la Turchia li ha eliminati.
Con due posti già occupati da Giappone e Sudcorea, restavano disponibili soltanto 3 posti per la federazione asiatica. Alla fine di un'interminabile fase di qualificazione la spuntano Arabia Saudita (alla terza partecipazione consecutiva) e l'esordiente Cina, mentre l'ultimo posto viene giocato allo spareggio tra Iran ed Emirati Arabi Uniti. La spuntano agevolmente gli iraniani, che vincono 1-0 in casa e 3-0 in trasferta e vanno a giocarsi lo spareggio con l'Eire, poi perso.
La nuova formula per il Sud America (girone unico con partite di andata e ritorno tra le 10 affiliate del subcontinente), entrata in vigore dal precedente mondiale, premia nuovamente l'Argentina. La squadra di Bielsa domina le avversarie vincendo il girone con ben 12 lunghezze di vantaggio sul sorprendente Ecuador, abile a sfruttare i turni casalinghi grazie alle particolari condizioni atmosferiche e capace di mettere in riga anche i vicecampioni del mondo brasiliani (battuti 1-0 a Quito). Facile qualificazione anche per il Paraguay mentre alla Colombia non basta la goleada esterna all'ultima giornata contro i già qualificati paraguayani per avere la meglio sull'Uruguay, che ottiene quindi il diritto a giocare lo spareggio contro l'Australia.
Un po' a sorpresa è la Costa Rica a dominare il girone finale a sei, lasciandosi alle spalle gli Stati Uniti ed il Messico, questi ultimi costretti a giocarsi il terzo posto fino all'ultimo contro l'Honduras.
Come sempre le qualificazioni della zona oceanica si riducono ad un allenamento per la nazionale australiana in vista dello spareggio per l'accesso alla fase finale. L'unica curiosità arriva dal 31-0 tra Australia e Samoa Americane: si tratta della sconfitta più larga mai subita da una nazionale di calcio. Nonostante le sistematiche goleade contro i dilettanti delle isole del Pacifico, l'Australia si vedrà nuovamente sbarrata la strada al termine del doppio confronto contro l'Uruguay, con i sudamericani capaci di ribaltare l'1-0, imponendosi agevolmente per 3-0 a Montevideo.
La partita d'apertura dà il via alle sorprese che caratterizzeranno tutto il mondiale nippocoreano. L'esordiente Senegal, squadra composta in gran parte da giocatori provenienti dal campionato francese, si impone sui campioni del mondo orfani di Zinédine Zidane, imprecisi sotto porta e sfortunati con due pali colpiti. La doppietta di Tomasson contro l'Uruguay costringe subito i francesi ad un drammatico dentro o fuori contro i Sud Americani, reso ancora più decisivo dal pareggio tra le due capoliste nella prima partita della seconda giornata. Transalpini ed uruguayani finiscono col farsi del male a vicenda, chiudendo la sfida con uno scialbo 0-0 (con Henry espulso) che di fatto le costringe ad affidarsi ad una serie di improbabili concatenazioni di risultati nell'ultimo turno per sperare di superare la prima fase. Il miracolo non avviene e la Francia, pur ritrovando Zidane, recuperato prodigiosamente da un infortunio, viene battuta anche dalla Danimarca e chiude mestamente ultima senza gol segnati (prima volta nella storia per una nazionale campione del mondo). Nell'altra sfida il Senegal mostra la solita doppia faccia del calcio africano, va avanti di tre reti all'intervallo e riesce nell'impresa di riaprire match e qualificazione subendo la rimonta dell'Uruguay, che nell'assedio finale sfiora addirittura l'incredibile rete del 4-3 che avrebbe significato eliminazione per la sorpresa del torneo.
Alla Spagna tocca un altro girone abbordabile dopo quello delle qualificazioni ed anche stavolta non fa fatica a vincerlo. Slovenia, Sudafrica e Paraguay non impensieriscono mai gli iberici, che segnano tre gol a partita e vanno sotto soltanto contro i sudamericani. Gli sloveni pagano lo scotto dell'esordio e non riescono a bissare la dignitosa prestazione del campionato europeo di calcio 2000, terminando a zero punti un gruppo tutto sommato alla loro portata. Le altre due si giocano il secondo posto e la spunta la nazionale guidata da Cesare Maldini (tecnico più anziano della manifestazione), grazie alla vittoria in rimonta sulla dimessa Slovenia ed alla concomitante sconfitta degli africani (ai quali bastava un punto) contro la già qualificata Spagna.
Dopo uno stentato esordio con polemiche, per l'imbarazzante simulazione di Rivaldo che cade a terra toccandosi il volto dopo essere stato colpito da una pallonata sulle gambe, il Brasile non fa fatica ad abbattere Cina e Costa Rica. Alle spalle dei verdeoro strappa una faticosa qualificazione la Turchia, soltanto grazie alla differenza reti nei confronti dei centroamericani, strapazzati nell'ultimo turno da un Brasile mai in vena di sconti. Mestamente ultima la Cina del guru Milutinovic al quale non riesce il miracolo ottenuto nelle edizioni precedenti con Messico, Stati Uniti, Costa Rica e Nigeria.
Nel quarto raggruppamento, la testa di serie d'ufficio è la nazionale sudcoreana padrona di casa, che si ritrova in un girone equilibrato e al di sotto delle attese. Le avversarie sono Stati Uniti, Polonia e Portogallo, che tornano a calcare la scena mondiale dopo un'assenza pluridecennale (ultimo mondiale per entrambe le compagini quello del 1986. Già nella prima giornata, ci si accorge che non sarà un girone propizio per le europee: la Corea del Sud, sostenuta da un pubblico entusiasta, colpisce due volte una Polonia irriconoscibile, mentre il Portogallo dopo 36' è già sotto di 3 gol contro gli States e non riuscirà ad andare oltre il 3-2. Nella seconda giornata, è già tempo di dentro o fuori per Portogallo e Polonia, mentre la Corea del Sud si divide equamente la posta con gli Stati Uniti. A spuntarla sono i lusitani per 4-0 e i polacchi rifanno anticipatamente le valigie per tornare in patria. Al terzo turno gli Stati Uniti basterebbe anche un pari, ma dopo 5 minuti i polacchi sono già in vantaggio 2-0. Intanto, sul campo di Incheon, comincia una vera e propria battaglia tra Corea del Sud e Portogallo, con scontri durissimi ed episodi di violenza in campo. A perder la testa, però, sono i lusitani che rimangono in 10 dopo mezz'ora (espulso João Pinto) e addirittura in 9 alla metà del secondo tempo (doppio giallo per Beto). A spuntarla, sono quindi, la squadra di casa, che segna con Park Ji-Sung e gli Stati Uniti, pur duramente sconfitti per 3-1 dalla Polonia.
Arrivato in Asia come possibile outsider anche grazie alla vittoria della squadra olimpica ottenuta due anni prima in Australia, il Camerun sarà incapace di esprimere quel calcio offensivo e velocissimo che da sempre caratterizza i leoni africani. Ad accentuare ulteriormente la delusione per Eto'o e compagni ci si mettono le prestazioni non certo esaltanti di una Germania che, dopo il roboante 8-0 rifilato all'Arabia Saudita, pareggia con gli irlandesi 1-1 e batte i camerunensi 2-0. Dopo il disastroso Europeo del 2000 ci si è resi conto che era finito un ciclo in Germania e non c'era più una generazione di giocatori in grado di sostituirli, come succedeva da decenni. Völler si è reso conto che con una rosa mediocre, solo Kahn e Ballack erano le stelle, l'unico modo per fare strada è praticare un gioco molto difensivo, sperando che qualcuno lì davanti facesse gol. Ne risulterà un gioco brutto e lento, ma incredibilmente efficace. L'Irlanda, solida e compatta come nella classica tradizione d'oltremanica, si affida al talentino Robbie Keane e si piazza seconda col minimo sforzo e nessuna sconfitta incassata.
È definito "il girone della morte", con la favoritissima (anche per la vittoria finale) Argentina costretta a vedersela già al primo turno con l'altra big Inghilterra e le due pericolose outsider Svezia e Nigeria. Proprio gli scandinavi inchiodano subito sul pari la sfida con gli inglesi aperta da un gol di testa del colosso Campbell, lanciando così l'Argentina in testa al girone grazie all'1-0 sugli africani con gol del redivivo Batistuta, reduce da una stagione incolore nella Roma. Nella seconda giornata la Nigeria cede ancora e la concomitante vittoria inglese per 1-0 (gol di Beckham su rigore) permette agli svedesi di giocarsi il passaggio del turno avendo a disposizione due risultati su tre. A Rifu l'Argentina, ricca di primedonne e minata da profonde rivalità interne, è punita ad inizio ripresa da una punizione tutt'altro che irresistibile di Svensson. Solo nel finale arriverà il pari di Crespo, inspiegabilmente lasciato in panchina per far spazio ad un modulo con due trequartisti (gli evanescenti Aimar e Ortega) alle spalle di Batistuta. L'Inghilterra ringrazia e, di nuovo senza convincere, pareggia senza reti con la Nigeria e si piazza seconda con la certezza di non affrontare la temuta Francia agli ottavi.
Il gruppo G non è sicuramente un girone di ferro, ma rischia di diventarlo per l'Italia, guidata da Giovanni Trapattoni. Gli avversari con i quali l'Italia si scontra nel raggruppamento sono l'Ecuador, esordiente in un mondiale il Messico e la Croazia, terza nel 1998. L'inizio è secondo copione: Christian Vieri segna due gol nella prima mezz'ora della gara d'esordio e tanto basta a chiudere la pratica con l'Ecuador. Il secondo incontro è contro una Croazia, lontana parente della squadra rivelazione del mondiale di Francia. Vieri segna all'inizio del secondo tempo, ma il fischietto inglese Graham Poll vede un fuorigioco che in realtà non c'è ed annulla; il centravanti nerazzurro, però, si ripete dopo pochi minuti, e porta in vantaggio gli azzurri. Ma in tre minuti la Croazia segna prima con Ivica Olic e poi con un incredibile gol dell'ex-perugino Milan Rapaic. Totti fa vibrare i legni della porta difesa da Pletikosa con una punizione delle sue; nel finale Marco Materazzi realizza un gol dalla difesa, sorprendendo con un lancio (non agganciato da Filippo Inzaghi) l'incerto portiere avversario, ma anche questo gol è inspiegabilmente annullato. L'Italia arriva così, alla terza e decisiva giornata, con la consapevolezza di dover battere il Messico, capolista del girone a punteggio pieno, per passare il turno. L'Italia va in vantaggio con Inzaghi dopo qualche minuto, ma anche questo gol viene annullato per un fuorigioco che non c'è. Alla mezz'ora, l'attaccante messicano Jared Borgetti inventa uno dei gol più incredibili del mondiale, segnando di testa a Gianluigi Buffon, con la palla che prende una traiettoria spettacolare prima di insaccarsi nell'angolino. L'Italia è virtualmente fuori. All'inizio del secondo tempo arriva la notizia che l'Ecuador è in vantaggio sulla Croazia, risultato questo che regala il passaggio del turno agli azzurri. L'Italia segna un altro gol con Vincenzo Montella, anch'esso annullato per un fuorigioco che non c'è, e capitalizza la qualificazione nei minuti finali con il gol di testa di Del Piero, al primo centro in un mondiale. Messico e Italia passano il turno e gli azzurri lasciano il ritiro di Sapporo, per andare a giocarsi in Corea del Sud il passaggio l'ottavo di finale contro i padroni di casa.
A quattro anni dalla prima partecipazione al mondiale, il Giappone ottiene anche il primo passaggio del turno, vincendo il girone ed evitando anche l'insidia Brasile agli ottavi. Gli uomini guidati da Troussier mettono in vetrina le stelle europee Inamoto e Nakata ed approfittano delle amnesie russe oltre che della cronica mancanza di incisività in attacco della Tunisia; soltanto il Belgio strappa un punto agli asiatici ed ottiene la qualificazione vincendo lo spareggio contro i russi ai quali non basta il giovane talento Syčёv per evitare un'altra delusione mondiale.
Il primo ottavo di finale vede di fronte la Germania di Völler ed il Paraguay di Cesare Maldini. La partita è tra le più brutte di questa edizione del mondiale, con le due squadre che sembrano puntare neanche troppo implicitamente ai tempi supplementari. Una rete allo scadere del panchinaro italo-svizzero Neuville (uno dei protagonisti dell'esaltante stagione del Bayer Leverkusen, come la stella Ballack) regala il passaggio del turno ad una squadra che convince sempre meno ma che continua a non perdere colpi. Nell'ottavo seguente, l'Inghilterra elimina agevolmente la Danimarca per 3-0. Il giorno dopo si affrontano le due sorprese Svezia e Senegal: l'avvio è scoppiettante, gli svedesi passano subito in vantaggio con il bomber Larsson ma si fanno raggiungere da Camara. Si va ai supplementari ed Ibrahimović, appena entrato, sfiora il golden gol della qualificazione con una sontuosa azione personale. Alla fine, però, saranno gli africani a festeggiare, grazie alla doppietta di Camara, la seconda qualificazione di una squadra del continente nero ai quarti di finale dopo il Camerun nel 1990. Non meno emozionante è la sfida serale tra Irlanda e Spagna, con gli iberici raggiunti al 90° da un rigore (il secondo della partita, dopo quello parato da Casillas ad Harte) di Keane e costretti alla lotteria dei rigori dalla sorprendente truppa di McCarthy. Lo show degli errori premia gli spagnoli, che ne sbagliano soltanto due contro i tre degli irlandesi, il tiro decisivo di Mendieta manda la Spagna ai quarti di finale dopo otto anni. Gli ottavi mettono di fronte per la prima volta in una fase finale i due colossi CONCACAF, gli Stati Uniti cercano la loro prima qualificazione ai quarti di finale, il Messico del giovane capitano Rafael Marquez ha l'occasione di sfruttare un tabellone che continua a mietere vittime illustri. La spuntano gli americani, che mettono in luce il talento di Landon Donovan e tengono a centrocampo grazie all'esperienza di capitan Reyna. In serata il Brasile si impone sul Belgio per 2-0 a Kōbe ma i verdeoro impiegano oltre un'ora per scardinare la difesa belga e nel primo tempo Wilmots si vede annullare una rete valida. Chiudono il tabellone le due sfide dei padroni di casa. Sulla carta è il Giappone ad avere il turno più facile ma incredibilmente si fa battere da un gol su azione da calcio d'angolo del milanista Umit Davala in apertura e non riesce più a rimontare. A Daejon l'Italia, trova la Corea del Sud. I giornali locali danno per sicuro il passaggio del turno dei padroni di casa e durante la partita i tifosi coreani esibiscono lo slogan "Again 1966!", a ricordo dell'1-0 rifilato dalla Corea del Nord agli azzurri, nel mondiale inglese di quell'anno. Al 17°, arriva la rete di Christian Vieri e L'Italia avrebbe l'occasione di chiudere la partita, ma ciò non avviene. A due minuti dalla fine Seol Ki-Hyeon pareggia e, all'89°, Vieri avrebbe la possibilità di chiudere l'incontro, ma calcia alto a porta vuota. Nei supplementari l'Italia tiene testa agli instancabili corridori asiatici ma è sfortunata poiché al 104°, viene espulso Francesco Totti, per doppia ammonizione e al 117°, il perugino Ahn, che ad inizio gara si era fatto parare un calcio di rigore da Buffon, segna il golden gol del 2-1 che chiude la partita. Per l'Italia è una delle eliminazioni più inattese, mentre per la Corea del Sud è un'impresa storica: per la prima volta dal 1966 una squadra asiatica accede ai quarti di finale di Coppa del Mondo. L'ultima a riuscirci fu la Corea del Nord che eliminò proprio l'Italia.
Con Argentina, Francia ed Italia già a casa e la Germania grande solo di nome, la vera finale anticipata è quella che si gioca a Fukuroi tra Inghilterra e Brasile. Gli inglesi di Eriksson non raggiungono una semifinale mondiale da 12 anni e spaventano i vicecampioni in carica con il gol iniziale di Owen. Sul finire di tempo Rivaldo pareggia con un rasoterra precisissimo e subito ad inizio ripresa il portiere Seaman si fa sorprendere da una punizione calciata dalla trequarti da Ronaldinho. Il cross assume una traiettoria incredibile e scavalca l'esperto estremo difensore dell'Arsenal infilandosi sotto il sette alla sua destra. Pochi minuti dopo il giovanissimo fantasista del Paris Saint-Germain si fa espellere ma anche in 10 la squadra di Scolari (fautore di un calcio molto più europeo e concreto) tiene ed ipoteca la vittoria finale. Nell'altra sfida di giornata una sempre più brutta Germania viene tenuta a galla da un Kahn superlativo e dal solito Ballack che regala il passaggio alle Semifinali ad una squadra che sembra addirittura inferiore a quella che quattro anni prima perse 3-0 contro la Croazia; tuttavia gli americani reclamano un calcio di rigore negato all'inzio del secondo tempo per una parata in area di rigore del difensore Frings. La Corea del Sud, dopo l'eliminazione al veleno dell'Italia, elimina anche la Spagna ai rigori per 5-3, grazie all'errore al quarto tiro dal dischetto di Joaquin parato da Lee Woon-Jae. Durante la gara, però, gli spagnoli recriminarono due gol regolari annullati, uno nei tempi regolamentari, un altro nei supplementari. Chiude il quartetto delle semifinaliste la Turchia, che si aggiudica il match tra outsider e spegne i sogni di gloria del Senegal. Ancora una volta l'Africa si ferma ai quarti di finale proprio come il Camerun battuto dall'Inghilterra 12 anni prima. A castigare i senegalesi sarà un gol dell'attaccante di riserva Ilhan Mansiz divenuto "celebre" durante i mondiali per il suo gioco di gambe col quale portava avanti la palla di tacco alzandola da dietro (bicicletta). La vetrina mondiale per la squadra simpatia del torneo, permetterà comunque a molti giocatori del Senegal di approdare in squadre italiane ed inglesi (il giovane El Hadjii Diouf verrà acquistato dal Liverpool ma non riuscirà mai a giocare ad alti livelli con la maglia dei Reds).
La composizione del tabellone mette di nuovo di fronte Brasile e Turchia, con i turchi decisi a vendicare il 2-1 del girone. Segna ancora Ronaldo, al sesto centro personale, con una puntata stilisticamente poco raffinata ma efficace per battere Rustu. Ai turchi non basta neanche l'ingresso in campo del giocoliere Mansiz ma certamente arrivare a giocarsi l'accesso in finale andava al di là di ogni più rosea aspettativa per la nazionale capitanata da Hakan Sukur. Anche l'altra semifinale vede confermato il pronostico (anche se la Germania è favorita solo sotto l'aspetto della tradizione), la Corea del Sud è già soddisfatta dell'eccellente traguardo ottenuto. Ancora una volta è decisivo Ballack, che a quindici minuti dalla fine raccoglie una corta respinta di Lee Won-Jae su tiro dello stesso Ballack ed insacca. Per i tedeschi è la quarta finale nelle ultime sei edizioni del mondiale ma è senza dubbio la più inaspettata : la squadra non riesce ad esprimere un gioco soddisfacente, si affida al talento di Kahn e Ballack (che però sarà costretto a saltare la finale per squalifica) e deve fare i conti con la crisi del bomber Klose che, dopo i cinque gol nella fase a gironi non trova più la via della rete.
Per Corea del Sud e Turchia la finale di consolazione è l'occasione per festeggiare un mondiale incredibile, andato ben oltre le previsioni. A Daegu i turchi lasciano in panchina alcuni titolari come l'interista Okan e la stella del Galatasaray Hasan Sas mentre la Corea schiera la squadra titolare ma, dopo i miracoli contro Italia e Spagna, la benzina pare decisamente finita. Dopo dieci secondi la difesa asiatica si fa sorprendere al centro da Hakan Sukur che porta immediatamente in vantaggio la Turchia col suo primo gol mondiale. Nonostante l'immediato pareggio di Lee Eul Yong i turchi trovano altri due gol prima della fine del tempo rendendo la ripresa una semplice passerella per chi ha giocato meno con l'inutile rete di Song Chong-Gug nel recupero. La finale di Yokohama mette di fronte le due squadre con il maggior numero di incontri disputati in una fase finale del mondiale e ben sette titoli in bacheca conquistati. Paradossalmente si tratta della prima partita tra Germania e Brasile in un campionato del mondo ed i pronostici sono tutti dalla parte dei tedeschi. Voeller deve fare a meno di Ballack, sostituito dall'esperto Jeremies, centrale del Bayern Monaco votato al contenimento e privo della fantasia del numero 13 tedesco. È comunque la Germania ad iniziare meglio nei primi 45 minuti, rischiando soltanto nel finale con la traversa su punizione di Kleberson ed un paio di occasioni per Ronaldo. Ma il Brasile non è in vena di regali ed il miracolo del 1954 stavolta non riesce ai tedeschi, che al 67'devono capitolare per colpa di un clamoroso errore di Kahn che si lascia sfuggire un rasoterra lento di Ronaldo, lesto a mettere in rete la palla lasciata incustodita nell'area piccola. La reazione tedesca semplicemente non esiste ed a nulla servono gli ingressi di Bierhoff e del possente oriundo Asamoah perché il Brasile passa ancora dopo dieci minuti con una combinazione in velocità al limite dell'area e tiro secco all'angolino di Ronaldo che mette la parola fine ad una finale dal pronostico già scritto, ottimamente diretta da Collina.
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 4 | +1 | |
| 2 | 3 | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | -1 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 0 | 3 | -3 |
| Seoul 31 maggio 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Francia |
0 – 1 referto |
Seoul World Cup Stadium (62.561 spett.)
|
| Marcatori | Diop |
| Ulsan 1 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Uruguay |
1 – 2 referto |
Munsu Football Stadium (30.157 spett.)
|
| Rodriguez |
Marcatori | Tomasson |
| Daegu 6 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Danimarca |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (43.500 spett.)
|
| Tomasson |
Marcatori | Diao |
| Busan 6 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Francia |
0 – 0 referto |
Busan Asiad Main Stadium (38.289 spett.)
|
| Incheon 11 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Danimarca |
2 – 0 referto |
Incheon Munhak Stadium (48.100 spett.)
|
| Rommedahl Tomasson |
Marcatori |
| Suwon 11 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Senegal |
3 – 3 referto |
Suwon World Cup Stadium (33.681 spett.)
|
| Fadiga Diop |
Marcatori | Morales Forlan Recoba |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 9 | 4 | +5 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 6 | 6 | 0 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 5 | 0 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 2 | 7 | -5 |
| Busan 2 giugno 2002 ore 16:30 UTC+9 |
Paraguay |
2 – 2 referto |
Busan Asiad Main Stadium (25.186 spett.)
|
| Santa Cruz Arce |
Marcatori | Mokoena Fortune |
| Gwangju 2 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Gwangju World Cup Stadium (28.598 spett.)
|
| Raul Valeron Hierro |
Marcatori | Cimirotic |
| Jeonju 7 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Spagna |
3 – 1 referto |
Jeonju World Cup Stadium (24.000 spett.)
|
| Morientes Hierro |
Marcatori | Puyol |
| Daegu 8 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Sudafrica |
1 – 0 referto |
Daegu World Cup Stadium (47.226 spett.)
|
| Nomvethe |
Marcatori |
| Daejeon 12 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Sudafrica |
2 – 3 referto |
Daejeon World Cup Stadium (31.024 spett.)
|
| Mc Carthy Radebe |
Marcatori | Raul Mendieta |
| Seogwipo 12 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Slovenia |
1 – 3 referto |
Jeju World Cup Stadium (30.176 spett.)
|
| Acimovic |
Marcatori | Cuevas Campos |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 9 | 3 | 3 | 0 | 0 | 11 | 3 | +8 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 3 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 9 | -9 |
| Ulsan 3 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Brasile |
2 – 1 referto |
Munsu Football Stadium (33.842 spett.)
|
| Ronaldo Rivaldo |
Marcatori | Hasan Sas |
| Gwangju 4 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Cina |
0 – 2 referto |
Gwangju World Cup Stadium (27.217 spett.)
|
| Marcatori | Gomez Wright |
| Seogwipo 8 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Brasile |
4 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (36.750 spett.)
|
| Roberto Carlos Rivaldo Ronaldinho Ronaldo |
Marcatori |
| Incheon 9 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Costa Rica |
1 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (42.299 spett.)
|
| Parks |
Marcatori | Belozoglu |
| Suwon 13 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Costa Rica |
2 – 5 referto |
Suwon World Cup Stadium (38.524 spett.)
|
| Wanchope Gomez |
Marcatori | Ronaldo Edmilson Rivaldo Junior |
| Seoul 13 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Turchia |
3 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (43.605 spett.)
|
| Sas Korkmaz Davala |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 1 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 5 | 6 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 6 | 4 | +2 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 3 | 7 | -4 |
| Busan 4 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Corea del Sud |
2 – 0 referto |
Busan Asiad Main Stadium (48.760 spett.)
|
| Hwang Yoo |
Marcatori |
| Suwon 5 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Stati Uniti |
3 – 2 referto |
Suwon World Cup Stadium (37.306 spett.)
|
| O'Brien Jorge Costa McBride |
Marcatori | Beto Agoos |
| Daegu 10 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Corea del Sud |
1 – 1 referto |
Daegu World Cup Stadium (60.778 spett.)
|
| Ahn |
Marcatori | Mathis |
| Jeonju 10 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Portogallo |
4 – 0 referto |
Jeonju World Cup Stadium (31.000 spett.)
|
| Pauleta Rui Costa |
Marcatori |
| Daejeon 14 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Polonia |
3 – 1 referto |
Daejeon World Cup Stadium (26.482 spett.)
|
| Olisadebe Kryszalowicz Zewlakow |
Marcatori | Donovan |
| Incheon 14 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Portogallo |
0 – 1 referto |
Incheon Munhak Stadium (50.239 spett.)
|
| Marcatori | Park |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 11 | 1 | +10 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 3 | -1 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 12 | -12 |
| Niigata 1 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Irlanda |
1 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (33.679 spett.)
|
| Holland |
Marcatori | Mboma |
| Sapporo 1 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Germania |
8 – 0 referto |
Sapporo Dome (32.218 spett.)
|
| Klose Ballack Jancker Linke Bierhoff Schneider |
Marcatori |
| Kashima 5 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Germania |
1 – 1 referto |
Kashima Stadium (35.854 spett.)
|
| Klose |
Marcatori | Keane |
| Saitama 6 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Camerun |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (52.328 spett.)
|
| Eto'o |
Marcatori |
| Fukuroi 11 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Camerun |
0 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.085 spett.)
|
| Marcatori | Bode Klose |
| Yokohama 11 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Arabia Saudita |
0 – 3 referto |
International Stadium (65.320 spett.)
|
| Marcatori | Keane Breen Duff |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 4 | 3 | +1 | |
| 5 | 3 | 1 | 2 | 0 | 2 | 1 | +1 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 2 | 2 | 0 | |
| 1 | 3 | 0 | 1 | 2 | 1 | 2 | -1 |
| Kashima 2 giugno 2002 ore 14:30 UTC+9 |
Argentina |
1 – 0 referto |
Kashima Stadium (34.050 spett.)
|
| Batistuta |
Marcatori |
| Saitama 2 giugno 2002 ore 18:30 UTC+9 |
Inghilterra |
1 – 1 referto |
Saitama Stadium (52.721 spett.)
|
| Campbell |
Marcatori | Alexandersson |
| Kōbe 7 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Svezia |
2 – 1 referto |
Kobe Wing Stadium (36.194 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori | Aghahowa |
| Sapporo 7 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Argentina |
0 – 1 referto |
Sapporo Dome (35.927 spett.)
|
| Marcatori | Beckham |
| Rifu 12 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Svezia |
1 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.777 spett.)
|
| Svensson |
Marcatori | Crespo |
| Ōsaka 12 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Nigeria |
0 – 0 referto |
Nagai Stadium (44.864 spett.)
|
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 4 | 2 | +2 | |
| 4 | 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 3 | +1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 3 | -1 | |
| 3 | 3 | 1 | 0 | 2 | 2 | 4 | -2 |
| Niigata 3 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Croazia |
0 – 1 referto |
Niigata Stadium Big Swan (32.239 spett.)
|
| Marcatori | Blanco |
| Sapporo 3 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Italia |
2 – 0 referto |
Sapporo Dome (31.081 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori |
| Kashima 8 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Italia |
1 – 2 referto |
Kashima Stadium (36.472 spett.)
|
| Vieri |
Marcatori | Olic Rapaic |
| Rifu 9 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Messico |
2 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.610 spett.)
|
| Borgetti Torrado |
Marcatori | Delgado |
| Ōita 13 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Messico |
1 – 1 referto |
Oita Stadium Big Eye (39.291 spett.)
|
| Borgetti |
Marcatori | Del Piero |
| Yokohama 13 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Ecuador |
1 – 0 referto |
International Stadium (65.862 spett.)
|
| Mendez |
Marcatori |
| Squadra | P.ti | G | V | N | P | GF | GS | DR |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 5 | 2 | +3 | |
| 7 | 3 | 2 | 1 | 0 | 6 | 5 | +1 | |
| 3 | 3 | 2 | 0 | 1 | 4 | 4 | 0 | |
| 0 | 3 | 0 | 0 | 3 | 1 | 5 | -4 |
| Saitama 4 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Giappone |
2 – 2 referto |
Stadio di Saitama (55.256 spett.)
|
| Suzuki Inamoto |
Marcatori | Wilmots v.d. Heyden |
| Kōbe 5 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Russia |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (30.957 spett.)
|
| Titov Karpin |
Marcatori |
| Yokohama 9 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Giappone |
1 – 0 referto |
International Stadium (66.108 spett.)
|
| Inamoto |
Marcatori |
| Ōita 10 giugno 2002 ore 18:00 UTC+9 |
Tunisia |
1 – 1 referto |
Oita Stadium Big Eye (39.700 spett.)
|
| Bouzaiene |
Marcatori | Wilmots |
| Ōsaka 14 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Tunisia |
0 – 2 referto |
Nagai Stadium (45.213 spett.)
|
| Marcatori | Morishima Nakata |
| Fukuroi 14 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Belgio |
3 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (46.640 spett.)
|
| Walem Sonck Wilmots |
Marcatori | Besčastnych Syčёv |
| Ottavi | Quarti | Semifinali | Finale | |||||||||||
| 15 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 1A. |
0 | |||||||||||||
| 21 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| 2F. |
3 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 1C. |
2 | |||||||||||||
| 26 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2H. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1F. |
1 | |||||||||||||
| 22 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2A. |
2 | |||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 18 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 1H. |
0 | |||||||||||||
| 30 giugno - 20:00 | ||||||||||||||
| 2C. |
1 | |||||||||||||
| |
2 | |||||||||||||
| 15 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1E. |
1 | |||||||||||||
| 21 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2B. |
0 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 17 giugno - 15:30 | ||||||||||||||
| |
0 | |||||||||||||
| 1G. |
0 | |||||||||||||
| 25 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| 2D. |
2 | |||||||||||||
| |
1 | |||||||||||||
| 16 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0 | Terzo posto | ||||||||||||
| 1B. |
1 (3) | |||||||||||||
| 22 giugno - 15:30 | 29 giugno - 20:00 | |||||||||||||
| 2E. |
1 (2) | |||||||||||||
| |
0 (3) | |
2 | |||||||||||
| 18 giugno - 20:30 | ||||||||||||||
| |
0 (5) | |
3 | |||||||||||
| 1D. |
2 | |||||||||||||
| 2G. |
1 | |||||||||||||
| Seogwipo 15 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Germania |
1 – 0 referto |
Jeju World Cup Stadium (25.176 spett.)
|
| Neuville |
Marcatori |
| Niigata 15 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Danimarca |
0 – 3 referto |
Niigata Stadium Big Swan (40.582 spett.)
|
| Marcatori | Ferdinand Owen Heskey |
| Ōita 16 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Svezia |
1 – 2 (d.t.s.) referto |
Oita Stadium Big Eye (39.747 spett.)
|
| Larsson |
Marcatori | Camara |
| Suwon 16 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Spagna |
1 – 1 referto |
Suwon World Cup Stadium (38.926 spett.)
|
| Morientes |
Marcatori | Keane |
||
Hierro Baraja Juanfran Valeron Mendieta |
Tiri di rigore 3 – 2 |
| Jeonju 17 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Messico |
0 – 2 referto |
Jeonju World Cup Stadium (36.380 spett.)
|
| Marcatori | McBride Donovan |
| Kōbe 17 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Brasile |
2 – 0 referto |
Kobe Wing Stadium (40.440 spett.)
|
| Rivaldo Ronaldo |
Marcatori |
| Rifu 18 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Giappone |
0 – 1 referto |
Miyagi Stadium (45.666 spett.)
|
| Marcatori | Davala |
| Daejeon 18 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Corea del Sud |
2 – 1 (d.t.s.) referto |
Daejeon World Cup Stadium (38.588 spett.)
|
| Seol Ahn |
Marcatori | Vieri |
| Fukuroi 21 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Inghilterra |
1 – 2 referto |
Shizuoka Stadium Ecopa (47.436 spett.)
|
| Owen |
Marcatori | Rivaldo Ronaldinho |
| Ulsan 21 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Germania |
1 – 0 referto |
Munsu Football Stadium (37.337 spett.)
|
| Ballack |
Marcatori |
| Gwangju 22 giugno 2002 ore 15:30 UTC+9 |
Spagna |
0 – 0 referto |
Gwangju World Cup Stadium (42.114 spett.)
|
Hierro Baraja Xavi Joaquin |
Tiri di rigore 3 – 5 |
| Perna 22 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Senegal |
0 – 1 (d.t.s.) referto |
Nagai Stadium (45.233 spett.)
|
| Marcatori | Mansiz |
| Seoul 25 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Germania |
1 – 0 referto |
Seoul World Cup Stadium (65.256 spett.)
|
| Michael Ballack |
Marcatori |
| Saitama 26 giugno 2002 ore 20:30 UTC+9 |
Brasile |
1 – 0 referto |
Saitama Stadium (61.058 spett.)
|
| Ronaldo |
Marcatori |
| Daegu 29 giugno 2002 ore 20:00 UTC+9 |
Corea del Sud |
2 – 3 referto |
Daegu World Cup Stadium (63.483 spett.)
|
| Lee Song |
Marcatori | Şükür Mansiz |
| Yokohama 30 giugno 2002 ore 20:00 UTC+9 |
Germania |
0 – 2 referto |
International Stadium (69.029 spett.)
|
| Marcatori | Ronaldo |
8 reti
5 reti
4 reti
3 reti
2 reti
1 rete
Autoreti
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