Una contusione polmonare è una contusione del polmone causata da un trauma al torace. A causa del danno subito dai capillari, sangue ed altri fluidi si accumulano nel tessuto del polmone ostacolando gli scambi di gas e causando ipossia (una riduzione dell'ossigenazione dell'organismo). La contusione polmonare non si associa ad una soluzione di continuità del tessuto polmonare.
Le contusioni polmonari di solito si associano ai traumi contusivi che le causano, ma possono anche derivare dalle lesioni dovute ad esplosioni e relative onde d'urto, oppure a traumi penetranti, o anche ad incidenti stradali ed impatti tra autoveicoli (attualmente la grande maggioranza delle contusioni: l'uso di dispositivi di sicurezza passiva come cinture di sicurezza ed airbag riduce di molto il rischio).
La diagnosi si basa sullo studio della causa del trauma, sull'esame obiettivo e sull'esecuzione di una radiografia del torace. I segni tipici includono dolore al torace, emottisi, evidenza di uno stato di asfissia (insufficienti ventilazione, ossigenazione e perfusione dell'organismo) e di cianosi. Complicanze comuni della contusione polmonare sono polmoniti, sindrome da distress respiratorio e grave disabilità respiratoria cronica.
La contusione polmonare frequentemente guarisce senza necessità di particolari cure, con semplice terapia di supporto. L'ossigenoterapia (respirazione di aria arricchita in ossigeno) ed il monitoraggio del paziente sono spesso sufficienti. Talvolta invece il traumatizzato necessita di cure intensive per raggiungere una completa guarigione. Le contusioni polmonari sono mortali da un quarto alla metà dei casi; alcune invece sono lievi, con poco o nessun impatto sulla salute del paziente. Raramente la contusione è isolata: si accompagna ad altre lesioni, spesso esse stesse causa di morte.
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1999 - Torino è scelta come sede dei XX Giochi olimpici invernali.
Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Gervasio e Protasio, di santa Giuliana Falconieri e di san Romualdo.
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L'Hunley era un battello appartenente alla Marina degli Stati Confederati d'America, che lo impiegò nel corso della Guerra di secessione. Primo esempio di sottomarino a trovare impiego con successo nel corso di un conflitto, prese il nome dal suo progettista, Horace Lawson Hunley. Attualmente è conservato presso il Warren Lasch Conservation Center di Charleston all'interno di una vasca appositamente progettatata e riempita con acqua dolce per favorirne la conservazione.
L'Hunley era lungo circa 10 metri, era propulso dalla forza muscolare di sette dei suoi otto uomini di equipaggio, che ne azionavano l'elica attraverso un lungo albero a gomiti, e montava sulla prora un palo lungo 12 metri con all'estremità una carica esplosiva di 41 kg di polvere da sparo.